Ricky Squah è pronto a fare peggio

Guarda in anteprima il video di "www.r0sa-r0ssa.com" e leggi la prima intervista di Ricky Squah, che è passato dal tagliare i capelli a Sfera Ebbasta a fare la trap più cruda che è riuscito a immaginare.
23.11.17
Tutte le foto sono di Francis Delacroix aka Young Goats

Il sole sta calando e sono sul tetto di un palazzo in via Tucidide, a est di Milano. Siamo usciti dall'appartamento in cui stanno sia Greg Willen, che fa il produttore, che Young Goats, che fa il fotografo. È grazie a Goats se Greg—suo ex compagno di band—ha incontrato Ricky Squah e ha cominciato a produrre per lui. Siamo qua a scattare delle foto. Davanti vedo costruzioni sventrate, rimasugli di fabbrichette scomparse. Dietro, il cielo si riflette nelle finestre di due palazzoni di uffici nuovi di pacca. Sotto, ci aspettano altri ragazzi della sua crew—tra cui Karkadan, che attende giocando assieme a suo figlio.

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Ricky ha 27 anni. Fino a poco tempo fa era conosciuto solo per il lavoro che faceva per tirare su due soldi, cioè il parrucchiere—anche perché lo faceva per diversi ragazzi della scena, tra cui Sfera Ebbasta, che conosce da diversi anni. Un giorno, completamente a caso, si è trovato a casa di un amico che faceva il producer a nome Drillegittimo, e ha provato a mettere giù due parole su un beat. Il risultato, "Giovane Trunks". Quello che Ricky fa è scrivere solo ed esclusivamente per immagini e punchline il più grezze possibile, pronunciato nel modo più scazzato possibile. A metterlo in chiaro c'è un riferimento a un altro rapper che ha fatto carriera usando la forza del monocorde: "Sono così Savage che cambio il mio nome in 21 Trunks".

L'immaginario di Ricky è diretto, semplice, crudo e offensivo ("Swag, contatto / Gang, contatto / Lean, contatto / Puttana, contatto"), ed è quindi adattissimo sia a venire idolatrato da chi cerca stile e leggerezza che disprezzato da chi mette in primo piano tecnica ed etica. I commenti sotto ai suoi video lo dimostrano bene, tra chi lo infama e chi lo supporta—tra questi ultimi, molti ragazzi dall'estero arrivati a lui grazie a una compilation di video trap da un milione e mezzo di views. A livello mondiale, il telo che teneva uniti contenuto e messaggio si è già sfilacciato; in Italia, chi decide di strapparlo definitivamente si trova ancora di fronte una strada piena di ostacoli da superare canzone dopo canzone. "Www.rosar0ssa.com", prodotta da Greg Willen, è il nuovo e quarto capitolo del percorso di Ricky Squah. Trovate il video qua sotto, e sotto tutto quello che ci siamo detti.

Come hai cominciato ad ascoltare rap?
Ricky Squah: Quando avevo tredici, quattordici anni ascoltando i primi dischi dei Dogo, credo che il primo che ho sentito sia stato Penna Capitale. Mi sono spostato poi subito sul rap americano, gli artisti che ascoltavano i ragazzi della mia generazione: Eminem e 50 Cent. Poi sono andato in fissa con Lil Wayne, ed è stato un bel periodo. Me l'aveva passato un amico, all'epoca. Ho sempre avuto roba di tutti i generi sul mio computer, un sacco di techno e house. Non mi sono fissato subito con l'hip-hop, comunque se ascoltavi hip-hop eri un po' un emarginato. E anch'io per non starmene da solo in casa il pomeriggio o la sera mi adeguavo un attimino alla massa. Difatti è figa 'sta rivincita.

E il passaggio da "lo ascolto" a "lo faccio" com'è stato?
Ricky: A caso proprio. Io rappo da un anno, sono andato in studio da un mio amico, Diego, Drillegittimo. Mi ha detto "Dai, prova, c'hai lo swag e lo stile per farlo, ce l'avresti la tua personalità". Ho provato e abbiamo fatto "Giovane Trunks". Così, dal nulla. Io ero in fissa con la wave nuova, mi ascolto solo quello praticamente. Già scrivevo qualcosa ma non ho mai avuto l'ego così alto da mettermici anch'io. E poi lavoravo, facevo il parrucchiere a tempo perso. Mi ha rivoluzionato la vita.
Greg Willen: Ha fatto palestra, secondo me, alla fine. Dato che hai parlato di "Giovane Trunks", parliamo di anime. Quanto ti piace DragonBall?
Ricky: Mi ha segnato la vita quel cartone. Come tutti i cartoni giapponesi. Mazinga Z, Lamu spacca di brutto… GTO e Ranma ½ anche. Sai perché DragonBall spacca? Perché ha il suo mondo, il suo immaginario. Naruto è fatto ancora meglio perché è ancora più dettagliato, ma DragonBall secondo me è più bello. I livelli di combattimento, capito? È come se fosse un altro universo.
Greg: Io sono sempre rimasto sul mainstream! Mi facevo fottere la testa da Canale 5 e Italia 1.
Ricky: Ma anch'io fra! Lupin… poi anche L'uomo Tigre.

