Fare hardcore a Hong Kong

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Fare hardcore a Hong Kong

Sono sedici anni che i King Ly Chee disturbano la quiete e la civiltà di Hong Kong, e il loro messaggio è più importante che mai tra le incertezze economiche e politiche della Cina di oggi.
21.11.16

I King Ly Chee si sono formati sedici anni fa a Hong Kong, e da allora hanno dominato la scena hardcore locale diventando uno dei gruppi più influenti della loro regione. L'anno scorso, però, si sono quasi arresi.

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Incontro Riz, il loro cantante, in un piccolo ristorante specializzato in spaghetti vicino a casa sua. Siamo appena fuori dalla stazione della metro di Po Lam, nei Nuovi Territori di Hong Kong. È un distretto in cui solo pochi negozi hanno insegne e menu in lingua inglese. Riz è nato qua, anche se è di origine pachistane, e quindi ordina parlando un cantonese perfetto. Pollo freddo con riso, tè al latte e un sacco di rumori di fondo sono gli elementi di cui è composto un pranzo-tipo, da queste parti. Passiamo così un'ora assieme a parlare del rapporto tra hardcore e politica, di sessismo e di neo-nazisti, e di quante band di talento che si nascondano nell'Asia contemporanea. La prima volta che ho visto i King Ly Chee dal vivo è stata all'Hidden Agenda, un locale qua a Hong Kong. Riz presentò il secondo pezzo dicendo, "Restiamo positivi, figli di puttana!" Avevano una grande intensità ed energia, e un effetto incredibile sul pubblico. Dato che avevo conosciuto Riz nei suoi panni di insegnante di scuola elementare, non sapevo bene che cosa aspettarmi; ora che l'ho visto sia su un palco che a una cattedra, mi sono reso conto che è la stessa persona sia che si stia esibendo o meno (certo, con qualche parolaccia di meno, se è a scuola).

Gli altri due ragazzi del gruppo sono piuttosto "normali"; uno dei chitarristi, Joe Wu, è un tatuatore che vive a metà a Hong Kong e a Guangzhou, a circa tre ore di viaggio verso nord. È il chitarrista più sottile e poetico della band. Il batterista Ivan Wing è un insegnante di batteria quando è a casa sua, a Macao, ed è l'unico componente del gruppo che si guadagna da vivere esclusivamente grazie alla musica. Ha un canale YouTube in cui posta cover di batteria, ed è per questo che è entrato nel gruppo.

I King Ly Chee sono stati in tour in Cina, nel sudest asiatico, in Indonesia, in Malesia e negli Stati Uniti. Hanno suonato con i NoFX, i Sick of It All e un sacco di bravissimi gruppi asiatici. Quando gli chiedo quale esperienza gli sia rimasta più nel cuore, Joe inizia subito a parlarmi di un loro concerto in una piccola cittadina non lontana dal confine con la Corea del Nord. Andare in tour in Cina è un casino. I locali possono essere anche a mille chilometri l'uno dall'altro—se non di più. Tutti i membri del gruppo hanno un lavoro a tempo pieno, e non hanno quindi tanto tempo per intraprendere viaggi così lunghi. Quando i King Ly Chee fanno un tour di dieci date, lo devono fare in dieci giorni, e in media si fanno più di diecimila chilometri. Anche se si tratta di gruppi più giovani, prendere treni o aerei è una necessità per spostarsi di città in città. Quindi, si viaggia leggeri: i chitarristi si portano i pedali e la loro chitarra; i batteristi hanno con sé un rullante, i tamburi e le bacchette. Sta ai locali la responsabilità di provvedere al resto: amplificatori, testate, microfoni e batterie. Il che è il motivo principale per cui Joe, mi dice, non si è mai fissato troppo sul suo "suono."

Una volta, i King sono arrivati in un locale a Shenyang grande più o meno come un armadio. Tutto quello che avevano per suonare erano dei piccoli ampli combo. "Ma non è stato un problema," mi dice Joe, "Appena fai il primo accordo tutti escono di testa!" Descrivere alcuni dei posti dove i King hanno suonato con l'aggettivo "intimi" è forse essere troppo generosi, e spesso non c'è nulla a dividere il gruppo dal pubblico. Ovviamente, quest'assenza di barriere crea concerti incredibilmente intensi. Il miglior concerto di sempre della band, secondo Riz, è stato a un festival di Suzhou, il Midi. Mentre me lo racconta è palesemente eccitato: "Stavamo facendo il soundcheck e, quando abbiamo iniziato a provare gli amplificatori per vedere se era tutto ok la gente si è messa subito a pogare e gridare! Era un mare di gente… Ho guardato i ragazzi e ho detto, 'Penso che ci conoscano!'" Il percorso che ha portato qua Riz, e quindi i King Ly Chee, è stato lungo e tortuoso. Tutto nasce da un concerto dei Sick of It All a cui andò ventidue anni fa a Northampton, in Massachusetts. Fu allora che decise di riportare l'hardcore a Hong Kong. Si era reso conto di quello di cui aveva bisogno a casa sua.

