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Come Scientology è diventata sempre più potente in Italia

Questo sabato, Scientology ha inaugurato la sua nuova sede di Milano, la più grande del mondo, a dimostrazione dell'importanza che l'Italia ricopre per l'espansione del culto.
2.11.15

L'inaugurazione della nuova sede di Scientology a Milano. Immagine

via Facebook

"Oggi è l'inizio dell'Eterno, la scintilla da cui parte la fiamma che divamperà nella nazione, dalle montagne di Torino ai colli di Roma, verso un Rinascimento senza precedenti in Italia," ha detto sabato mattina David Miscavige, leader di Scientology, inaugurando la nuova sede milanese dell'organizzazione. Di fronte a lui c'era una folla di circa duemila persone, tra semplici curiosi e fedeli arrivati da tutta Italia.

All'inizio di quest'anno è uscito negli Stati Uniti Going Clear, un documentario su Scientology che ha fatto molto discutere sia per i premi e le recensioni entusiastiche che ha ricevuto, sia per l'aggressiva campagna lanciata da Scientology nel tentativo di screditarne gli autori e smontarne il contenuto. Nel frattempo, in Italia, la Chiesa aveva già iniziato le pratiche per aprire una nuova sede a Sesto San Giovanni, appena fuori Milano. Si tratta della sede più grande in Italia, un edificio di quattro piani e circa 10mila metri quadri rilevato per una cifra intorno ai 30 milioni e trasformato in luogo di culto, cambiandone la destinazione d'uso, giusto in tempo per non incorrere nella legge regionale anti-moschee voluta dalla giunta Maroni.

Tutto questo è stato tenuto più o meno segreto fino a pochi giorni fa, quando sull'edificio sono apparsi degli enormi fiocchi rossi e i loghi di Scientology—e anche allora, la Chiesa non ha voluto parlare con la stampa. "Quando vogliamo comunicare, preferiamo comprare spazi pubblicitari," ha detto l'ufficio stampa dell'organizzazione a un giornalista del Corriere della Sera, proponendogli anche di "scrivere l'articolo insieme."

Milano, inaugurazioni che resteranno. Ecco la folla davanti al nuovo 'tempio' di — nonleggerlo (@nonleggerlo)1 Novembre 2015

Per Scientology, Milano è una città speciale—così speciale che un vecchio articolo pubblicato su Diritti dell'uomo, un sito d'informazione legato all'organizzazione, salutava l'inaugurazione della precedente sede milanese della chiesa come "l'inizio di una nuova era per la religione di Scientology in Italia." A Milano è stata fondata la prima Chiesa di Scientology in Italia, e sempre a Milano si è tenuto anche il primo processo italiano contro l'organizzazione, conclusosi con condanne definitive per truffa e circonvenzione d'incapace ma con l'assoluzione per il reato di associazione a delinquere.

A difendere l'organizzazione in quella circostanza c'era il futuro sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che commentando la sentenza aveva detto che "i magistrati debbono perseguire fatti specifici e non occuparsi di questioni che attengono alla sfera della morale e della coscienza individuale." Quello stesso principio ha costituito la base giuridica per la crescita di Scientology in Italia—che, tuttavia, non è ancora formalmente riconosciuta come confessione religiosa nel nostro paese.

In Italia, Scientology è arrivata negli anni Settanta, quando un primo nucleo di fedeli ha iniziato a riunirsi a Brescia. All'inizio il movimento non si presentava come una religione—tanto che il primo statuto della sua sede milanese definiva come "idealistica" la natura dell'organizzazione e il nome "Chiesa di Scientology" è stato adottato solo nel 1985. Oggi, Scientology in Italia ha una ventina di chiese e circa 40 missioni sparse su tutto il territorio nazionale; sulla base delle ultime statistiche interne disponibili, aggiornate al 2007, i frequentatori della chiesa sarebbero 50mila, mentre secondo le stime del Cesnur gli italiani che professano la religione di Scientology sono circa 10mila.

