Guida all'Italia

La guida di VICE alla Sicilia Orientale

Tra Catania e Siracusa, un po' di consigli su cosa vedere, dove mangiare e come non fare i turisti.

di Enrico Gambadoro
27 luglio 2018, 4:00am

Tutte le foto di Giulia Coppolino tranne ove diversamente indicato.

Situazione: stai programmando le vacanze, un weekend lungo, una gita fuoriporta o semplicemente devi passare mezza giornata in una città che non è la tua. E cosa fai, se non scrivere a quell'amico/a che lì ci vive o ci ha vissuto, e dopo una serie accettabile di convenevoli pregare perché ti dia consigli sui posti in cui mangiare e da visitare?

Ecco, abbiamo pensato di fare un favore ai suddetti amici e liberarli da questa incombenza creando una serie di guide a città o zone d'Italia, tutte scritte da giovani local e pensate per altri giovani. In questo modo tu sai dove andare e noi diventiamo un po' tuoi amici. Bello, no?

Nella prima puntata siamo in Sicilia: mentre Palermo risorge ai fasti di Manifesta e della Città Italiana per la Cultura 2018, Catania e Siracusa raccontano una realtà fatta di contraddizioni, di pigrizia ed evoluzione. Ecco come districarvici.

COSA VEDERE GRATIS CON POCO

Come sapete la Sicilia è piena di cose da vedere gratis o con poco, perché basta guardarsi intorno per bearsi. Detto questo, a Catania non potete perdervi il Teatro Greco-Romano, nel cuore del centro storico e della sua densissima area urbana. Questo teatro deve la sua forma attuale al II secolo dopo Cristo, ma è ancora oggi utilizzato per le rappresentazioni classiche e la stagione concertistica, per esempio l’anno scorso si è esibito Franco Battito in un concerto con l’orchestra sinfonica.

Villa Cerami a Catania, oggi sede della Facoltà di Legge, è uno degli esempi più interessanti di liberty sulla costa orientale. Frequentato da tantissimi studenti, questo spazio è lo spot perfetto per una pausa pranzo all’aperto lontani dal caos di macchine e motorini pur rimanendo in pieno centro storico. L'altro polo universitario che merita una visita è il Monastero dei Benedettini , sede delle facoltà umanistiche dell'Università di Catania e luogo di rassegne e concerti durante l'estate (il tour guidato costa tre euro). Attaccata a piazza Duomo c'è poi il mercato del pesce, la Pescheria, dove puoi ammirare il Liotru (l'elefante) simbolo della città, la scenografia in pietra nera vulcanica, e le urla e i profumi di uno dei mercati più belli d'Italia.

Se siete accaldati e volete rinfrescarvi, San Giovanni Li Cuti è il luogo che stavate cercando. A 15 minuti dal centro di Catania, questo vecchio borgo di pescatori frequentato 365 giorni l’anno (si trovano sempre gruppetti che fanno il bagno anche in inverno, durante belle giornate) ha una bellissima spiaggia in terra vulcanica, ed è ideale per un aperitivo a base di birra e arancini.

Scendendo lungo la costa si incontra l'Area marina protetta del Plemmirio, un luogo magico che è alla Sicilia orientale quello che la riserva dello Zingaro è all'Occidentale. Dato che è un'area molto estesa e non organizzata benissimo, è meglio pianificare in anticipo scogliere e spiagge che si vogliono vedere.

La chiesa di San Giovanni alle Catacombe, a Siracusa.

A Siracusa uno dei luoghi meno affollati e un po' 'outsider' ma bellissimi (ingresso a cinque euro) è la Latomia dei Cappuccini. Le latomie sono le cave da cui gli antichi greci ricavano la pietra bianca, elemento cardine dello stile architettonico presente nella città, e che nel corso degli anni sono diventate dei luoghi di culto e soprattutto dei veri e propri vivai in pieno centro urbano. A Ortigia, isola e centro storico di Siracusa, nel quartiere ebraico della Giudecca si trovano piccoli tesori come la chiesa (senza tetto) di San Giovannello e i bagni ebraici ipogei. Soprattutto, la Giudecca e il quartiere della Graziella offrono un ristoro dalle frotte di turisti che affollano la costa da Messina a Pachino.

San Berillo, Catania.

