Ragazze, gli ormoni possono incasinarvi il cervello

Sbalzi di umore, depressione, stanchezza, fatica, irritabilità, ansia, aggressività, disturbi del sonno e brama di cibo. Uno degli aspetti divertenti dell'avere un utero è che le cose appena elencate sono considerate tipiche.

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apr 29 2015, 7:00am

Immagine via Flickr

/Hey Paul Studios

Sbalzi di umore, depressione, stanchezza, fatica, irritabilità, ansia, abilità cognitiva ridotta, aggressività, disturbi del sonno e brama di cibo. Uno degli aspetti divertenti dell'avere un utero è che le cose appena elencate sono considerate tipiche.

Nel mio caso, la relazione tra gli ormoni femminili e la salute mentale è piuttosto complicata. Come dice Gloria Steinem in If Men Could Menstruate, se fossero gli uomini ad avere le mestruazioni, "I dottori farebbero meno ricerca sugli attacchi di cuore, dai quali gli uomini sarebbero protetti a livello ormonale, e molta di più sui crampi."

Non siamo un sesso inferiore ed è importante investire il nostro tempo e la nostra attenzione, per non parlare del nostro denaro, in questo genere di cose. Ma d'altra parte, in quanto donna che piange, si taglia tutti i capelli e due giorni più tardi quando arrivano le mestruazioni capisce che si trattava semplicemente del solito vecchio progesterone, mi guardo bene dal parlare delle donne come se fossero in qualche modo più deboli a causa dei loro ormoni. L'ultima cosa che voglio fare è aggiungere benzina sul fuoco, il fuoco di quelli che alla vista di una donna irritabile dicono sogghignando "avrà di nuovo le sue cose!"

No. Noi donne non siamo biologicamente inferiori perché gli ormoni influenzano la nostra salute mentale. Ma, dio mio, quanto sarebbe bello se una volta ogni tanto questa salute mentale fosse presa sul serio!

Conosco un uomo che, dopo vari mesi di depressione, aumento di peso, pianti e scarsa concentrazione sul lavoro, è andato da un endocrinologo per farsi dire che, a causa di un eccesso di testosterone, il suo corpo aveva cominciato a convertire il testosterone in estrogeno. "Estrogeno? Come quella roba nella pillola? È così che ci si sente?" Sì, è così che ci si sente. Con tutta probabilità è l'unico uomo della mia vita che sa come ci si sente a essere cullato dalle onde degli ormoni femminili. Mi ha giurato solennemente che non sarebbe per nulla sorpreso se si scoprisse che la pillola contraccettiva è stata concepita per incrementare i suicidi femminili.

E a proposito di morte, quando una mia amica è andata dal suo medico per dirgli che la sindrome premestruale la faceva sentire una psicopatica, questo non ha fatto altro che "guardarmi serenamente con occhi mezzi chiusi alla Garfield e dirmi, 'La maggior parte degli omicidi commessi dalle donne avvengono in fase di sindrome premestruale'." L'ha congedata così.

La prima domanda, ovviamente, è "come?" Che influenza hanno gli ormoni sulla nostra salute mentale? Qual è la dinamica che scorre tra l'utero e il cervello?

La risposta è: non lo sappiamo. "L'eziologia precisa della sindrome premestruale (PMS) rimane sconosciuta," scrive Nick Panay, Direttore della National Association for Premenstrual Syndrome. "Ma l'attività ovarica ciclica e l'effetto dell'estradiolo e del progesterone sui neurotrasmettitori della serotonina e sull'acido gamma-aminobutirrico (GABA) sembrano fattori chiave." In poche parole, il ciclo dei nostri importantissimi ormoni vitali, rilasciati in momenti diversi del sistema riproduttivo, sembra influenzare il modo in cui i segnali attraversano il nostro cervello.

Cambiano il funzionamento dei neurotrasmettitori, influendo sulla chimica e l'ingegneria di quel grande cavolfiore bagnato che è responsabile della nostra attività di pensiero. O quantomeno è quello che sospettiamo, perché, come dice Panay, "I livelli di estradiolo che cambiano rapidamente, non solo in fase premestruale ma anche postnatale e di perimenopausa, causano questa triade di disturbi depressivi." Ovviamente, alcune di noi sono più predisposte di altre.