Si tratta comunque di un dato difficile da precisare "a fronte delle incertezze su cosa si possa o si debba intendere per membro di una realtà come Scientology." Ma di fronte all'incertezza dei dati, a dare un'idea delle dimensioni della realtà di Scientology in Italia sono la grandezza della nuova sede e l'espressione usata dall'ufficio stampa dell'organizzazione per riferirsi ai problemi di spazio incontrati in quella vecchia: "stavamo per esplodere."

Secondo alcuni fedeli presenti sabato mattina all'inaugurazione della nuova sede, "quando si insedia una chiesa di Scientology è provato che c'è un calo del consumo di droga." In effetti, il tema della lotta alle tossicodipendenze è sempre stato uno dei cavalli di battaglia del movimento—nello specifico, un cavallo di Troia che Scientology ha sempre usato per ottenere consenso in ambiti istituzionali.

Una delle prime attività avviate da Scientology in Italia è stata la sua rete di centri di disintossicazione—i cosiddetti Narconon—costruita negli anni Ottanta. Secondo Pietro Forno, il pm di Milano che ha seguito il processo a Scientology del 1986-1995, si trattava di centri dove "genitori disperati di figli tossicodipendenti vengono sottoposti al lavaggio del cervello e truffati."

I Narconon sono stati al centro di una vicenda giudiziaria durata 12 anni e culminata nel processo di Milano. In pratica, a partire dal 1982—in periodo in cui le comunità per tossicodipendenti erano ancora molto poche e la domanda molto elevata—Scientology ha aperto una rete di centri di disintossicazione. In buona parte si trattava di locali inadatti allo scopo—in quello di Como un'ispezione sanitaria aveva rilevato "un alto grado di rischio per la trasmissione di malattie infettive dovuto alla precarietà delle strutture"—gestiti da personale con formazione scarsa o nulla e composto in parte da ex-tossicodipendenti.

"Il risultato," si legge nelle conclusioni della Procura di Milano, "era che la maggior parte degli operatori […] non era in grado di effettuare alcun serio controllo sugli ospiti, tant'è vero che in molti hanno riferito che ci si continuava tranquillamente a 'bucare' anche nei centri […] e anche gli stessi operatori riprendevano ineluttabilmente ad assumere sostanze stupefacenti."

via Twitter

A fronte di questa situazione, i familiari dei pazienti erano costretti a versare delle "donazioni" mensili piuttosto elevate. Secondo un testimone, "l'unica preoccupazione di quella gente erano i soldi"—un'impressione che, afferma il tribunale, sembra corrispondere alla realtà. Come se non bastasse, per convincere le famiglie di tossicodipendenti a usufruire del servizio l'organizzazione ricorreva a statistiche di successo falsate perché fatte "dopo una settimana dall'uscita del giovane dai centri e non dopo sei mesi/un anno come si dovrebbe."

Dalla vicenda dei Narconon è partita un'indagine più ampia sull'intera organizzazione, che ha visto il rinvio a giudizio di 140 operatori dei centri e si è conclusa nel 2000 con diverse condanne definitive per circonvenzione d'incapace e abuso della professione medica, ma con l'assoluzione dall'accusa di associazione a delinquere. "La loro fortuna," ha detto più tardi il pm Pietro Forno, "è stata che all'epoca non esisteva ancora il reato di riduzione in schiavitù." Più tardi, nel 1996 e nel 1997, due società riconducibili all'organizzazione sono state condannate per pubblicità ingannevole, mentre nel 2004 un dirigente sardo della Chiesa è stato condannato per estorsione.

Eppure, nonostante tutto l'organizzazione è sempre riuscita a rimanere lontana dalle cronache, coltivando nel frattempo i rapporti con le istituzioni—in due modi ben precisi, uno esplicito e uno implicito.