DOVE DIVERTIRSI LA SERA

L’Ostello degli Elefanti si trova in pieno centro storico a Catania (Piazza Università), e oltre a essere appunto un ostello possiede una terrazza dove fare l'aperitivo con la vista possente dell’Etna al tramonto—un inizio di serata non male. Inoltre il barista con i baffi ha una collezione di camicie vintage insensata ed è depositario dei segreti per comprarle a poco prezzo ai mercati della città.

Via Santa Filomena, nei pressi di piazza Carlo Alberto dove storicamente si svolge il mercato Fera O' Luni, da qualche anno è il nuovo centro della vita notturna e dei cocktail bar di Catania. L'altro quartiere che sta rinascendo è San Berillo, ex red district della città rigenerato da qualche tempo grazie all'apertura di locali ed esercizi. Se volete fare festa sino all’alba guardano l’Etna mentre fate un bagno all’albeggiare, il posto giusto è la Playa di Catania, ovvero la marina cittadina, perché di notte durante l'estate i tanti lidi del litorale si trasformano in club all’area aperta.

Per ballare davvero, non c'è in Sicilia posto come i Mercati Generali : Gilles Peterson, uno dei maggiori esperti internazionali di musica e fondatore di Worldwide FM, l’ha definito uno dei migliori club al mondo, e se lo dice lui tenderei a crederci. Questo club—che è esteticamente bellissimo—si trova nell’entroterra etneo, in un ex palmento dove fare mattina tra pali di fico e alberi di limone.

Anche Ortigia ha il suo logo di riferimento dove fare aperitivo al tramonto, la costola alla Marina della storica gastronomia Fratelli Burgio offre la possibilità di fare ottimi apertivi accompagnati da taglieri, su tutti il misto terra/mare (zucchine sott’olio, caponata, tonno affumicato, piacentino...). I cocktail migliori di Siracusa si bevono da BOATS , bar mixology che vanta una vista dritta dritta sul tempio di Apollo, una delle "rovine" più emozionanti della città. Continuando sulla linea tra innovazione e storia, il castello Maniace di Ortigia con la sua Piazza d'armi del periodo svevo è stato rinnovato per ospitare una programmazione artistica che spazia dal teatro alla musica e mangiare e bere pure qualcosina, che non guasta mai.

Il mercato del pesce a Catania.

COSA MANGIARE

Per i catanesi poche cose sono sacre come la carne di cavallo: la migliore la si trova in via Plebiscito, in pieno centro storico, insieme a un'ambientazione apparentemente da stadio—in realtà non sono fumogeni ma i focolai dei vari arrusti e mangia , i banchi dello "street food" catanese più tradizionale. Potete scegliere il vostro pezzo direttamente dal frigorifero e farvelo arrostire. Esclusi i vegetariani, consiglio polpette di cavallo cipollate o fettine.

Un altro luogo tradizionale della fame catanese è la tavola calda, bar-gastronomie con banconi lunghi anche dieci metri dove potete assaggiare tutta l'offerta di fritti e caldi della costa orientale siciliana: arancini (al burro, al ragù, al pistacchio...), cartocciate, cipolline, e nella zona sud-orientale in particolare il pizzolo , una pizza a doppio strato che all'interno può contenere qualunque tipo di condimento. Potrebbe non finire mai la lista. Che sia per colazione, per merenda o dopo una lunga serata, la tavola calda è la salvezza!

Tra le paste, la norma prende il nome da una delle composizioni di Bellini, e a parer mio non si poteva trovare analogia migliore per fornire il nome a una tra le operata d’arte della cultura culinaria siciliana: melanzane fritte, salsa fresca, basilico e soprattutto ricotta salata a cascata sono gli elementi cardine di questo piatto catanese. La pasta alla siracusana è invece la dimostrazione che spesso la semplicità è la soluzione migliore in cucina, basta guardare gli ingredienti poveri ma ricchi di sapore che la compongono: sugo di pesce, capperi e pomodorino pachino.

Un piatto da veri marinai è invece il polpo alla luciana, che anche se proviene dalla cultura campana si è radicato all’interno della tradizione culinaria dell'isola.

DOVE MANGIARE

Alla Putia do Calabrisi (nota anche con il nome della proprietaria, Santa) per nove euro si può gustare la vera cucina catanese: cavolfiori affogati, insalata di pomodoro cipolla e ricotta salata e cotenna al sugo. Questa putìa, luogo in cui un tempo si giocava a carte e si beveva vino, si trova a San Cristoforo—uno dei quartieri più popolari di Catania, dove magari non è esattamente consigliato girare da totali sprovveduti o senza sapere dove si sta andando.