Voi come vi siete conosciuti?
Ricky: Young Goats è il contatto! Due mesi fa, ci siamo beccati. Era fine settembre e non ci siamo ancora fermati. Siamo caldi.
Greg: Quando è venuto qua abbiamo fatto una roba ed è cominciato tutto. Abbiamo fatto un macello di pezzi, che poi verranno scremati chiaramente. Insieme lavorate per sottrazione? Scrivete un sacco di roba e poi tagliate?
Greg: Per me se non mi esce in un quarto d'ora almeno la struttura di tutto, cambio. Deve essere proprio una cosa che esce dal cuore, subito. E lo stesso vale per Ricky, è molto sbrigativo nello scrivere, arriva subito al punto.
Ricky: Preferisco sempre un beat al momento. Entro in casa, ci fumiamo una canna, gioco all'XBox e intanto lui produce, sento una roba figa, scendo e registro. Tu di dove sei? In che ambiente sei cresciuto, e come hai cominciato a tagliare i capelli ai ragazzi della scena?
Ricky: Sono di Monza. Da ragazzino stavo in strada, in una delle classiche compagnie di periferia, dove c'hai l'amico che c'ha da fumare, quell'altro che c'ha altro. Io ero uno di quelli che lavorava. Ho fatto il liceo delle scienze sociali per due anni. Mi hanno bocciato due volte, e basta. Andavo lì solo perché c'era tanta figa. Ho cominciato a fare il parrucchiere a sedici anni. Mi appassionava, e per non starmene in strada… la sera tagliavo i capelli a tutti e mi facevo un sacco di soldi, capito? Nel box a casa mia, venivano tutti lì, dieci euro a taglio.

Questa cosa del parrucchiere ti ha comunque segnato, e ho visto diversi commenti che ti volevano far pesare la cosa.
Ricky: Inizialmente è logico, un barbiere che fa la scena, che è conosciuto tramite Instagram, perché prendi due o tre like in più di loro… è normale che scatta l'invidia. Ha fatto clamore il primo pezzo, ok, adesso devo dimostrare che ci sto dentro e man mano crescere.

Parlando di commenti, te ne arrivano un sacco dall'estero.
Ricky: Sì, più dall'estero che dall'Italia! Sono stato messo in un video in cui paragonavano il rap inglese, tedesco, francese eccetera. E in quello italiano hanno messo me, Sfera, Young Slash e Capo Plaza.
Greg: È musica dura, e i tedeschi sono abituati a 'sta roba.
Ricky: Sono arrivati anche commenti dall'Inghilterra, e ancora di più dagli Stati Uniti. Ascoltate anche rap non italiano o americano/inglese?
Greg: I francesi li apprezzo perché sono megamelodici e hanno delle influenze africane, però alla lunga sono super melensi.
Ricky: Io sono fissato con l'America, il suono parte tutto da là. Non dico che tutto quello che accade fuori sia copiato, ma è frutto di una cultura che è nata lì. Quindi seguo solo quella roba. A me piace la roba di Chicago, GB, 3Hunna, Atlanta, 21 Savage… Ce l'hai la fissa, con 21 Savage! Ma ci sta come aggancio. La sua qualità è che sta molto monocorde, dando un'aria di cattiveria, di freddo.
Greg: È proprio quello. Ricky sta mega mononota, gli metti l'autotune e non cambia niente. È freddo, come suono, ma è figo. Lui scrive molto a immagini, non fa storytelling. E secondo me è il modo migliore per arrivare alla gente.
Ricky: Parlo sul beat. Sento il beat, lo devo sentire un bel po' di volte e poi quei tre o quattro punti da colpire mi vengono in testa.

Secondo voi come siamo messi a livello di accettazione e comprensione di ciò che fate, in Italia?
Ricky: Io mi ricordo che in compagnia, da me, c'erano quelli che facevano solo hip-hop… hip-hop. Io andavo in macchina con French Montana nello stereo e mi guardavano male. Come tutto, anche questa cosa va a scemare.
Greg: [I puristi] si sono un po' abituati. Come tutte le nuove onde, è difficile. La trap non è un suono facile da digerire subito, guarda "Look At Me!" di XXXTentacion. Io ero gasatissimo, tipo "Minchia, questo è un pazzo". A voi prende bene la distorsione? È una cosa con cui volete sperimentare?
Greg: Io vengo dal metal! Suono la batteria da quando ero piccolo, e Young Goats suonava con me. Ero molto abituato a robe distortissime, per me non è nulla di nuovo. Quindi 'sta roba della distorsione mi è sempre piaciuta un botto, anche sulle voci. Tipo scarlxrd, secondo me è ancora meglio. È un matto, ha un immaginario tipo Naruto, usa voci scream proprio da metal. A me 'ste robe fanno impazzire, anche se ho avuto un periodo hardstyle e techno… Ho cominciato ad ascoltare metal con Salmo.
Ricky: Frate, "XO Tour Llif3" è troppo metal! Lo potresti mettere benissimo, più urlato…
Greg: Per me la trap ha dentro un po' di tutto, ed è per questo che mi piace un sacco e sta diventando quasi pop.

