Estetica del trasporto pubblico

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Estetica del trasporto pubblico

I sedili in moquette dei trasporti pubblici sono anti-igienici, mediamente puzzolenti, e pure brutti. Se li guardate nel loro insieme però, vi si aprirà un nuovo mondo.
13 marzo 2012, 11:00pm

È difficile che i sedili in moquette dei trasporti pubblici, o dei pullman in generale, evochino ricordi piacevoli. Personalmente, l'unica cosa che mi fanno venire in mente sono le alzatacce alle 5 di mattina e le file negli aeroporti più scrausi d'Italia (Orio al Serio e Ciampino) per prendere gli aerei della compagnia più scrausa d'Europa (che sapete tutti essere Ryanair).

A Londra e nel Regno Unito, non solo i pullman ma gran parte dei trasporti pubblici hanno i sedili in moquette. E questo comporta, oltre a una grande varietà di germi che ti puoi prendere usandoli, anche una grande scelta in termini di grafiche e fantasie decorative che, prese singolarmente, non sembrano avere molto significato, ma che messe insieme costituiscono un'estetica molto peculiare e tra le più riconoscibili—e sottovalutate, probabilmente.

Questa almeno è l'impressione che mi hanno fatto le foto di Ludwig, graphic designer e fotografo londinese che ha ritratto per anni svariati sedili dei trasporti pubblici della sua città, del Regno Unito e d'Europa.

Quando gli ho chiesto da dove venisse questa specie di ossessione, Ludiwg mi ha risposto di essere un grande fan delle grafiche in questione, ma di odiare il materiale in cui sono fatte (per le suddette ragioni igieniche). Per lui i singoli pattern sono ricollegati a particolari ricordi o esperienze, come una sorta di forma di memoria, e il fatto che abbia portato questa sua "raccolta" a livelli estremi è dovuta a un puro spirito collezionista ("Most of us like to collect, and you always want more" mi ha scritto via mail). Non posso che concordare con lui.

Foto prese dal sito di Ludwig, The Great Patterns Collection.

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