Al contrario Fud Off è un locale nuovo nel nuovo centro per la vita notturna catanese, via Santa Filomena: qui è possibile provare una selezione di tapas siciliane (da 6 a 10 euro), gambero crudo e panelle, polpo e crema di patate, hamburger di ricci etc. Rimanendo in tema, Mm! è uno dei pochi posti dove ancora è possibile mangiare vero pesce fresco in città. Questa trattoria era un tempo una macelleria, ma le immediate vicinanze del mercato del pesce hanno 'deviato' la sua offerta originaria. I piatti forti sono la parmigiana di pesce spada, la pasta col nero di seppia e la tartare di gambero, e con una trentina di euro ci si fa un pasto più che completo.

Al mercato del pesce di Ortigia, l'isola centro storico di Siracusa, invece, l'ex bassista polacco-tedesco di una band indie di fama internazionale e il figlio di uno tra i pescivendoli più autorevoli di Siracusa hanno aperto un piccolo ristorante di street food, Oz & Cappuccio Pesce Fresco . Consigliati i gamberoni viola (14 euro), la frittura di calamaro (10 euro), la ricotta con bottarga, il crostino con alici e l'arancino al nero di seppia (tutti tra i 4 euro e i 6 euro), oltre agli hamburger di tonno (12 euro).

Chicca per gli appassionati: sempre a Siracusa da Sergiu U' Turcu potrete mangiare la pasta con i ricci più buona di sempre. Su MUNCHIES c'è un pezzo pieno di altri consigli su dove mangiare a Siracusa.

Aci Castello. Foto via Flickr.

COME NON FARE I TURISTI

A parte le raccomandazioni valide per quando si gira in tutti luoghi trafficati e quelle aggiuntive per i quartieri popolari intorno al centro, come il sopracitato San Cristoforo—attenzioni che dobbiamo prestare tutti, compreso io che sono nato e cresciuto qui—non ci sono cose che mi sento di sconsigliare a chi viene da turista da queste parti.

Non esiste da parte dei siciliani nessuna diffidenza nei confronti di chi viene 'da fuori'. Anzi c'è sempre il desiderio di dare una mano—a volte magari in modo che può essere avvertito come un po' invadente, come il vecchietto che l'altro giorno ho visto praticamente salire in macchina di una ragazza per aiutarla a parcheggiare (diverso dal vecchietto è il caso i parcheggiatori abusivi, quelli che chiedono due euro per "sorvegliare la zona" o per "non farti rigare la macchina").

Tra i luoghi da evitare consiglierei le spiagge "domenicali" dei siciliani, tutti quegli stabilimenti balneari—per esempio la Playa alla Marina di Catania, Fontanebianche vicino a Siracusa o la zona di Fondachello—dove nei fine settimana si radunano famiglie anche di 30-40 persone, accampate con gazebi, pasta al forno e tutto il resto. Folkloristico, ma assolutamente non rilassante.

RICORRENZE

Per tutti i catanesi la ricorrenza più importante è Sant'Agata, patrona della città. Non solo è tra le ricorrenze religiose più frequentate in Europa, ma unisce tutti, dai fedeli a quelli che vogliono solo fare baldoria e vedere la città animarsi. È una festa itinerante e su più date (3-5 febbraio, 12 febbraio, 17 agosto) che copre tutto il centro storico e ha vari momenti imperdibili, dall' acchianata di San Giuliano alla Messa dell'Aurora.

Un'edicola votiva a Catania. Foto di Giovanni via Flickr.

C'è poi tutta una parte di feste patronali—per cui come sopra, vale l'ambivalenza tra religioso e non—che riguarda le Terre d'Aci; tra queste la festa di San Giovanni 'U pisci a mari' di Aci Trezza (il 24 giugno), una specie di rito propiziatorio nel corso del quale viene riproposta una scena di pesca come simbolo della lotta contro la natura di chi, come i pescatori e i siciliani in generale, considera il pesce il proprio alimento principale. Sempre nell'Acitano, a Santa Maria la Scala, a fine agosto c'è la festa del pescatore nel corso della quale gli uomini appendono un fazzoletto bianco alla punta di un peschereccio e si sfidano poi a raccoglierlo stando in equilibrio sulla prua.