Qual è stato secondo voi il punto di svolta per la trap a livello mondiale e italiano?
Ricky: Secondo me Chief Keef. Mi ha cambiato la vita. Sento qualcosa di suo in tutti i rapper, da Lil Pump a Lil Uzi Vert passando per A$AP Rocky e Future. Anche solo modi di dire. In Italia, Sfera e Ghali.
Greg: A livello mondiale la roba di Kanye West, credo. Anche Gucci Mane, ma qua era un po' più di nicchia… insomma, Trap House è del 2001, era super avanti. In Italia dico Sfera, il suo filone l'hanno seguito tutti.

Cosa mi puoi dire del pezzo che stiamo premierando?
Ricky: "Sto su rosarossa punto com". Basta. Quello è l'apice del pezzo! Comunque tu hai delle punchline davvero grezze. Tipo, "La tua puttana ha uno stupido corpo / Aborto".
Ricky: Grazie.
Greg: Quella è la rima più bella che ho mai sentito! Comunque la seconda parte di "Rosarossa" si chiama "Netlog", perché abbiamo campionato un pezzo di Roberto Molinaro e volevamo tornare indietro, spiegare come l'approccio proprio umano verso la donna cambia tramite internet…. Ora sei su rosarossa.com, e prima eri su Netlog, hai capito? Tu ce l'avevi Netlog, Ricky?
Ricky: Certo fra! Ero uno zarretto del cazzo. XX_RickyLeRoi__XX. Dato che stiamo parlando di social: tu che rapporto hai con Instagram? E quanto è stato importante per crearti un'immagine?
Ricky: Uso solo quello, non uso altri social. Facebook l'ho abbandonato da un botto di tempo. Secondo me Instagram è più diretto. Tu segui solo quello che ti interessa, le minchiate vengono più scremate. Se sei iscritto è perché vuoi far vedere qualcosa.
Greg: O ci metti la faccia o ci metti i paesaggi.
Ricky: In fondo saranno cinque anni che uso Instagram, sempre con questo profilo. Già lo usavo come oggi, le robe che condividevo erano quelle… io che fumavo le canne, mixavo la Sprite, spacchettavo i vestiti. Uscivo con Sfera, beccavo gli altri. Diciamo che quella roba lì è diventata da rapper. È quasi automatico che se hai tanti follower puoi rappare.

E di SoundCloud cosa mi dici?
Ricky: Su SoundCloud ci ho fatto uscire un pezzo! Ce l'ho ignorantissimo, mi chiamo con un altro nome: Super Sayan Rage, c'ho l'immagine di Trunks! L'ho prodotto io, il pezzo si chiama "Prod. Ricky Squah". Ho 21 follower e 1150 ascolti.

Tu ragioni per singoli o hai già in testa di fare un tape o un album?
Ricky: Per il momento singoli. Secondo me è figo fare un album.
Greg: Per me è fondamentale, quindi lo è anche per lui.
Ricky: Però puoi spaccare anche senza fare un album! Io lo farei, perché comunque ci è già venuto il pensiero.
Greg: L'album rimane. Non dico che il singolo va perso, però magari oggi parliamo dell'importanza di XDVR, non di "Mercedes Nero". Avete un album che vi ha cambiato la vita?
Ricky: Finally Rich di Chief Keef. Savage Mode e Slaughter King di 21.
Greg: Trapsoul di Bryson Tiller.

Avete dei modelli, invece, a livello visuale?
Ricky: Dipende dall'atmosfera che dai alla roba, è tutto soggettivo.
Greg: Per "Rosarossa" abbiamo voluto restare stretti sui suoi dettagli, non ci sono comparse. Il pezzo deve metterti quasi ansia—anche se in fondo stiamo parlando di puttane! Non ci sono robe aperte, quasi non ti lascia respirare. Per finire, Ricky, ti rompono molto il cazzo sui contenuti? Che effetto ti fa?
Ricky: Certo. Mi rompono sulla droga, più che altro. Fai vedere che ti fumi le canne, con la Sprite… è normale. Però sticazzi. Così si fa, crudo e senza filtri. Se mi rompono il cazzo mi spronano a fare meglio. Anzi, a fare peggio. Segui Noisey su Instagram, YouTube e Facebook.