Nel primo caso, si tratta di inserirsi in vari contesti d'emergenza sostituendosi alle istituzioni. In questo senso, un tassello importante è la PROCIVICOS, l'associazione di volontari di protezione civile di Scientology "riconosciuta e apprezzata da più parti anche in ambito istituzionale." Per fare un esempio pratico di in cosa consiste questo metodo, dopo il terremoto in Abruzzo i volontari di Scientology hanno prestato servizio nella tendopoli aquilana di San Giacomo dove hanno garantito la mensa per 400 sfollati e allo stesso tempo organizzato corsi doposcuola usando "il metodo educativo del filosofo Ron Hubbard."

Nel secondo caso, Scientology cerca di ottenere sostegno di senatori e deputati, che vengono contattati da una delle varie onlus riconducibili all'organizzazione—spesso si tratta del CCDU, il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani—e a cui viene richiesto di appoggiare una qualche battaglia che condividono—appoggio che viene poi rivendicato come un sostegno diretto a Scientology.

Non subiscono pressioni, ma non gli viene neanche detto che dietro le varie onlus con cui collaborano c'è Scientology. In questo modo nel 2009 il CCDU è riuscito a convincere il senatore Cristiano De Eccher e il deputato Marcello De Angelis a presentare un ddl contro i test psicologici nelle scuole, mentre nel 2011 l'organizzazione è riuscita a ottenere dall'allora presidente della Provincia di Milano Guido Podestà il patrocinio della provincia a una mostra contro la psichiatria ufficiale—definita "industria di morte" e "scienza fasulla"—organizzata dallo stesso Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani.

Eppure sabato all'inaugurazione della nuova sede milanese gli unici "ospiti istituzionali" presenti—e presentati come "amicissimi" di Scientology—erano un consigliere di zona di Rifondazione Comunista, un consigliere di Confcommercio e un "sovrintendente veterano" dei vigili.

La prima parte del documentario "Scientology secondo gli apostati," di Rita Scanno

"Non siamo una setta, siamo tutto il contrario," hanno detto alcuni partecipanti alla cerimonia di sabato a Milano. "Si paga un prezzo per i corsi, come per andare in palestra." Una descrizione del movimento un po' diversa da quella data dagli ex-scientologi italiani fuoriusciti dalla Chiesa e diventati critici nei confronti del culto.

"Loro sono maestri in questo, nel provocarti il senso di colpa. Se qualcosa va male è perché sei sbagliato tu. Loro non commettono errori, la loro scienza non può averne," ha detto a Lettera 43 Pier Paolo Caselli, un ex-scientologo. Mentre lo stilista Claudio Lugli ha raccontato di essere fuoriuscito dall'organizzazione dopo aver scoperto una verità che ha fatto svanire "in un solo colpo 36 anni di dedizione a dei valori che sono stati calpestati e utilizzati per motivi di potere personale e per avidità di denaro."

Ma la voce più critica nei confronti del culto in Italia è stata per anni quella di Maria Pia Gardini, imprenditrice entrata in Scientology negli anni Ottanta per rimanere in contatto con la figlia tossicodipendente entrata in una comunità Narconon. Nel giro di dieci anni, Gardini ha raggiunto i livelli più alti dell'organizzazione diventando uno dei migliori "auditor" di Scientology del mondo. Poi, ne è uscita e ha pubblicato I miei anni in Scientology, un libro in cui ha raccontato la sua storia e che l'ha resa "il nemico numero uno di Scientology in Italia"—ma che secondo il portavoce di Scientology Ettore Botter contiene "accuse false, basaste su dicerie."

Durante l'inaugurazione della nuova sede di Milano, il leader di Scientology Miscavige ha lodato la comunità italiana del culto, dicendo che da essa sono partite "le Crociate per la libertà religiosa in Europa." Ha inoltre definito il nuovo tempo milanese una "chiesa ideale" dove "principesse e baroni" sono pronti a far "resuscitare i morti viventi galvanizzando il campo per allineare i vettori alla vittoria."

Uno dei fedeli ha chiesto ai cronisti presenti tra la folla di non riportare quelle parole, perché non avrebbero mai potuto capirle.

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