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Vice Blog

Kramers Ergot 7 - Il più grande libro a fumetti della storia dell'umanità

10 marzo 2009, 10:59am

All'inizio del 2000, un nostro amicone di Los Angeles di nome Sammy Harkham ha messo insieme una rivista a fumetti con alcuni dei suoi amici, dandogli lo strano, pretenzioso nome di Kramers Ergot. Ed è stato bravo. Così come lo è stato per Kramers Ergot numero 2, 3, 4, 5 e 6. Ma ora, nove anni dopo, Harkham è entrato nella squadra editoriale di Buenaventura Press per produrre il settimo numero. È gigantesco, e costa $125 (anche se stiamo trovando copie su Amazon per tipo $78). Ci sono un sacco di antologie a fumetti che stanno fiorendo di recente, ma senza ombra di dubbio questa è la migliore.
Poco fa ho beccato alcuni dei 50 bizzarri collaboratori di KE7 e li ho stuzzicati su com'è stato mettere mano alla costruzione della Duesenberg SJ (se non lo sai guarda su google) delle collezioni a fumetti contemporanea. Ogni paio di giorni pubblicherò qui le interviste con i vari fumettisti. Come prima serie di interviste, mi sembrava giusto parlare con l'editor di Kramers Ergot, Sammy Harkham, con il creatore di Love & Rockets, Jaime Hernandez, e con il leggandario Rick Altergott.

SAMMY HARKHAM

Cominciamo con el jefe. Sammy Harkham e i suoi fratelli sono una potenza culturale da tenere in considerazione. Sammy ha creato Kramers Ergot e suo fratello è proprietario di un cinema per film muti. In collaborazione con il loro terzo fratello gestiscono la galleria e il negozio di famiglia, uno dei migliori outlet di Los Angeles per roba culturale come libri e DVD.

VICE: Ci dici qualcosa sulla nascita di Kramers Ergot?
SH: Kramers era una fanzine che feci alle superiori ― il primo numero conteneva delle interviste a Doo Rag e Will Oldham, alcuni fumetti miei e di amici e un po' di contenuti ritrovati e rubati. Era stupida e merdosa. Quando ero alla scuola d'arte, la ripresi nuovamente come un "vero" libro a fumetti, stampandola con l'aiuto di un piccolo editore, ma era ancora brutto. Poi, col tempo, si è trasformata ed è cambiata ― prima c'erano solo fumettisti che conoscevo, poi altri che ho contattato via mail, dopodiché è passata al colore e così via. Penso che col numero 4 le cose hanno cominciato a funzionare e a livello di sensibilità la sentivamo più onesta e giusta.

Il nuovo Kramers è colossale e affascinante come l'inferno. Avevate mai voluto fare qualcosa di così grande?
Non proprio. Quando stavamo assemblando il numero 6, vidi questa enorme ristampa dei vecchi fumetti di Little Nemo e pensai che sarebbe stato interessante vedere fumettisti viventi lavorare su quel formato— il formato dei vecchi fumetti su giornale. A quella grandezza, poco importa quante volte avete già letto i lavori di un fumettista— sarebbero comunque una nuova esperienza di lettura. Così potevo chiederlo a chiunque mi piacesse—gente che normalmente non collabora alle antologie come Geoff McFetridge e Dan Clowes—perché non sarebbe stata la solita collezione di roba a cui i fumettisti stanno già lavorando. Questa cosa avrebbe generato opere che altrimenti non sarebbero esistite. È strano comunque: non vuoi mettere troppa pressione sugli artisti perché facciano la MIGLIOR COSA DI SEMPRE e coprire così il costo del libro.

