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Una volta per tutte: cosa pensa davvero il Movimento 5 Stelle sui vaccini?

Dagli spettacoli di Beppe Grillo alla battaglia contro l'obbligo vaccinale, abbiamo cercato di capire qual è la posizione del partito sul tema.

di Leonardo Bianchi
26 aprile 2017, 9:02am

Dalla pagina Facebook del Movimento 5 Stelle Europa.

Quella appena passata è stata una settimana decisamente incandescente sul fronte dei vaccini. Si è partiti dal contestatissimo servizio di Report sulle "reazioni avverse" al vaccino anti- papilloma virus; poi si è passati alla radiazione di un medico, Roberto Gava, per le sue posizioni sul tema; e infine, si è arrivati alla feroce contrapposizione tra le varie forze politiche—culminata nella proposta di Matteo Renzi di "radiare dalla politica chi dice no ai vaccini."

Naturalmente, non è difficile immaginarsi chi avesse in testa l'ex premier quando ha rilasciato quella dichiarazione. Tant'è che, su Facebook, ha rincarato la dose parlando di come una "classe dirigente che vorrebbe governare il Paese giochi sulle paure delle persone rischiando di fare del male ai nostri bambini e alle nostre bambine. Lo dico forte e chiaro: credo nella scienza, non negli apprendisti stregoni."

Di fronte a queste accuse il blog di Beppe Grillo ha replicato con un pezzo—originariamente apparso sul Fatto Quotidiano—dell'immunologo e microbiologo Guido Silvestri. Quest'ultimo ha spiegato di essere stato interpellato dalla senatrice Elena Fattori e dall'eurodeputato per discutere "sulle politiche vaccinali in Italia", e di essersi approcciato "con una certa cautela, derivata dalle 'leggende' secondo le quali il Movimento 5 Stelle sarebbe contro i vaccini, se non addirittura contro la scienza in generale."

Dopo essersi confrontato con i due esponenti del M5S, tuttavia, quella riserva si è sciolta come un ghiacciolo nel microonde, e Silvestri ha comunicato di star lavorando "su un documento per chiarire, spero una volta per tutte, la posizione del M5S sul tema dei vaccini." In più, ha chiosato, sostenere che oggi "il MoVimento 5 Stelle è 'contro i vaccini' è una sciocchezza."

In un post di due giorni fa, il M5S ha detto chiaro e tondo di non ammettere "alcun tipo di manipolazione mediatica," visto che ha "più volte espresso una chiara posizione in merito: accompagnamento alla vaccinazione, informazione capillare, vigilare su efficacia e sicurezza dei vaccini."

Ma è davvero così chiara la loro posizione? E inoltre: sul tema, come la pensano davvero il primo partito italiano (stando ai sondaggi) e il suo "capo politico"?

Se domande del genere sono relativamente semplici da fare, rispondere lo è molto meno. Non essendoci mai stata una posizione realmente univoca e ufficiale, negli anni si sono affastellate una sfilza di dichiarazioni a dir poco equivoche, contraddittorie e in palese contrasto con le ultime rassicurazioni del partito.

Ma partiamo dall'inizio, cioè dal 1998. È in quell'anno che l'ex medico Andrew Wakefield pubblica sulla prestigiosa rivista scientifica Lancet un articolo—basato su una ricerca fraudolenta e in palese conflitto d'interessi—in cui si dimostrerebbe la correlazione causale tra il vaccino trivalente MPR e l'autismo. Come noto, l'effetto di quello "studio" (che sarà ritrattato ben dodici anni dopo) è devastante, perché a venire screditato non è solo il trivalente ma tutti i vaccini.

Sempre nel 1998, Beppe Grillo va in scena con lo spettacolo Apocalisse Morbida—che può essere considerato il suo passaggio definitivo dalla satira economico-ambientale a "una più ampia controinformazione sui generis", che si occupava di politiche energetiche, alimentazione, salute, medicina "alternativa" e quant'altro.

Non è per nulla un caso, come si può vedere nello spezzone qui sotto, che in Apocalisse Morbida il comico assorba lo zeitgeist dell'epoca e adatti al suo stile (con tanto di grafici decontestualizzati) le teorie antivacciniste più in voga.

