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Música

Come l'ologramma di Tupac potrebbe cambiare per sempre la musica

La performance a ologramma-resurrezione di Tupac al Coachella è stata grandiosa, ma vogliamo parlare delle conseguenze?
18.4.12

Come chiunque in possesso di una connessione internet avrà certamente notato, domenica sera Dre e Snoop ci hanno riportato al film Weekend con il morto, facendo resuscitare Tupac direttamente sul palco del Coachella. Per farlo non hanno dovuto ricorrere a un elaborato sistema di carrucole o alla magia nera da Illuminati, bensì a un ologramma. E dato che il budget a loro disposizione era piuttosto consistente, non si è trattato di un semplice poster sventolante comprato alle bancarelle. A dirla tutta, lo spettacolo è stato davvero grandioso (e presumibilmente spaventoso, almeno per tutti quelli tra il pubblico che erano sotto allucinogeni). 
Talmente grandioso che probabilmente lo si potrebbe ritenere la cosa migliore mai avvenuta nella storia dell'umanità. Ma, come per tutte le cose più belle della vita—nonostante nell'immediato il risultato sia stato un momento di perfetta beatitudine—le conseguenze a lungo termine potrebbero rivelarsi devastanti. Ecco dunque una lista di dieci modi in cui l’olografia potrebbe cambiare per sempre la musica.

1) Via con la retromania
Nel suo ultimo libro, il teorico musicale Simon Reynolds afferma che la nostra cultura si è incagliata in uno stato di "retromania" e di innamoramento per il proprio passato. Secondo Reynolds, tutto ciò rappresenta un pericolo per la nuova musica (nonostante chiunque abbia ascoltato Ed Sheeran, uno dei migliori artisti pop del decennio secondo Reynolds, possa ribattere che non ci sia un granché da difendere). Ma ora che neppure la morte costituisce più un ostacolo nell'accesso al passato, per la nuova musica ci sarà ancora meno spazio.

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Non è difficile immaginare come questa possibilità potrebbe influenzare la musica live. Pensateci. Interi festival invasi da padri sovrappeso che si presentano solo per vedere se J Mascis sia ancora in grado di spaccare.

2) Mai più "artisti"
Se non ci fossero quei fastidiosi “artisti” con i loro “diritti d’autore” e i miliardi di privilegi, l'industria musicale navigherebbe nell'oro. Grazie agli ologrammi, i pezzi grossi potranno scegliere di non aver più niente a che fare con la presunzione e l'inaffidabilità degli artisti in carne ed ossa. Gli basterà recuperare un concerto registrato nel 1974 e mandarlo in tour per tutto il mondo. Certo, la gente pagherebbe meno, ma i costi di gestione sarebbero indubbiamente ridotti. Il baraccone da tour si trasformerà così in una manciata di addetti alle vendite che attraversano il globo con un proiettore e una scatola piena di CD. Niente più eccessi rock 'n' roll! Niente più inquinamento! Oh no, un attimo! Sembra terribile. Industria musicale, ripensaci!

3) Axl Rose morirà
Se siete tra quelli abbastanza stupidi da pensare che Axl riemergerà dal vortice di cocaina in cui si è cacciato per saltare su un aereo ed esibirsi a un festival metal a Rotterdam, forse il gusto amaro della delusione non vi è nuovo. Ma grazie a questa nuova tecnologia, Axl non dovrà nemmeno fingere di prendere in considerazione l'ipotesi di fare un concerto. Però, però: mentre sarete a letto belli goduti, con le canzoni di The Spaghetti Hologram? che vi risuonano ancora nelle orecchie, pensate ad Axl—il poveretto si serve dell’illusione di essere ancora un artista in attività come ultimo appiglio alla realtà. Toglietegli questo, e probabilmente non durerà a lungo.

