Cultura

Abbiamo chiesto alla Generazione Z cosa pensa dei Millennial

"Quella roba di Harry Potter è una fase che io ho superato in seconda media."
13.7.20
Che cosa pensa la generazione Z dei millennial
Tutte le foto per gentile concessione degli intervistati.

Dopo anni passati a farsi trattare come una massa di viziati (o bamboccioni) dai boomer e aver attraversato svariate crisi economiche, oggi è possibile affermare che i millennial non hanno avuto una vita facilissima.

Ora però è arrivata anche la Generazione Z a farli a pezzi, con interi thread di commenti TikTok come questo a dimostrare che i millennial stanno antipatici a tutti.

Ho chiesto a cinque zoomer che cosa pensano davvero dei millennial e, be', indossate le protezioni perché stanno per arrivare un po' di colpi bassi.

"LA LORO PIANTINA FA UN FRUTTO E LORO SE NE VANTANO COME SE FOSSERO VERI CONTADINI"

Sui social si comportano come dei vecchi. Cercano di starci dentro con le nuove generazioni, ma non sono più giovani. Provano a usare le hashtag e le gif ma non sono capaci.

Ingigantiscono le cose più semplici e quotidiane. Fanno un barbecue e lo trattano come se fosse la cosa più bella che abbiano mai fatto. Dalla loro piantina in balcone spunta un frutto e loro se ne vantano come se fossero dei contadini. Poi passano tutto il giorno a fantasticare su quel frutto. Mia sorella ha coltivato una rapa e non smette di parlarne—davvero, non capisco.

Non fanno grandi progetti perché ormai è troppo tardi per realizzarli. Io ho grandi idee, progetti ambiziosi, ma per loro ogni piccola cosa vuol dire tutto. — Hadi, 16 anni, Londra

Gen Z on millennial culture

Danielle, 16 anni.

"QUELLA ROBA DI HARRY POTTER… È UNA FASE CHE IO HO SUPERATO IN SECONDA MEDIA"

Sinceramente, proprio li non capisco i millennial. Quella roba di Harry Potter è una fase che io ho superato in seconda media, ma questi millennial stanno ancora a cercare "ricetta burrobirra Harry Potter" e, voglio dire, quando pensi che ne uscirai? È finita.

Le mode culinarie come il gelato al carbone vegetale, le acai bowl e l'avocado toast sono così inutili. Perché devono trasformare tutto in un trend? Penso che siano narcisisti. I millennial hanno inventato i selfie e i travelgram e tutta quella roba sulle loro vite private. Pensano che la gente li segua per questo. Sono ossessionati dall'immagine di sé. Alla mia generazione non importa cosa postiamo sui social.

I millennial pensano che ci sia una specie di muro che separa la nostra generazione dalla loro. Dicono cose tipo "i ragazzi di oggi non sanno niente di questa cosa," ma alla fine siamo cresciuti tutti nello stesso ambiente. — Danielle, 16 anni, Essex

Gen Z on Millennial culture

Monty, 18 anni.

"PUOI FARE TUTTI I QUIZ DI BUZZFEED CHE VUOI, MA A UN CERTO PUNTO DEVI INIZIARE A CONOSCERTI SUL SERIO"

I millennial non hanno senso dell'umorismo. I loro status Facebook sono racconti troppo intimi di esperienze personali di cui non frega niente a nessuno o con cui nessuno si può identificare. Ridono per le cose più banali e condividono meme su Cattivissimo Me.

Sui social usano la emoji che ride, ma non in modo sarcastico. Usano hashtag tipo #yoga #avocadotoast #pastaalsugo o, se hanno un figlio di nome Jason, scrivono #Jason. Non capiscono che gli hashtag devono essere più mirati, non funzionano così.

Penso che siano tutti in crisi di identità, perché puoi fare tutti i quiz di Buzzfeed che vuoi—ma a un certo punto devi iniziare sul serio a conoscere te stesso.

Cercano di fare i custodi della cultura anni Novanta. Non ho mai visto un episodio di Friends e non ho nessuna intenzione di farlo. Penso che nemmeno loro lo trovino poi così divertente, è solo che siccome ci sono cresciuti si sentono obbligati a far sapere a tutti che era il programma più bello che sia mai stato creato.

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[Detto questo], mia sorella ha 25 anni e mio fratello 27, ed entrambi hanno molto a cuore questioni politiche come Black Lives Matter e il cambiamento climatico. È bello sapere che i millennial almeno capiscono un po' di più dei boomer. — Monty, 18, periferia di Londra

"A DIFFERENZA DEI MILLENNIAL, NOI SIAMO CAPACI DI ACCETTARE LA REALTÀ"

I millennial si lamentano un sacco e non fanno mai niente. Su TikTok è pieno di 16 o 17enni che fanno affari grazie alla propria creatività, mentre mi sembra che i millennial abbiano l'ossessione del tradizionale lavoro d'ufficio perché è l'unico modo per avere sicurezza. Sono ossessionati dalla sicurezza. Sono sempre arrabbiati per il fatto di non poter comprare una casa, mentre noi della generazione Z sappiamo che staremo in affitto per sempre.

Siamo più politicizzati di quanto fossero i millennial alla nostra età. Penso che sia perché certe cose ci colpiscono più direttamente.

Su Instagram non fanno altro che postare foto del caffè e delle loro belle tavole apparecchiate e cose del genere. A differenza dei millennial, noi siamo capaci di accettare la realtà. — Heba, 23 anni, Nottingham

Gen Z on millennial

Haaniyah, 21 anni.

"SEMBRA CHE VOGLIANO ESSERE GIOVANI PER SEMPRE, A TUTTI I COSTI"

I traumi generazionali della Gen Z e dei millennial si intrecciano profondamente. La linea che ci separa non è netta. C'è chi dice che la differenza fondamentale è tra chi si ricorda l'11 settembre e chi no.

Sembra che molti millennial vogliano essere giovani per sempre, a tutti i costi. Ma si vede quando c'è un nuovo trend, fanno tutti: "Non capisco questa roba, Vine era molto meglio." Ed è proprio quella la differenza.

Le persone non-bianche non fanno davvero parte di questa conversazione, quindi nella nostra visione dei millennial è molto importante la rappresentazione mediatica. Quando parliamo di persone non-bianche e in particolare di comunità nere online, non ci sono linee di demarcazione generazionali, tipo se una cosa è divertente la troviamo divertente tutti. Non c'è la mentalità tipo questo fa ridere perché ho 28 anni oppure 18. Stranamente, sembra che i millennial bianchi non riescano a separarsi da certe idee o certe abitudini. Instagram è stato molto bianco per un sacco di tempo, quindi i media rappresentavano la cultura millennial tramite le macedonie e la fotografia di viaggio.

Penso che l'umorismo sia una grande differenza, noi siamo molto meno sensibili. Alcune settimane fa c'è stato il caso di un serial killer e gli zoomer hanno deciso di invadere i suoi social commentando emoji. Perlopiù l'hanno sommerso di commenti super strani, allegri in modo sinistro, per prenderlo in giro. Penso che per noi non ci sia nulla che supera il limite perché tutte le cose brutte che potevano succedere sono successe.

Di certo penso che i millennial siano sensibili, è dal 2008 che le persone più vecchie di loro li attaccano. Gli viene costantemente detto che sono dei bambinoni e degli snowflake—e se te lo ripetono così tante volte, ci sta che a un certo punto tu assorba questo messaggio. — Haaniyah, 21 anni, Buckinghamshire