Tra il 13 e il 20 dicembre a Siracusa c'è la festa di Santa Lucia; a Ragusa durante la festa di San Giorgio la statua dell'ex patrono cittadino viene portata in processione in modo pericolosissimo, facendola sballottare tra la gente come a simulare una cavalcata.

Per quanto riguarda feste di tradizione meno millenaria, anche se a Messina c'è il festival di musica soprattutto italiana Mish Mash e a Ragusa c'è Festiwall, l'unico festival che consiglio davvero sulla costa Est, non solo perché lo organizzo, è l'Ortigia Sound System.

VOCABOLARIO MINIMO

Per sopravvivere sulla Costa Orientale della Sicilia è bene sapere queste parole:

'MBARE: 'Mbare è un fondamentale, è la parola, tutti riusciamo a mettere 'mbare ogni tre parole. È un intercalare soprattutto catanese che sta per "compare", "amico", termine che ha varie declinazioni in tutta la Sicilia.

RESCA: "La resca" è quando sei a comprare l'erba (che in zona si trova un po' ovunque, dai bar fighetti ai quartieri) e passa la polizia. "Arrescare" vuol dire nascondersi dalla polizia per non farsi vedere. Per rimanere in tema c'è SBURUGLIARE, che significa "fare acquisti illeciti." "Hai sburugliato?"

MI STAI TIRANDU U FILO?: Quando tu vai da un siracusano e lo prendi per il culo, lui ti chiederà se gli stai "tirando il filo", ovvero lo stai prendendo per il culo. Non so esattamente da dove arrivi ma mi piace molto.

ONNI OMO È N'ISOLA: "Ogni uomo è un'isola" si dice in tutta Italia, ma se mi chiedi come si può riassumere al meglio il pensiero dell'uomo catanese e come puoi entrare nel mood, è sicuramente facendo tuo questo modo di dire.

Ah, ovviamente si dice arancino. Al maschile.

Catania. Foto via Flickr.

CONSIGLI UTILI

Se vuoi fare un'esperienza di viaggio completa in Sicilia devi avere pazienza e renderti una persona rilassata, perché qui i ritmi sono molto lenti e tu devi pensare di venire per godertela, non per essere preciso nelle cose. Per esempio quando organizziamo il festival a Ortigia noi ci rendiamo conto che se chiamiamo dei colleghi da Milano loro sono tutti precisi, e noi la prima cosa che diciamo è, "Vabbe', tranquillo, non ti preoccupare, dopo lo facciamo." Questo è il primo consiglio.

Due, se vuoi mangiare bene ricordati che il posto più brutto all'esterno potrebbe essere il miglior posto in cui trovare. Di solito il posto che non ha l'insegna fuori è quello che ti può svoltare. Guarda che ci sia gente, magari del posto, ad aspettare di essere seduta. Evita tutti i posti che hanno grafiche cool o pacchiane.

Il terzo consiglio è di chiedere sempre consiglio ai siciliani perché sono disposti a dartene: come dico sempre, il miglior punto per trovare quello che stai cercando in Sicilia è la piazza del paesino. Diciamo che sei in piazza a Scicli e vuoi prendere la focaccia più buona: non c'è TripAdvisor che tenga, devi andare in piazza, becca quello che ti sembra più vecchio di tutti e chiedi a lui. Una volta il proprietario di un ortofrutta di Giarre mi ha svoltato una ricerca di tessuti impossibile, e ad Aci Castello c'è un marinaio noto per i suoi tuffi che sa tutto dei ristoranti di pesce della zona.

UNA PLAYLIST PER ENTRARE NEL MOOD

"Una selezione di tracce che ascolto sulle spiagge più belle della Sicilia Orientale, con qualche incursione di artisti siciliani come Gianni Bella, Piscarias (primo gruppo trash catanese, credo), i Perigeo (dei fratelli Marangolo di Acireale), Alfio Antico e i Konsertu (ultimi due tra i preferiti di mia mamma)"—Andrea Montalto, DJ e co-fondatore dell'emittente radiofonica scozzese EH-FM, dove conduce il programma Club Mediterraneo.

Enrico è il co-fondatore di Ortigia Sound System, il festival musicale che si sta svolgendo proprio in questi giorni sull'isola di Ortigia, Siracusa.

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