Argomentazioni simili a quelle dello spettacolo (che non sono mai state ritrattate) vengono rilanciate a più riprese sul blog di Beppe Grillo. Nel 2007 esce un post intitolato "L'epidemia dell'autismo," in cui si legge che la crescita del numero di casi—secondo imprecisati scienziati—è dovuta "all'inquinamento ambientale, alimentare e da vaccini e farmaci."

Tre anni più tardi, un breve post di "Nik il nero"—il membro dello staff comunicazione al Senato con la fissa delle "interviste" ai giornalisti—afferma che "di vaccino si può morire," e che "le persone debbano essere messe al corrente dei pericoli che comportano certe pratiche vaccinali." Nel 2010, inoltre, è ospitata la testimonianza di un padre, che accusa medici e vaccini di aver causato l'autismo al proprio figlio.

Spostandosi sulla galassia para-grillina de La Cosa e La Fucina, nel 2015 appare un video in cui Giuseppe Di Bella—comparso anche sul blog di Grillo per difendere la bontà del "metodo" inventato dal padre Luigi—racconta di come il vaccino contro il papilloma virus sia "una truffa."

Nello stesso anno—che coincide con il rinnovato dibattito sui vaccini a seguito del calo generalizzato della copertura—anche il Movimento 5 Stelle e alcuni suoi portavoce intervengono sul tema. Nell'ambito della festa nazionale del partito a Imola, la senatrice Paola Taverna afferma che "i vaccini sono in alcuni casi utili e in altri casi abbiamo scoperto che sono a vantaggio delle case farmaceutiche e poco dei cittadini."

L'enfasi su Big Pharma la si ritrova anche in un documento firmato dal gruppo europarlamentare e pubblicato sul sito del M5S. Sebbene l'intento sia quello di fare "chiarezza" e dire "tutta la verità" sui vaccini, il testo si conclude con fumose raccomandazioni ("vaccinare di meno e vaccinare meglio!") e la seguente frase: "Una vaccinazione di massa obbligatoria è un regalo alle multinazionali farmaceutiche ed è quanto di più lontano ci possa essere da un approccio appropriato."

Più recentemente, soprattutto a livello locale, il M5S ha iniziato a fare una battaglia politica proprio contro l'obbligatorietà vaccinale per i bambini che devono frequentare l'asilo. Alla fine di gennaio il sindaco 5 Stelle di Livorno Filippo Nogarin, nel commentare la proposta di legge in materia della Regione Toscana, ha scritto su Facebook che "rendere obbligatori i vaccini per i bimbi che vogliono frequentare l'asilo è una forzatura insopportabile."

L'argomentazione del primo cittadino si mantiene sempre sul piano dell'efficacia (o meno) delle politiche sanitarie e comunicative. Secondo Nogarin, infatti, con l'obbligo vaccinale "si finisce per dare ossigeno a complottisti e sostenitori di teorie pseudoscientifiche pericolose." In teoria non si tratterebbe di un'affermazione scorretta, se non fosse per un piccolo particolare: in varie occasioni, alcuni esponenti del M5S si ritrovano fianco a fianco proprio con questi soggetti.

Il 21 marzo, ad esempio, davanti a Montecitorio si svolge la "PrimaVera giornata per la libertà di scelta vaccinale." A scendere in piazza sono i membri di diverse associazioni antivacciniste, nonché medici sotto procedimento disciplinare come Dario Miedico. I discorsi riportati dalla cronaca de Il Foglio non lasciano spazio a fraintendimenti: "questo governo fantoccio specula con le case farmaceutiche contri i nostri figli"; "i vaccini non hanno sconfitto le malattie né salvato l'umanità"; "sono pericolosi e provocano l'autismo"; e così via.

Casualmente, l'unico politico presente è il consigliere regionale del M5S Davide Barillari. "Noi faremo sicuramente la riforma dei centri vaccinali," annuncia al megafono, "non [saranno] più luoghi dove si fanno le vaccinazioni senza essere debitamente informati, essendo obbligati a farle anche contro la volontà dei genitori. Ma saranno luoghi dove tutti avranno le informazioni su cosa contengono i vaccini, su quanto costano e su tutti i danni che potrebbero provocare."

