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Cosa pensa davvero un fascista italiano nel 2016

Per quanto mi risulti inconcepibile che una persona si professi fascista nel 2016, in Italia il fascismo esiste—e con lui esistono i fascisti.
27 settembre 2016, 6:49am
Roberto, 24 anni. Foto dell'intervistato.

Mi è capitato, durante i primi anni dell'adolescenza, di avere diversi amici che si definivano fascisti. Non parlavamo mai di politica, ma la loro mi appariva più che altro una posa per il gusto di andare contro, una moda un po' stupida, niente di più della riduzione da cortile della scuola del "sei comunista o fascista?". Questa—data la mia tutt'ora presente incapacità di discernere gli ideali fascisti di una persona dalla sua identità—mi sembrava la prova inequivocabile che prima o poi avrebbero scoperto l'errore ideologico e si sarebbero "convertiti".

Non so se la conversione sia avvenuta, ma so per certo che di persone sopra i 15 anni che si professano fasciste e senza nessun desiderio di conversione in Italia ce ne sono in abbondanza. Se alcune manifestazioni pubbliche di fascismo sono immediatamente condannabili e facili da arginare—come ci ha insegnato il recente caso di Di Canio—di sicuro la realtà è molto più complessa, e dei fascisti non è sempre possibile ignorare l'esistenza né limitare l'eco di ciò che professano.

Per farmi un'idea di cosa spinga una persona a dichiararsi fascista nel 2016 ho contattato Roberto, un ragazzo di 24 anni che non ha alcun problema a definirsi tale. Queste sono le sue risposte, che ha preferito inviare per iscritto.

VICE: Cosa vuol dire essere fascista nel 2016?
Roberto: Essere fascista nel 2016 vuol dire rinnegare la cultura dell'ignoranza che ci viene imposta. Vuol dire scegliere di pensare veramente, e non semplicemente credere di farlo. Significa avere a cuore la propria cultura e le proprie tradizioni, e scegliere di difenderle a qualunque costo, perché un popolo che perde le proprie radici è destinato a soccombere. Grazie sopratutto ai movimenti filo-fascisti sorti nel corso degli anni, oggi il fascista è semplicemente uno xenofobo, ignorante e bigotto, che impone i suoi ideali con la violenza, non avendo altri mezzi per farlo. Non a caso, ogni abuso, violenza o sopruso viene definito "fascismo". Un fascista è semplicemente un uomo che sceglie di vivere secondo determinati principi, non accettando il decadimento morale a cui la tanto amata democrazia ci sta portando.

E nella vita quotidiana tutto ciò come si manifesta? Come influenza il tuo stile di vita?
L'essere un estremista sicuramente influenza la vita di una persona. Si frequentano posti, eventi e persone che condividono la stessa ideologia e volendo, si evitano altri. Dipende più che altro da te: se non hai problemi a manifestare il tuo ideale, e se ci credi sul serio, ti comporti di conseguenza.

Tu dici apertamente alle gente di essere fascista? Come reagisce?
Sono orgoglioso di quello che sono, per questo non ho mai nascosto la mia fede politica. Per alcuni è irrilevante, ad altri dà fastidio, per altri è così grave da dover necessariamente mettere in piedi un discorso per farmi notare quanto sia terribilmente sbagliato essere fascisti, altri ancora la apprezzano. Come ho già detto, se non hai problemi a manifestare i tuoi ideali (specialmente se estremisti), accetti di buon grado le conseguenze.

A proposito delle conseguenze, non credi che i fascisti abbiano generalmente un atteggiamento vittimista?
Credo più che altro che la figura del fascista in questo periodo sia estremamente demonizzata, è visto come un individuo da disprezzare. I media in primis ci mettono alla gogna. Il ragionamento più o meno è questo: se io, fascista, insulto qualcuno che professa un pensiero diverso dal mio, sono un fascista di merda e non ho nessun diritto di giudicare una persona. Se qualcuno invece insulta me e i miei ideali, ha pienamente ragione, poiché essendo io fascista, il mio pensiero è sbagliato a prescindere. Non credo proprio che questo possa essere definito vittimismo.

C'è un partito moderno nel quale ti riconosci, o un politico che stimi?
Personalmente, al giorno d'oggi non c'è un partito o un movimento in cui io possa identificarmi, o un esponente politico che mi ispiri fiducia. Sia da una parte che dall'altra, la classe politica attuale si limita a ripetere frasi che il popolo vuole sentirsi dire. Penso che sia da ingenui credere che qualcuno di questi distinti signori pensi minimamente al bene della nazione o di chi ne fa parte.