Parney definisce la sindrome premestruale come una "condizione che si manifesta attraverso sintomi fisici, comportamentali e psicologici angoscianti che non sono dovuti a una malattia psichiatrica organica o di fondo." Certo, alcune donne affette da sindrome premestruale soffrono anche di una condizione psicologica di fondo. Ma molte altre no. La definizione aggiunge inoltre che questi sintomi si verificano regolarmente durante la fase luteale di ogni ciclo mestruale, per poi "sparire o regredire significativamente con il finire della mestruazione." Per alcune donne, questa è solo parte della storia. Perché per loro, i sintomi della sindrome premestruale sfociano in una condizione più rara e ancora meno capita: la PMDD o disturbo disforico premestruale.

Il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders IV definisce la PMDD come un "disturbo depressivo non altrimenti specificato." I sintomi includono depressione, interesse ridotto per le attività abituali, letargia e ipersonnia o insonnia. In altre parole, è un insieme dei sintomi non dissimili a quelli di altri disturbi mentali e che possono facilmente essere diagnosticati come depressione, disturbo bipolare o altro. La sola differenza, secondo gli psicologi come il professore di psicologia clinica Jean Endicott, del dipartimento di Psichiatria alla Columbia University, è che i sintomi della PMDD sono ciclici, legati alla mestruazione, e si calmano con l'arrivo di quest'ultima.

Sbalzi di umore, depressione, stanchezza, fatica, irritabilità, ansia. Uno degli aspetti divertenti dell'avere un utero è che le cose appena elencate sono considerate tipiche

"Con le mestruazioni sparisce," mi dice l'artista affetta da PMDD Charley Feltham in uno scambio di e-mail. "Bastano 30 minuti o un'ora, e mi sento di nuovo completamente normale." Una settimana o dieci giorni prima delle sue mestruazioni, tuttavia, Charley perde completamente la testa. "Gli odori e i rumori sono più forti, le cose che in genere non mi turbano diventano problemi enormi, divento goffa e propensa agli incidenti, sono completamente esausta e molto emotiva. Man mano che mi avvicino alle mestruazioni il tutto si intensifica ed è accompagnato da un profondo disprezzo verso di me, a volte addirittura pensieri suicidi. Mi guardo allo specchio e la mia faccia sembra diversa, distorta, non sono io. Sembra come una follia? È una follia."

Ma questa variante della "follia" è molto familiare a circa il 5 percento delle donne. Inoltre, è probabile che la percentuale sia ancora più alta—la National Association for Premenstrual Syndrome la stima al 5-8 percento con la precisazione che questa sindrome è spesso sottodiagnosticata, in particolare presso le minoranze etniche. E se credete che la ragione per cui sappiamo così poco sulla PMDD è perché la ha solo un numero relativamente basso di persone, ricordate che solo il 6 percento della popolazione del Regno Unito soffre di diabete. Ma di questo ne abbiamo sentito parlare tutti.

Per fortuna, a Charley è stata subito diagnosticare la PMDD. Da allora assume una pillola anticoncezionale per cicli di tre mesi, con pause minime. "Nel giro di sei settimane i sintomi si sono alleviati; mi sentivo una persona completamente nuova," dice. "Soffrivo ancora di forte ansia, e per un po' ho preso un SSRI. Fu un'esperienza strana e fantastica, come se avessi finalmente una conferma che si trattava dei miei ormoni e non di qualcos'altro."

I problemi mestruali non uccidono. Quindi non interessano a nessuno, tranne che alle donne che ne soffrono

Nelle sue linee guida per il trattamento della sindrome premestruale, Panay scrive che, "Nel trattamento di donne affette da PMS, le nuove pillole contraccettive possono rappresentare una cura efficace e dovremmo perciò prenderle in considerazione come uno degli interventi farmaceutici primari." Se la pillola combinata è un primo passo nella lotta contro la sindrome premestruale e la PMDD, non è però l'unica possibilità. È stato dimostrato che la serotonina gioca un ruolo chiave nelle sindromi premestruali, e vari SSRI (un tipo di antidepressivi che aumenta il livello di neurotrasmettitori della serotonina) sono stati usati con risultati migliori rispetto a un placebo.

