FYI.

This story is over 5 years old.

Stuff

In questo paese del Kazakistan la gente continua a addormentarsi, ma nessuno sa perché

Da mesi gli abitanti di un paesino del Kazakistan si addormentano di colpo, a volte anche per giorni, e nonostante decine di test e ipotesi mediche, nessuno è ancora riuscito a trovare una spiegazione a queste epidemie.
16.12.14

 Kalachi, ma anche loro dormono. Foto via Flickr/​Tinou Bao

Da mesi gli abitanti di un paesino del Kazakistan si addormentano di colpo, a volte anche per giorni, e nessuno riesce a capire perché. A partire dalla primavera del 2013 Kalachi (nella zona di Akmolinsk, da aqmola, che in kazako traduce la minacciosa espressione tomba bianca) ha conosciuto almeno quattro ondate di questa misteriosa malattia. L'ultima ondata, che si è verificata tra la fine di ​agosto e l'inizio di ​settembre, ha colpito più di 60 dei 680 abitanti.

Pubblicità

Settimana scorsa il canale RT ha trasmesso il documentario Sleepy Hollow, Kazakhstan, e la storia è tornata a suscitare la curiosità di molti lettori e spettatori. Nel frattempo, a Kalachi, molti hanno iniziato a temere di potersi addormentare e di non risvegliarsi più.

Classificati come vittime di una forma di encefalopatia di origine poco chiara, i soggetti colpiti non si limitano semplicemente a crollare mentre stanno camminando o lavorando, ma accusano anche una ​forte sensazione di debolezza, vertigini, cattivo funzionamento della memoria e perdita del controllo motorio. Almeno due bambini hanno anche raccontato di aver avuto ​allucinazioni: Misha Plyukhin ha visto cavalli volanti, lampadine, e serpenti e vermi che strisciavano nel suo letto cercando di divorargli le braccia. Rudolf Boyarinos non ricorda cosa ha visto, ma quattro persone sono dovute intervenire e calmarlo mentre urlava "ci sono dei mostri!" Stando alle testimonianze raccolte, questo sonno è così profondo da riprodurre uno stato di morte apparente: alcuni abitanti di Kalachi, infatti, temono che un anziano sia stato dato per morto e successivamente ​sepolto quando in realtà stava soltanto dormendo.

In questi mesi, di fronte agli scarsi risultati ottenuti dal governo kazako e dai consulenti esterni impegnati nelle indagini, molti hanno iniziato ad abbracciare ​teorie cospirazioniste che dipingono la malattia come un virus alieno o come il risultato di ​test segreti.

Pubblicità

La prima epidemia risale al periodo compreso tra ​marzo e maggio 2013, quando un gruppo di abitanti di Kalachi di età compresa tra i 14 e i 70 anni si è presentato in ospedale con sintomi comuni. Le altre epidemie si sono verificate tra gennaio e marzo del 2014, a maggio (quando la stampa internazionale ha ricominciato a ​parlare della situazione riprendendo una storia ​originariamente apparsa sul Siberian Times) e tra agosto e settembre. A volte i pazienti impiegano vari giorni a svegliarsi, altre volte invece si riaddormentano poco dopo il risveglio. E non si è ancora capito se chi viene colpito dalla malattia ha un margine di recupero totale o se invece sarà destinato a continuare ad addormentarsi anche in futuro.

La casistica preesistente, intanto, non aiuta a capire le epidemie kazake. Il caso più noto, la "​tripanosomiasi" africana, è infatti da escludere, poiché si tratta di infezioni parassitarie trasmesse tramite la puntura della mosca tse-tse. Un fenomeno meno noto invece, conosciuto come "malattia dell'annuire", che a partire dagli anni Novanta ha ​colpito più di 3.000 bambini tra Sudan e Uganda, sembrerebbe più affine alle epidemie kazake nonostante la distanza geografica. Ma anche in questo caso i conti non tornano: la malattia in questione non colpisce quasi mai gli adulti e proprio questo autunno alcune ricerche hanno ​dimostrato che la trasmissione avverrebbe tramite un altro insetto presente soltanto in alcune zone dell'Africa.

Pubblicità

Altre malattie diffuse su scala globale, come la ​sindrome di Kleine-Levin, causano solo disturbi del sonno e non sono in grado di spiegare tutti gli altri sintomi riscontrati sulla popolazione kazaka. L'​encefalite letargica, una vera e propria piaga che tra il 1915 e il 1916 ha colpito un milione di persone, uccidendone almeno un terzo e riducendo la maggior parte dei sopravvissuti in uno stato catatonico (tema centrale di Risvegli di ​Oliver Sacks) presenta alcune affinità, date le cause oscure e le sporadiche infezioni in epoca moderna. Ma le ricerche condotte negli ultimi anni escludono l'ipotesi, avendo dimostrato che l'encefalite letargica sarebbe causata da una particolare forma di ​batteri streptococchi non rilevati nei pazienti kazaki—sui quali tra l'altro non sono neanche stati riscontrati quei sintomi parkinsoniani che di solito compaiono sui pazienti in fase post-encefalitica.