Pensi che i movimenti populisti di destra che stanno crescendo in Europa—la Lega ma soprattutto il Fronte Nazionale in Francia—siano d'ispirazione fascista?
I movimenti europei di destra si rifanno molto al fascismo e al nazismo. Più che altro, ne riprendono i tratti più estremisti, e si camuffano da neofascisti o neonazisti. Acquistano via via più consensi semplicemente perché il popolo, deluso e scontento, vede in loro un "barlume di speranza", un "movimento rivoluzionario", "qualcuno che finalmente ha le palle di dire le cose come stanno." Quando basterebbe fare un'analisi leggermente più attenta delle loro dichiarazioni, informarsi un minimo di più, per capire che sono esattamente la copia imbruttita e rude dei partiti moderati.

Mi indichi, in tua opinione, la cosa migliore e quella peggiore che ha fatto il fascismo in Italia?
Il fascismo ha risollevato una nazione che in quel periodo era lo zimbello d'Europa. Sono molte le grandi imprese riconosciute al Duce, come la bonifica di zone malariche, la fondazione di nuove città, l'istituzione di servizi ai lavoratori, la diminuzione dell'orario di lavoro (che ancora oggi è in vigore). Una delle cose più grandi, è stata sicuramente la capacità di risollevare una nazione che non aveva la minima possibilità di farlo. Cito Rexford Tugwell, grande esponente della sinistra americana. Per quanto riguarda la parte negativa, ricordiamoci che una dittatura, qualsiasi essa sia, è una forma di governo che non può andare a genio a tutti, e di conseguenza i metodi adottati per far rispettare le regole spesso non son ben visti.

Cosa ne pensi delle leggi razziali?
Le leggi razziali furono semplicemente una delle tante follie di Hitler. Mussolini, secondo molti, si trovò costretto ad applicarle, essendo ormai l'Italia sotto il giogo della Germania nazista. Tuttavia, in Italia furono applicate in modo diverso, con vari escamotage e cavilli tramite cui il danno era in qualche modo limitato. Il fascismo non è razzismo.

Parlando di razzismo, qual è la tua posizione sull'immigrazione?
L'immigrazione clandestina al momento è uno dei problemi più gravi in Italia. Oltre al fatto che il traffico di esseri umani frutta cifre inimmaginabili (sia a chi lo gestisce, sia a chi intasca fondi per accogliere i migranti), la cosa che infastidisce di più è vedere queste persone, sicuramente bisognose di asilo e di aiuti, ciondolare per le strade, chiedere l'elemosina nei parcheggi, compiere furti e aggressioni varie, spacciare, e non fare il minimo sforzo per integrarsi. Il tutto chiaramente è giustificato dal fatto che sono lontani dal loro paese, che lì c'è la guerra, che sono soli in un paese straniero, che probabilmente hanno vissuto cose terribili, eccetera. Ma scherziamo? Dopo essere stati salvati, curati, accolti, sfamati, serviti e riveriti, d'un tratto il cibo e le strutture che li ospitano non sono più all'altezza, quindi (a quanto pare giustamente) si lamentano e scatenano rivolte e proteste. E per di più, si è creato un tale clima di tensione intorno a questa situazione, tale da non permettere più di esprimere opinioni a riguardo, pena l'essere etichettati come razzisti.

Cosa fa sì che tu ti riconosca nel fascismo e non nel nazismo?
Il nazismo è un movimento fondato principalmente sull'ideale della conservazione della razza ariana (la cui esistenza era scientificamente impossibile già a quel tempo), mentre il fascismo ha come obiettivo la grandezza della nazione, una nazione compatta, formata da lavoratori forti nel corpo e nello spirito, votati al sacrificio per amore della patria. Il nazismo è semplicemente il delirio di un folle che ha compiuto numerose stragi in Italia, sia verso gli oppositori che verso gli alleati.

Credi che il fascismo sia un'ideologia morta o che abbia ancora le possibilità di affermarsi?
Nelle condizioni in cui ci troviamo oggi, c'è la necessità di una forma di governo che riporti all'ordine il paese. Viviamo in una democrazia anarchica, in cui nessuno può ledere la libertà dell'altro, ma ognuno fa i suoi porci comodi. Il fascismo è un movimento concepito nella prima metà del '900, quando c'erano altre priorità e la nazione aveva problemi ben diversi da quelli attuali, ma allo stesso tempo è attualissimo. Il principio cardine è il "sacrificio" fisico e morale per un bene superiore, per l'Italia. Purtroppo per noi, l'amore per la patria sembra essere scomparso insieme allo spirito di sacrificio, per lasciare spazio all'egoismo ed al menefreghismo, ad una sorta di individualismo distruttivo. Io credo che, a meno che non venga imposto con un colpo di stato come è successo in passato, un'ideale come quello del fascismo non avrebbe la minima possibilità di affermarsi di nuovo, vista la scarsa voglia di riemergere del popolo italiano, che trova più comodo lamentarsi e giudicare i cattivi, piuttosto che staccare gli occhi dallo schermo e pensare con la propria testa.

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