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4) Tutti gli artisti diventeranno immortali
Tupac? Sì, se lo merita. Lo stesso vale, che so, per i Clash dell’estate del ’79. I Teardrop Explodes che suonano “Reward” a Top of the Pops. I Tin Machine. Con gli ologrammi potrete ascoltare tutti i vostri artisti preferiti all’apice della loro carriera. All'infinito. Ma è questo che volete? Ricordate, la morte è un processo naturale. Per gli artisti è importante morire, altrimenti inizieremo a pretendere che ogni band vivente rimanga sulla cresta dell'onda per almeno trent’anni, e non tutti possono essere i Red Hot Chili Peppers.

5) Ologramma-reunion 
A tornare sul palco non saranno soltanto i musicisti morti e sepolti, ma anche quelli che proprio non riescono a seppellire l’ascia. Tra questi ci saranno senza dubbio i membri dei vari duetti, che sfrutteranno la tecnologia per fare i milioni senza dover mai più avere a che fare con gli aspetti più “difficili” della personalità dei loro compagni di palcoscenico. Il che significa che in futuro ogni band sarà molto più simile ai Dirty Pretty Things che ai Libertines.

6) Mai più far rap alle feste
Siete ad una festa e qualcuno mette “Juicy” di Biggie. È un capolavoro, ma solo con una performance vocale dal vivo potrebbe raggiungere il top. È il vostro momento, buttatevi! Anzi, no. Grazie alla natura portatile degli ologrammi, Biggie stesso potrà esibirsi nella vostra cucina. Ed è terribile, perché tutti sanno che dieci ragazzi bianchi ubriachi che cantano insieme “Ignition (Remix)” è la parte più divertente di una festa.

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7) Addio alle groupie
Care vecchie groupie, raffreddate per aver aspettato al freddo e al gelo che D’Angelo finisse il suo sesto bis, convivendo con la possibilità di essere sbolognate al suo suonatore di triangolo di supporto. Non preoccupatevi, potete sempre prendere ispirazione da milioni di persone meno attraenti in giro per il mondo e scoprire che il sesso virtuale può essere bello quanto quello reale.

Ovviamente sappiamo benissimo che non è così, ed è proprio questo il problema. Non potete fare sesso con un ologramma. E dal momento che scopare è l’unico motivo per cui le persone fanno nuova musica, questo potrebbe essere il colpo di grazia.

8) I Charisma Vacuum potrebbero diventare gli dei del palcoscenico
Mai visto una di quelle band americane iper pubblicizzate che suonano in modo fantastico nelle registrazioni, ma sul palco sono un fiasco completo? È un'esperienza con cui la maggior parte dei lettori di Pitchfork avrà una certa dimestichezza. Con il miracolo dell’olografia, Marcus Mumford salirà in un istante al livello di Perry Farrel del 1987. O il Perry Farrel odierno, se proprio si vuole far andare il pubblico fuori di testa. Pensate sia una buona cosa? Vi sbagliate, perché il fatto che sembri una schiappa è l’unica cosa che lo trattiene dal totale dominio del mondo a cui tanto chiaramente aspira.

9) La vendita a cascata di droghe finirà 
Negli eventi musicali di media scala, le droghe sono di gran lunga migliori. Perché? Perché gli spacciatori portano la merce di qualità per i musicisti, e quando questi ne hanno presa abbastanza, si cercano altri clienti. (Do per scontato che conosciate almeno 5 persone che sono Dj/musicisti/organizzatori di feste con abbastanza fama per farvi da gancio. Se non è così, perché no? Oggi tutti lavorano nell’industria musicale. Ci sono gli ologrammi!).

In ogni caso, i musicisti in tour sono una macchina sputa soldi per gli spacciatori. Si calano, sniffano e fumano, e molto probabilmente torneranno presto per rifarlo, e se il prodotto è buono, hanno un milione di amici a cui raccomandarlo. Gli ologrammi non possono drogarsi, e la cosa potrebbe causare dei problemi.

10) Mai più fischi
Ovviamente nessuno oserebbe innaffiare una leggenda del calibro di Tupac di pipì, ma non c’è niente di più reale di un tizio che, se suona da schifo, viene colpito sulla faccia da una bottiglietta dal contenuto giallognolo. Peccato che con gli ologrammi non funzioni. Il liquido gli passerebbe semplicemente attraverso.

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