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Una lista dei migliori spot elettorali di queste elezioni amministrative

Visto che il 99,9 percento degli spot politici esercita la stessa attrattiva morbosa di bruttezza/assurdità/genialità dei migliori b-movie, ho deciso visionarne una marea e selezionare i più meritevoli.
Niccolò Carradori
Florence, IT
20.5.16

Le elezioni amministrative si stanno avvicinando: questo significa che 1363 comuni italiani andranno al voto, ma soprattutto che come per ogni occasione del genere si è verificata una vera e propria rassegna cinematografica dello spot elettorale. Da quando internet è diventato pervasivo, poi, a questi si sono aggiunti nuovi stratagemmi comunicativi, come i video girati da smartphone e le dirette live su Facebook, che hanno permesso a un numero ancora maggiore di persone di caderne vittima. Visto che il 99,9 percento degli spot politici esercita la stessa attrattiva morbosa di bruttezza/assurdità/genialità dei migliori b-movie, ho deciso di visionarne una marea e selezionare i più meritevoli. Quella che potete trovare qua sotto, quindi, è la cinquina dei candidati all'oscar dello spot politico italiano 2016.

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Non ero così interessato ed entusiasta della politica dai tempi in cui Di Pietro tenne la prima conferenza su Second Life.

GIANNI LETTIERI - CENTRODESTRA, NAPOLI

Più che uno spot elettorale, quello del candidato del centrodestra alle comunali di Napoli, Gianni Lettieri, è una metanarrazione di suggestioni e di perizia nell'uso dei programmi di photoediting. Inizia con una zoommata che dal golfo di Napoli ci porta direttamente dentro le foglie di un pino che sta lì sotto, e veniamo catapultati di fronte a un cartellone stradale per i pre-diciottesimi davanti a cui staziona la sagoma in polietilene di uno che va in bicicletta.

Sul cartellone compaiono e scompaiono in dissolvenza varie dichiarazioni di cittadini di Napoli che sono pronti a parlare bene del candidato sindaco: roba come "dalla stretta di mano si capisce che è un vero napoletano" (Lettieri taumaturgo) e "l'ho conosciuto e ha preso a cuore i miei problemi" (votazione per mero interesse personale).

Subito dopo, per ancorare tutte queste affermazioni di fiducia con qualcosa di pertinente, vediamo Lettieri che in rapida successione tiene in mano due mele, bacia gli elettori e guarda l'orizzonte. Potrebbe essere il primo vero caso di spot elettorale espressionista della storia.

SIMONE DI STEFANO - CASAPOUND ITALIA, ROMA

In un certo senso lo spot elettorale di Casapound a Roma mi ha convinto sul fatto che faranno effettivamente qualcosa di concreto per la città: tutto questo camminare con aria decisa e dinamica attorniati da gente con lo sguardo truce lo fa sembrare la versione destrorsa del video di "Bittersweet Symphony" dei The Verve. La camminata con ripresa a scorrimento fa sempre la sua porca figura quando vuoi sembrare energico.

Il mantra comunicativo a cui si aggrappa tutto il video per opporsi al degrado di Roma—"ovunque ci sono sbandati"—è quello della presenza, perché "noi siamo tutti i giorni nelle strade". Uno potrebbe anche maliziosamente sostenere che le cose sembrano collimare in modo strano e significativo, tant'è. "Questa città si cambia a calci" è il claim definitivo. VIRGINIO MEROLA - CENTROSINISTRA, BOLOGNA

Come traghettare politicamente Bologna nel futuro mantenendo quella bella e vitale tradizione che la contraddistingue? Dopo cinque anni di incarico ci pensa ancora Virginio Merola, e per farlo gli bastano appena 30 secondi: gli è sufficiente rimorchiare tutti gli anziani bolognesi che si sono smarriti nelle varie piscine comunali costruite da lui stesso, e convincerli a seguirlo mentre si ascolta una musicista allegra e spensierata. Molto bello come spot soprattutto perché potrebbe essere riciclato per la pubblicità delle gite in motonave a Torre Pedrera organizzate dal programma anziani della parrocchia. Sperem.