Hong Kong è una città orgogliosa della propria civiltà; la gente si mette in coda per prendere i bus, tiene le proprie emozioni sotto controllo, non dice parolacce e si mette la protezione solare. C'è un elemento passionale, sì, ma al contempo ci si aspetta che la gente tenga per sé le proprie emozioni più intense: la gente di Hong Kong non perde il controllo. Riz pensa che sia per questo che l'hardcore non è ancora "scoppiato." La sua cultura si basa sul concetto di "faccia", e tutti pensano a salvarla: "Non ti incazzi, e se qualcuno ha fatto una stronzata non glielo dici in faccia." Devi portarti tutto a casa. In ogni caso, Riz tende a non aderire a queste norme. Secondo i suoi amici più stretti, è il figlio di puttana più sincero di Hong Kong. In Cina, però, la cosa non vale. "Vogliono solo uscire di testa", dice Riz, ripensando al festival di cui mi stava raccontando. "Quando siamo saliti sul palco… è stato incredibile! Era come se avessimo duemila persone sotto di noi, ma non a metterci su un piedistallo: a supportarci. Tipo, 'Sappiamo che sono sedici anni che suonate assieme, che è stata dura. Sappiamo che siete pachistani ma cantate in cantonese e mandarino, per noi. E vi ringraziamo.'"

Ci sono video di quel concerto, online, in cui si possono vedere quei fan che sventolano bandiere enormi e circle pit con gente che poga tenendo in mano fumogeni accesi. "E quello era un tipico festival cinese, con tutti i cliché del caso," spiega Riz, "ma era come se fossero tutti lì per noi. Quando quel concerto è finito abbiamo scherzato sul fatto che potevamo anche scioglierci." "Ho vissuto la mia vita, sono felice," dice Riz. Siamo ancora in quel ristorante di Hong Kong, a mangiare spaghetti. "In quel tour avevamo fatto quel concerto e avevamo suonato assieme ai Sick of It All; che altro ci restava da fare? Letteralmente, che cosa ci restava?" Fedele alla sua parola, Riz ha messo in pausa i King Ly Chee per mesi.

La pausa, però, non è durata molto: i Sick of It All gli hanno chiesto, poco dopo, di venire negli Stati Uniti a suonare qualche concerto assieme durante un tour per il loro trentennale. "Se non ci avessero fatto quella proposta avremmo letteralmente sciolto il gruppo, sarebbe stata finita," mi dice Riz. Il loro tour della costa est degli Stati Uniti, la scorsa estate, ha invece dato ancora più energie al gruppo. Per Ivan, "Andare in tour in America è tutto quello che ho sempre sognato da quando ho iniziato a suonare e, ad essere sincero, mi sembra ancora di stare sognando." Il concerto più memorabile della band, secondo lui, è stato con i Sick of It All alla Webster Hall di New York: lo descrive come "un sogno diventato realtà." I King sono rimasti affascinati da quanto i loro fan americani sembrano dediti alla scena. Secondo Ivan, è come se la gente ai loro concerti negli Stati Uniti "respirino, mangino e bevano la musica… cosa che non succede troppo a Hong Kong o a Macau. Abbiamo una storia musicale molto più corta rispetto a quella americana, ma spero che un giorno tutto possa migliorare!"

Hong Kong sta vivendo un periodo di forti cambiamenti a livello economico e politico, il che dà a Riz un sacco di materiale di cui scrivere e ha sul gruppo un effetto che è impossibile ignorare. Le cosiddette "proteste degli ombrelli" hanno portato a cambiamenti più profondi, a volte sfociati in violenza, mentre la relazione politica tra Cina e Hong Kong sta cambiando drasticamente—e non in favore del popolo. Tra la gente serpeggiano sia un crescente senso di frustrazione che una sorta di timore insidioso. "Abbiamo un sacco di cose da dire ora come ora, non credevo che scrivere potesse riuscirmi così facilmente," spiega Riz. "L'hardcore è fantastico in situazioni come queste: se hai qualcosa da dire, scrivi due accordi e prendi un microfono." Data la rilevanza culturale dell'hardcore in un contesto come questo, è inevitabile tornare sull'argomento "scioglimento del gruppo." Riz ammette che lui e gli altri non erano particolarmente pronti alla cosa. "Tutto quello che è successo negli Stati Uniti ci ha dato nuove forze. Lì, sulla costa est, ho sentito una connessione tra me e il pubblico, il che è una cosa che ho sempre voluto. Ora, vogliamo tornare ogni estate. Sbatterci, fare quello che dobbiamo fare a Hong Kong, e poi tornare là e andare in tour."

Forse Riz si sta ancora riprendendo da quella sbornia emozionale che è stata il concerto di Suzhou, o forse i King Ly Chee stanno per scoppiare a un livello ancora più alto. Ma i membri del gruppo con cui ho parlato mi hanno tutti parlato di come molte regioni dell'Asia siano segnate da situazioni piuttosto strane, e che i giovani si stanno accorgendo delle possibilità di reazione esistenti. Questo, probabilmente, causerà dei cambiamenti nelle scene musicali locali nei prossimi anni. Comunque andrà, i King Ly Chee continueranno a fare quello che hanno sempre fatto. Quest'anno vogliono far uscire un nuovo EP e tornare negli Stati Uniti per un altro tour, per continuare a diffondere il messaggio dell'hardcore di Hong Kong in un nuovo emisfero.

Tutte le foto sono di Mike Sakas. Altro su Noisey: La sorprendente scena grime cinese L'EDM in Cina sta davvero sfondando? I cinesi che reinterpretano i grandi successi di De Andrè