In alternativa c'è l'isterectomia. Ma mentre per alcune donne è un'opzione valida, moltissime altre preferiscono prima provare a cambiare stile di vita, o ad affrontare terapie cognitivo-comportamentali, cure di progesterone e antidepressivi. Perché, come spesso accade, una buona dieta, esercizio, riduzione dello stress, il consumo moderato di carboidrati, caffeina e alcol possono anch'essi ridurre gli effetti di PMS e PMDD.

Certamente, gestire l'impatto dei nostri ormoni non è semplice. Non si tratta solo di eliminare il pane e di bere meno tè. Nello studio Hormone-Specific Psychiatric Disorders: Do They Exist? Margaret Altemus scrive, "L'identificazione di sindromi legate agli ormoni presenta diversi ostacoli. Nei naturali flussi ormonali riproduttivi, come la pubertà, il ciclo mestruale, la gravidanza, la lattazione e la menopausa, si verificano simultaneamente cambiamenti ormonali multipli." Parole sante.

"C'è una tendenza semplicistica ad attribuire i sintomi psichiatrici alle fluttuazioni dei livelli di estrogeno, invece di considerare una serie più completa di cambiamenti ormonali," continua. Non possiamo facilmente isolare un ormone, un neurotrasmettitore, un organo o un'area del cervello e dargli tutta la colpa. Se solo potessimo! Purtroppo, a volte i problemi di salute mentale nascono dalla confluenza da trigger esterni e biologici. Chi può dire se la depressione postparto è causata da un cambiamento negli ormoni, dalla mancanza di sonno, da una dieta sbagliata, dallo stress, da notevoli cambiamenti nello stile vita e dal dolore cronico quando è molto probabile che si soffra insieme di tutti e sei? Come possiamo stabilire se la giovane donna che soffre di ansia è vittima degli ormoni che cambiano, del condizionamento sociale, delle relazioni sbagliate o dell'insicurezza economica, quando è probabile che stia vivendo tutti e quattro gli elementi insieme?

Come possiamo separare le cause dai sintomi, quando troppo spesso i nostri dottori, partner, amici e colleghi congedano entrambi come semplici "problemi di donne"?

Come mi ha detto il dott. Venkatraman Chandra Mouli dell'Organizzazione mondiale della sanità, "I problemi mestruali non uccidono. Quindi non interessano a nessuno, tranne che alle donne che ne soffrono." Con la differenza che, ovviamente, possono uccidere. E le donne soffrono. Non solo nei paesi a reddito basso e medio, come risultato fisico dell'uso di corteccia, sabbia, stracci e fogli di giornale invece dei tamponi e degli assorbenti. I problemi mestruali uccidono per via dei danni che causano alle nostre menti. Come scrive Parnay, "La PMS continua a essere poco compresa e in molti casi gestita in maniera non adeguata."

Quindi, se sentite che la furia e la disperazione, la frustrazione e l'odio per voi stesse, la tristezza, la misantropia, la mania e la disavventura che scorrono nelle acque lunari del vostro corpo è più di quanto possiate gestire, tenete un diario. Provate a tenere traccia di quando sentite cosa per un paio di mesi, e quando andate dal dottore (perché dovrete andare dal dottore) avrete qualcosa di concreto da mostrargli. Fate un esame della tiroide. Chiedete informazioni sul metodo contraccettivo che usate. Fate esercizio fisico, mangiate sano e dormite a sufficienza. Non lasciate che nessuno parli dei vostri ormoni come "semplici ormoni" e non abbiate mai paura di chiedere aiuto.

Il vostro corpo e la vostra mente sono cose bellissime. Anche se a volte ci giocano brutti scherzi.

Segui Nell su Twitter: @NellFrizzell

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