MOVIMENTO DEI FORCONI - LATINA

Lo spot elettorale del Movimento dei Forconi per le comunali di Latina è probabilmente l'esempio più lampante di come assumere dei professionisti per elaborare la comunicazione non serva a niente: per cambiare veramente la percezione politica di un elettore basta organizzare una piccola parata di macchine e bandiere come quando si vince il torneo di beach soccer al palio dei rioni, trovare qualche tabbozzo che se ne stia seduto sulla portiera a sventolare o a suonare il clacson, riprendere tutto con un Nokia del 2006, e mettere in sovrimpressione una serie di scritte contro gli altri politici tipo "DOVRETE RISPONDERE PERSONALMENTE DI FRONTE AI CITTADINI!".

Il gioco è fatto, siete praticamente eletti.

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GUSTAVO COSCARELLI - MOVIMENTO 5 STELLE, COSENZA

Di tutti gli spot realizzati dai vari partiti in queste campagne elettorali del 2016, probabilmente lo scettro spetta a quello del M5S di Cosenza, che per fortificare la candidatura di Gustavo Coscarelli ha realizzato un vero e proprio gioiello di cinematografia elettorale. Per questo la descrizione che lo accompagna sarà più lunga delle precedenti. Il video parte con un clochard di una certa robustezza—che è un'allegoria sofisticata della condizione di indigenza di molti italiani (e anche dell'astrusità dell'omeostasi corporea, dato che a maggio indossa piumino, sciarpa e guanti mentre gli altri sono in camicia e giacca)—accasciato a terra con un cartello su cui è scritto "Ho fame. Ho bisogno di aiuto". Di tanto in tanto qualche passante gli lancia distrattamente delle monete nel cappello, e l'atmosfera è tristissima e in bianco e nero. La colonna sonora è la stessa di Inception. Di punto in bianco tutto si fa a colori e spuntano cinque grillini dell'avvento che portano la novella dei mantra vitali che aiuteranno il senzatetto a risollevarsi: comunità, solidarietà, dignità, ONESTÀ e partecipazione. I mantra sono scritti su piccoli cartelli: un marchio di fabbrica pervasivo della comunicazione del M5S.
Finalmente il senzatetto si mette in ginocchio felice, pronto ad accogliere l'investitura del M5S da parte di altri due grillini dell'avvento, che lo battezzano a suon di "acqua pubblica", "riduzioni costi della politica", "aree verdi" e "rifiuti zero". Tutte priorità per il mantenimento dei clochard. Ma lui ormai è nell'estasi grillina, capisce che fa caldo quindi si toglie il piumino e i guanti, e anche il triste cartello dal collo. I grillini lo abbracciano, e finalmente lo addobbano con l'unico cartello che merita di indossare: REDDITO DI CITTADINANZA. A questo punto, con l'intercessione della santa democrazia diretta, i grillini si molti moltiplicano come i pani e i pesci, tutti con in mano un cartello diverso, e nell'aria echeggiano le voci rimbombanti di tutte le anime del Movimento che si uniscono nei valori che devono innervare Cosenza. Toccante, sottile, e ben recitato.

BONUS TRACK: ROBERTO GIACHETTI CHE MANGIA FETTUCCINE E ZUCCHINE LIVE

Fortunatamente, come anticipato, questa tornata elettorale si è arricchita di una novità rispetto ai classici spot elettorali di partito: i live dei politici su Facebook.
Potrebbe essere scritto un trattato sulle nozioni comunicative che i politici italiani hanno dimostrato in questi primi abbozzi di live, ma ce ne sono stati alcuni particolarmente significativi.

Per queste elezioni comunali di Roma abbiamo quindi selezionato questa perla girata direttamente nella cucina del candidato di centrosinistra Roberto Giachetti, che mentre discute della campagna elettorale con i suoi seguaci ha tempo di cucinarsi le fettuccine con le zucchine e ci mette a parte della riconfigurazione delle stanze di casa sua. Magari non verrà eletto sindaco, ma ha sicuramente un futuro da vlogger di successo.

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