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Il Lussemburgo vuole estrarre minerali nello spazio e aprire un nuovo mercato mondiale

Secondo quanto dichiarato dal governo, il granducato vorrebbe avere accesso minerarie degli asteroidi e permettere alle sue società di fare impresa anche fuori dai confini del pianeta.

di John Dyer
04 febbraio 2016, 1:35pm

Image via Getty Images

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Il Lussemburgo ha intenzione di diventare un punto di riferimento per un nuovo settore: l'attività mineraria sugli asteroidi. 

"Il nostro obiettivo è consentire l'accesso a risorse minerali inesplorate che si trovano su rocce senza vita che vagano nello spazio, senza danneggiare gli habitat naturali," ha detto martedì in un comunicato Étienne Schneider, vice Primo Ministro e Ministro dell'Economia. "Sosterremo lo sviluppo economico a lungo termine di attività nuove e innovative nel settore dello spazio e in quelli collegati, considerati fondamentali per il Lussemburgo."

Il granducato, incastonato tra il Belgio, la Francia e la Germania, vuole investire nel settore dell'attività mineraria spaziale e formulare un quadro giuridico che permetta alle società di fare impresa anche fuori dai confini del pianeta. Schneider ha sottolineato che i finanziamenti che verranno stanziati per l'iniziativa saranno resi noti alla fine dell'anno.

Il Lussemburgo ha una popolazione di circa 570.000 persone e un'estensione territoriale di XXX: sebbene possa apparire un azzardo lanciarsi in un'impresa del genere, è tuttora la sede di SES e Intelstat, due delle più grandi compagnie di satelliti commerciali al mondo. Il paese ha quindi ha una grande esperienza nel settore delle esplorazioni spaziali.

Nonostante l'annuncio del piccolo stato sembri provenire da un film di fantascienza, - come Outland, del 1981, in cui Sean Connery recita il ruolo di un poliziotto spaziale che combatte i trafficanti di droga nelle colonie minerarie su una delle lune di Giove - gli esperti hanno affermato che mandare un mezzo spaziale su un asteroide per effettuare delle trivellazioni è in realtà decisamente possibile "assolutamente fattibile dal punto di vista delle leggi della fisica," come ha spiegato Scott Pace, professore di affari internazionali e direttore dello Space Policy Institute alla George Washington University. 

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Secondo Pace e altri esperti, l'annuncio del Lussemburgo è strettamente legato a motivazioni "terrene." L'attività mineraria sugli asteroidi diventerà con molta probabilità particolarmente redditizia tra uno o due decenni, e il piccolo paese starebbe cercando di cavalcare l'onda.

"Sarà come i tempi della prima corsa all'oro," ha spiegato Robert Frantz, presidente della Kepler Energy & Space Engineering. La sua società progetta attrezzature per le trivellazioni spaziali, ed è ora alla ricerca di investitori. 

Frantz ha spiegato che Kepler Energy controlla altre due società statunitensi, Deep Space Industries e Planetary Resources, che hanno già ricevuto dei finanziamenti e dei contratti con la NASA per sviluppare progetti di attività minerarie spaziali. A novembre, il presidente Barack Obama ha firmato il US Commercial Space Launch Competitiveness Act, una legge che mira a promuovere simili progetti.

Sebbene i trattati internazionali vietino agli stati di colonizzare i corpi celesti, questa legge consente alle società americane di diventare proprietarie di qualsiasi materiale che riescono a estrarre da asteroidi o pianeti. Pace e altri esperti non conoscono i dettagli della proposta del Lussemburgo, ma ritengono che il granducato stia perseguendo un quadro giuridico simile, che permetterebbe alle compagnie europee di recuperare i minerali presenti sugli asteroidi e poi venderli sulla Terra.

A causa della mancanza di accordi internazionali in materia, secondo Chris Lewicki, presidente e CEO di Planetary Resources - una compagnia che opera nel settore - molti investitori sarebbero restii a finanziare attività minerarie spaziali.

"Chi è responsabile quando ci si trova su una luna o su un asteroide?" si chiede. "Dobbiamo iniziare a prendere in considerazione queste cose. Sempre più attività commerciali e personali si svolgono al di fuori dei confini di un singolo paese. Non sono cose che accadranno tra una vita. Stanno già avvenendo."

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Ma quanta ricchezza sta effettivamente fluttuando nello spazio? Nessuno lo sa per certo.

Il sito Asterank, citato dalla società di consulenza immobiliare Knight Frank in un rapporto del 2014 sul valore dei viaggi e delle attività minerarie spaziali, fa un elenco di una serie di asteroidi che varrebbero più di 100 trilioni di dollari grazie ai minerali che contengono.

Secondo Frantz, un lancio spaziale costa circa 20 milioni di dollari, quindi il rinvenimento di un filone minerario che può essere prelevato senza ulteriori spese potrebbe essere un'operazione lucrativa.

Ma uno dei rischi maggiori non è la mancanza di finanziamenti o l'esplosione di una navicella spaziale a causa di problemi tecnici: il rischio è il ritorno sulla Terra con così tanti minerali che, una volta immessi sul mercato, causerebbero un crollo dei prezzi delle materie prime, riducendo il valore delle estrazioni minerarie spaziali. 

Frantz, tuttavia, ha una soluzione a questo problema. "Non stiamo parlando solo di oro e platino, ma di diamanti," ha detto, riferendosi all'abbondanza di pietre preziose che sono accumulate da società come De Beers per mantenere stabili i prezzi. "Non vogliamo inondare il mercato. Potremmo parcheggiare il materiale nello spazio e portarlo [sulla Terra] poco per volta."


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