Ho provato semplicemente a mantenere dei semplici obiettivi. Volevo un libro dove ogni cosa non fosse super densa o impaginata con perizia. Volevo che ci fosse una forma di piacere nel leggere su quel formato un pannello da 12 strisce. Quando il libro fu annunciato, un sacco di persone si sono lagnate del prezzo, dicendo che stavamo facendo una mossa cinica, cercando di rapinare la gente, di fare un libro d'arte sofisticato per gente ricca. Non avevo affatto pensato a quei lettori mentre facevo il libro. Diventò una di quelle cose dove, se parlavi di Kramers, la gente discuteva davvero di sé stessa, dei suoi sentimenti incerti sugli hipster, della loro attitudine verso le belle arti e dello strano elitarismo inverso. Non sono turbati dal fatto che il libro si basi su quel che è, ma su quel che non è. Ad ogni modo, ho visto quanto è cinica la gente — non possono credere all'idea di voler fare qualcosa di radicale nel nome del divertimento. E se è troppo caro, prenditi una cazzo di tessera in biblioteca.

Hai qualche pazza idea su come vorresti fare i volumi futuri? Tipo farne uno così piccolo da farlo pagare 10 centesimi, o farne uno ancora più grande e produrlo come delle strisce di carta da parati che le persone possano appiccicare al muro?
Dopo questo, voglio solo una pausa dall'avere a che fare con tutti questi artisti lunatici. Forse ne farò un altro, ma non penso all'antologia come a qualcosa che necessita di qualche tipo di strizzata d'occhio o trovata particolare. Mi eccita pubblicare cose grandiose e che voglio vedere in stampa.

E chi è il leader dei fratelli Harkham?
Io, dato che sono il più vecchio.

JAIME HERNANDEZ

Ogni tanto, qualche pubblicazione fa una piccola retrospettiva nella sezione cultura dove cercano di spiegare al pubblico mainstream che i fumetti sono un'arte e blah blah blah, come se non lo sapessimoi già tutti. Generalmente fanno riferimento a Maus, a Andrea Pazienza, Corto Maltese, e il lavoro dei fratelli Hernandez. Jaime e suo fratello Gilbert iniziarono a fare un fumetto intitolato Love and Rockets negli anni Ottanta, che continua fino ad oggi, anche se in un diverso formato. Il lavoro di Jaime è ambientato in una comunità messicana di LA chiamata Hoppers dove i suoi personaggi principali, Maggie e Hopey amano, si scontrano, vivono e invecchiano. È un capolavoro di ambizione. Ma questo non ho il dovere di spiegaverlo. Dovreste già saperlo.

Vice: Da quanto tempo esistevano già i personaggi di Maggie e Hopey, prima di introdurli nella pubblicazione?
JH: Maggie risale ai miei giorni prepunk delle superiori. Volevo un personaggio femminile che potessi mettere in qualsiasi situazione, strana o normale. Il suo stile evolveva con il mio, e fu così che debuttò ufficialmente durante il mio periodo punk. Hopey è stata creata durante il mio periodo punk, così non ha dovuto fare nessuna evoluzione.

Un sacco di fumettisti assomigliano e si comportano come un mix dei loro personaggi. Non so se ho mai notato qualche personaggio che ti assomigliasse tanto. Ti identifichi con qualcuno dei tuoi personaggi?
Qualche volta mi disegnavo sullo sfondo delle prime serie. Maggie e Ray hanno occupato quasi tutti i miei pensieri, anche se un sacco di volte ho messo di proposito dei pensieri nei mie personaggi con i quali non ero personalmente d'accordo. Li manteneva interessanti e reali.

Sia tu che Gilbert avete un sacco di personaggi femminili gay e bisessuali. Mi spiace questa domanda da terapia, ma ci sono state tante donne gay e bisessuali nella vostra vita?
Alcune. Ma più che altro volevamo riempire le nostre storie con personaggi che fossero cittadini di seconda, terza e quarta classe. Più la società non voleva che lo facessimo, più ci sentivamo in dovere di farlo, e allora avanti a tutta birra.

Ti è piaciuto lavorare all'immenso fumetto di Kramers?
È stato divertente. Mi sono sentito un po' intimidito all'inizio, perché sapevo che il mio stile era di vecchio stampo in confronto a quello degli altri collaboratori. Ma poi ho detto, fanculo, me l'hanno chiesto, no? La mia storia era un po' diversa dai miei soliti lavori. Di solito lascio che i miei personaggi raccontino la storia, ma in questo caso ne avevo una dove dovevo inserire dei personaggi instabili e competitivi. I due personaggi femminili principali della storia erano dei tipi molto fisici che avevo già voluto usare altrove, così questa è stata una perfetta opportunità. Peccato che una di loro doveva essere la cattiva.

