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In Turchia le violenze della polizia portano altre violenze

Nove mesi fa, durante le proteste, Berkin Elvan è stato colpito alla testa con un candelotto di gas lacrimogeno. Questa settimana, dopo 269 giorni di coma, Elvan è morto, e la notizia ha innescato scene che riportano al giorno dell’incidente.

di Barbaros Kayan
12 marzo 2014, 11:39am

Nove mesi fa, durante le proteste contro il governo, Berkin Elvan è stato colpito alla testa con un candelotto di gas lacrimogeno lanciato dalla polizia antisommossa turca. Questa settimana, dopo 269 giorni di coma, è morto, e la notizia ha innescato scene che riportano al giorno dell’incidente.


Quando è stato colpito, Elvan stava andato a comprare del pane. È diventato un simbolo della brutalità della polizia in risposta alle rivolte, nelle quali centinaia sono stati feriti e sette persone sono morte. Con Elvan, otto. Quando è stata data la notizia, martedì mattina, i manifestanti si sono uniti al lutto di famiglia fuori dall’ospedale di Istanbul in cui Elvan era ricoverato. Poco dopo è arrivata anche la polizia antisommossa e alcuni manifestanti, che hanno interpretato il gesto come una provocazione, hanno attaccato il loro furgone.


Le proteste sono proseguite anche dopo il tramonto; molti dei presenti tenevano in mano pezzi di pane come simbolo dell’innocenza di Elvan. Qualcuno ha iniziato a lanciare pietre alla polizia, che anche in questo caso ha risposto coi lacrimogeni. A quanto pare non hanno ancora imparato la lezione, dato che anche questa volta uno dei candelotti avrebbe colpito una persona al volto.


Duemila persone sono scese in strada anche nella capitale, Ankara, e ci sono state manifestazioni a Adalia e Smirne.

Sulle proteste:


Istanbul rising