The Real Kids
Tutte le foto di Highlyanne Krasnow e Mel Stones.
A12N3: Il Photo Issue 2016

The Real Kids

Più di vent'anni dopo l'uscita di Kids, Highlyann Krasnow e Mel Stones hanno pubblicato le foto che avevano scattato ai loro amici nei primi anni Novanta.
29 settembre 2016, 5:27am

Prima che una marma di yuppie se ne appropriasse, le strade di Manhattan erano dei ragazzini. Erano gli anni Novanta. Erano un gruppetto di adolescenti senza un soldo che venivano da quartieri diversi e si ritrovavano nell'East Village.

High viveva a St.Marks Place. Sua mamma era una tipa tranquilla. Casa loro era il quartier generale dell'intero gruppo, il posto dove andavano a far niente, a mangiare. Fumavano erba, bevevano alcol da bottiglie in sacchetti di carta, facevano feste in terrazza e andavano in skate per Washington Square Park.

È lì che Leo Fitzpatrick, Justin Pierce e Harmony Korine hanno incontrato Larry Clark. In seguito, hanno condiviso il loro mondo con milioni di cinefili. Sono diventati famosi il film cult del 1995 Kids, di Clark, una versione cinematografica delle loro vite. La città è cambiata negli anni Novanta, quando il sindaco Giuliani ha "ripulito" New York. Prima che così fosse High, la sua amica Mel e il loro gruppo vivevano come selvaggi.

"Quando avevo 14 anni, nel mio quartiere era ugualmente facile farsi dare una birra alla bottega, comprare superalcolici al negozio di liquori e trovare erba, cocaina o eroina. Le discoteche non ci facevano storie per entrare, e le metropolitane facevano paura," scrive Mel in That's a Crazy One, libro fotografico curato da lei e High in uscita a breve. Né lei né High sono comparse in Kids, ma i loro amici sì, ed era la loro cultura, il loro gruppo, che Clark voleva.

Il film ritraeva senza censure la cultura giovanile, uno stile di vita alternativo fatto di sesso, droga e violenza. Ma se Kids è passato alla storia perché sembrava reale, High e Mel non pensano lo fosse davvero. In effetti, le due pensano che Clark abbia sfruttato la situazione, che abbia monetizzato sulla vitalità del gruppo ma che non sia riuscito a catturare la vera bellezza del suo mondo. Non erano così sessuomani come il film li ritrae, per esempio.

E ancora più importante, nel film sembra che i ragazzi pensino solo al sesso, ma in realtà le ragazze non erano viste come conquiste sessuali. Maschi e femmine si spalleggiavano ed erano migliori amici. Più di vent'anni dopo l'uscita di Kids, High e Mel hanno curato una selezione di foto che avevano scattato agli amici nei primi anni Novanta.

"High e io avevamo fotografato i nostri amici durante tutti gli anni dell'adolescenza, creando un ritratto a 360 gradi di quello che altri hanno cercato di vedere dall'esterno," scrive Mel nell'introduzione alla serie. Le foto documentano in modo neutro le loro vite: un ragazzino alla finestra in un corridoio sulla E. 4th street, i muri che cadono a pezzi; High e Mel in jeans a brandelli e calze strappate su un terrazzo di St.Marks Place; un ragazzo addormentato in baggy jeans sulla linea R della metropolitana, quella che collega Manhattan con Brooklyn, steso sui sedili come su un letto.

Che i soggetti fumino sigarette a letto in una felpa troppo grande o si abbraccino con solo le mutande addosso, la serie è intima, vulnerabile, e riprende il gruppo dall'interno. Hanno esitato a lungo a pubblicarla, perché sono foto molto personali, ma sanno che sono anche importanti. La foto di una ragazzina in un'enorme camicia di flanella e anfibi, con i jeans chiari strappati e uno skate sotto il braccio, è un'immagine di disillusione e angoscia adolescenziale in cui tutte le generazioni si possono rispecchiare.

I loro anni giovanili hanno rappresentato la fine di una cultura che, nelle nostre menti, non è mai morta. La città non era così perfettina, allora, era gretta e pericolosa—e per High, Mel e i loro amici era divertente. Se oggi ogni atto di ribellione finisce su Instagram, questi ragazzini non si rendevano la vita facile. La crew era la loro famiglia. Passavano le giornate insieme, fumando a ciminiera e bevendo caffè pur di non andare a casa. "Eravamo dove tutti si aspettavano di trovarci," scrive Joanna, altro membro della crew. "Eravamo quelli che tutti si aspettavano che fossimo."

Oggi, per loro, l'intersezione tra St.Marks e la Prima è irriconoscibile. Ma se le persone, i negozi e il valore degli appartamenti sono cambiati, quell'angolo mantiene una specie di immortalità. Rimarrà lì finché esisterà la città, come eterno ricordo di quando le loro vite erano unite—proprio come quelle due strade che si intersecano. Ricordare, per quanto sia importante, non è sempre semplice. "La verità è che alcuni di noi ce l'hanno fatta, altri sono affondati, e altri ancora vivono nel limbo," scrive Mel.

Raccontano di "amici che non ce l'hanno fatta. Alcuni sono rimasti intrappolati in cose che alla fine gli sarebbero costate la vita." Alcuni sono stati spazzati via nei mari della tossicodipendenza, della povertà, anche della pressione di Hollywood. Justin Pierce interpretava Casper in Kids e ha poi continuato la sua carriera filmica negli anni successivi, ma nel 2000 si è suicidato in una camera del Bellagio di Las Vegas. "Voglio che tutti sappiano, al di là di quello che vedono sullo schermo, che eri un amico fedele," scrive oggi Mel. Al telefono, mi ha detto che tutto è cambiato da quando Pierce è morto. Era quello che con la sua forza manteneva tutto il gruppo a galla, e la sua morte ha spinto alcuni a mettere ordine nella propria vita, ma ha avuto l'effetto opposto su altri.

Attraverso queste foto lo spettatore può rivivere la loro adolescenza, osservare un gruppo di ragazzini sconfitti che hanno, come maggiore possesso, la consapevolezza di chi sono. Farebbero di tutto per aiutarsi a vicenda, ma a volte non sono capaci di rimettersi in carreggiata. Non importa dove o quando succede, diventare grandi è difficile. Quegli anni sembrano durare per sempre, ma poi un giorno se ne sono andati, e con essi la libertà. Gli amici fanno ancora parte della nostra vita, ma non è così facile. Prendiamo tutti strade diverse, e spesso non si può invertire il senso di marcia. Quando Mel e High si sono unite agli altri ragazzi del gruppo, è stata la cosa più naturale del mondo, e lo è stata anche quando si sono divisi per sempre.

Tutti i ricavati delle vendite di That's a Crazy One saranno devoluti al NYC Public Schools Art & Photography Program.