Pensi che ci sarà mai un film di Love and Rockets? Lo desideri davvero?
Ci sto lavorando. Tengo le dita incrociate, comunque, perché questa non è proprio roba da Hollywood.

RICK ALTERGOTT

Rick e Dan Clowes hanno pubblicato il loro primo fumetto insieme ancora quando erano studenti alla Pratt. I suoi fumetti raccontano le avventure di Doofus e Henry Hotchkiss, due adorabili sfigati di Flowertown. Sono divertenti, grossolani e meravigliosamente fuori di testa.

Vice: Da dove veniva Doofus?
Rick Altergott: È passato così tanto da quando l'ho creato che quasi non mi ricordo. Vivevo in Delaware e bevevo un sacco di birre da quattro soldi, che non ne sarei molto sicuro. Da allora il personaggio è diventato più erudito e ad ogni modo sarebbe cambiato per adattarsi ai miei bisogni del momento, mantenendo intatta la sua squallida natura.

Che te ne pare della tua pagina sul nuovo Kramers?
Sono felice del risultato finale della mia pagina, ma mi sembra sempre che gli altri ragazzi abbiano una vena creativa più innata della mia, così devo fregarli col fattore squallore. Non posso farne a meno, è la mia posizione da chi sta dietro le linee. Ho l'impressione che ho avuto successo in ciò che mi sono proposto di fare, cioè esplorare le tensioni sessuali e le dinamiche relazionali di lungo termine.

Flowertown è una figata, è come un mondo vivente fatto e finito nel quale credo e dove penso che vorrei vivere.
Grazie. Mi sto divertendo molto con le ambientazioni nel formato di storia lunga, a cui sto lavorando proprio ora. Ci sono alcune visite ricorrenti verso determinati posti, ed è dura per me perché odio dover fare le cose ripetitivamente. Spero che su questo nessuno mi ramperà le balle. Come se per me i fumetti non fossero già abbastanza difficili da disegnare. Comunque non sono sicuro sul perché tu voglia vivere in un posto come Flowertown. Ti prego, non dirmi che è per i Pescatori Nudi.

Tu e tua moglie avete avuto un bambino, giusto? Come sono i vostri momenti in famiglia?
Io e Ariel amiamo fare i genitori, e fin qui tutto ok, ma chi l'avrebbe detto che sarebbe stato tutto sto lavoro? Un po' ti spaventa quando realizzi che ti sei preso un impegno a vita, ma è qualcosa di meraviglioso. Spero che mio figlio, Eddie, non diventi un fumettista alternativo di serie B come il vecchio sottoscritto. Ma prevedo che le influenze che mi hanno guidato nel campo, come la rivista Mad, i kit per il modellismo e i libri di fumetti, saranno tutti spariti prima che lui sarà abbastanza grande per venirne attratto.

A quali altri fumetti stai lavorando ora?
Devo confessare che non ho visto molti fumetti nuovi di recente, al di là della schiera di Kramers 7. Tra i miei artisti preferiti c'è Ted May, Dan Clowes, Dan Zettwoch, Richard Sala, Seth, Kim Deitch, Eric Haven, CF e un gran numero di europei che prima non mi erano familiari e che non firmano il loro lavoro. In generale, mi piacciono i fumetti che sono presentati in modo diretto e hanno una trama, anche se qualsiasi cosa di Crumb è un figata. Ho visto da poco il suo show a Philadelphia ed è stato una bomba. È il vivaio di un'intera generazione di artisti.

NICK GAZIN

La rubrica ritorna tra un paio di giorni con Dan Clowes, Johnny Ryan, Matt Furie e Matthew Thurber. Intanto ecco alcune immagini bonus tratte dal nuovo KE7.