In un primo momento diverse équipe mediche avevano pensato che si potesse trattare di un'altra forma di ​infezione batterica come la meningite. Eppure, dopo oltre 7.000 test compiuti sui pazienti, sulla qualità dell'aria, sul cibo, sull'acqua e sull'ambiente in generale, non sono stati rilevati segni di contaminazioni batteriche, virali o di qualsiasi altro tipo. L'unica certezza al momento è che le epidemie tendono a verificarsi durante i passaggi a temperature più basse.

La maggior parte degli studi ha inoltre preso in considerazione una vicina ​miniera di uranio di epoca sovietica chiusa negli anni Novanta. A ​marzo del 2014 e durante le ricerche della RT, i giornalisti avevano rilevato un livello leggermente elevato di gas radon nell'ambiente, probabilmente legato alla presenza della miniera e all'evaporazione periodica dei gas durante il disgelo. Ma ​Krasngorsk, una città più vicina alle miniere, è rimasta immune all'epidemia del sonno, e nessun paziente di Kalachi era comunque legato alla miniera. Anche i sintomi ​dell'avvelenamento da uranio e di altri ​metalli pesanti e ​gas non sono emersi in nessuno dei casi studiati.

Pubblicità

L'unico disturbo dotato di sintomi simili a quelli manifestati che resta in gioco per il momento è la narcolessia, una malattia neurologica che porta ad improvvisi e prolungati stati di sonno e, in alcuni casi, anche a difficoltà motorie, espressive, così come ad allucinazioni durante la veglia. Normalmente questa malattia riguarda al massimo lo 0,03 percento della popolazione mondiale, ma alcuni studi hanno osservato che, nonostante tenda a manifestarsi nell'adolescenza, può esplodere in qualsiasi momento della vita in cui si è esposti a tossine, stress o lesioni neurologiche che alterino la produzione di ipocretina, un neurotrasmettitore del sonno. Eppure, la mancanza di tossine specifiche nel territorio rende questa spiegazione abbastanza improbabile.

Poiché sembrano non esserci delle cause biologiche e ambientali chiare molti pensano che la malattia possa essere il risultato di una patologia psichiatrica di massa nota come isteria di massa. ​Manifestandosi attraverso sintomi comuni ad alcune esposizioni a tossine uniti a un certo quantitativo di stress comune, può causare quella particolare situazione in cui sintomi che riguardano un solo individuo iniziano ad essere imitati e captati anche dagli altri soggetti. Casi di questo genere sono stati ​riscontrati con lo scoppio della chereomania, prima in Germania nel 1518 e poi in Madagascar nel 1840, e successivamente della danza epidemica. Fenomeni di questo genere sono preceduti da carestie o cataclismi naturali che portano un individuo a perdere il controllo e, facendo leva su un fenomeno culturale caratterizzante, a coinvolgere tutti gli altri in una danza estatica, in una frenesia che va avanti per giorni e che può mettere a serio rischio la salute. Un esempio più recente si ritrova in America, quando, dopo le ​minacce di attacchi biologici verificatesi intorno all'11 settembre, la gente ha iniziato ad avere eruzioni cutanee.

Queste epidemie psichiatriche possono esaurirsi da sole, provocando alcuni danni a chi è coinvolto, o possono essere curate con un placebo, convincendo la gente che i sintomi sono stati debellati. Tuttavia, il fatto che gli abitanti di Kalachi siano convinti di avere una patologia inedita che nessun medico è in grado di curare precluderebbe in un certo senso la possibilità di utilizzare il placebo.

Un caso particolarmente grave ​riportato dal Siberian Times a maggio del 2014 mette però in discussione l'idea che possa trattarsi di una isteria di massa. Alexy Gom si era recato a Kalachi per far visita alla madre e in pochissimo tempo è stato colpito dalla patologia. In quanto proveniente da un'altra comunità l'uomo non avrebbe dovuto essere vittima dello stesso stress degli abitanti di Kalachi. Inoltre, non è stato riscontrato nessuno stress particolare, né nessun fenomeno legato al sonno, che possa spiegare l'insorgenza di una isteria di massa.

Tutte queste considerazioni dimostrano che gli abitanti di Kalachi, dopo un anno e mezzo di sofferenza, non hanno nulla in mano. Potranno decidere di fare altri test o di aspettare che la malattia si estingua naturalmente. Oppure, di fronte agli scarsi risultati ottenuti in campo medico, possono decidere di guardare alla situazione come se fosse una fiaba e cercare metodi di cura alternativi.

Segui Mark Hay su Twitter.