All'incirca negli stessi giorni, a Bologna il comitato "VaccipiaNO"—che riunisce i genitori contrari alla legge regionale sull'obbligo approvata nel novembre 2016—indice una riunione al circolo Costa, in via Azzo Gardino. A questa partecipano le consigliere comunali Elena Foresti e Dora Palumbo; la prima, in particolare, riferisce di aver ascoltato "varie perplessità, per lo più ragionevoli," aggiungendo che "vivere il vaccino come un obbligo senza potersi confrontare con chi ha idee diverse credo amplifichi solo ansie e preoccupazioni."

All'incontro ci sono anche membri di LOV (Liberi dall'Obbligo Vaccinale). Qualche giorno dopo, il 1 aprile, una delegazione di questa associazione sfila a Modena per la "libertà di scelta di scelta sui vaccini," nell'ambito della manifestazione organizzata da Riprendiamoci il pianeta—un movimento complottista che da anni protesta contro le scie chimiche.

Un cartellone alla manifestazione antivaccinista di Modena.

Lo stesso giorno, al Palacongressi di Rimini si tiene un convegno organizzato da Comilva (Coordinamento del movimento italiano per la libertà delle vaccinazioni). Da anni questa associazione è parecchio attiva in un territorio che ha una copertura vaccinale—l'87 percento—molto sotto la soglia, e ha prodotto sentenze (fortunatamente ribaltate in appello) sull'esistenza del nesso causale tra vaccini e autismo.

Massimo Farneti, responsabile pediatra dell'Ausl Romagna, tempo fa li aveva descritti così al Corriere della Sera: "Qui sono ben radicati, hanno la loro unica sede, cavalcano i social network e la presenza di alcuni pediatri che a differenza dei loro colleghi dell'Emilia-Romagna non sono favorevoli alle vaccinazioni, organizzano incontri in zona con cadenza settimanale, fanno proselitismo e purtroppo fanno anche danni."

Per capire di cosa si stia effettivamente parlando è sufficiente buttare un occhio sulla loro pagina Facebook: ci sono meme sui danni da vaccino, citazioni di frasi come "l'amore è come il morbillo, dobbiamo passarci tutti," attacchi continui a Roberto Burioni, e post che sponsorizzano le proiezioni del film Vaxxed di Andrew Wakefield.

Chiusa questa breve parentesi, al convegno di Rimini sono presenti anche dei politici. Uno è il deputato di Mdp (ed ex M5S) Adriano Zaccagnini—distintosi per aver imbastito una conferenza alla Camera dall'emblematico titolo "Vaccini. L'altra verità"; e l'altra è la consigliera regionale del M5S Raffaella Sensoli, che con il suo intervento contro la giunta regionale del PD strappa applausi a scena aperta. In un successivo post su Facebook, la stessa spiega di essere andata ad un evento "dei cosiddetti gruppi 'antivax'" con l'intento di ascoltare e dialogare con loro—cosa che le istituzioni non fanno, perché "fuggono il confronto."

Più recentemente, alcuni consiglieri del M5S hanno invitato "medici e rappresentanti di associazioni antivacciniste" al consiglio regionale della Puglia, dove si sta discutendo la legge che prevede l'obbligo vaccinale per bambini e ragazzi fino a 17 anni che frequentano la scuola. Come registra Repubblica, in commissione sono state proiettate slide—"corredate da immagini tratte da Il signore degli anelli e dialoghi da fumetto"—per illustrare i danni da vaccino, ed è stato sentito un avvocato del Condav (Coordinamento nazionale danneggiati da vaccino).

Per rispondere alle critiche, il M5S Puglia ha ribadito su Facebook che nessuno è contro i vaccini, ci mancherebbe, ma è preferibile "un approccio informato alla vaccinazione" rispetto "ad una vaccinazione di massa 'alla cieca' che, se non preceduta da una adeguata informazione, rischia di creare più danni di quanti non prometta di risolverne."

Ma è proprio da posizioni del genere che emerge l'ambiguità di fondo del M5S sui vaccini.

Ora, penso che non sia corretto bollare il partito come una congrega di antivaccinisti. Non lo è, e i tempi di Apocalisse Morbida e di certi post sul blog di Beppe Grillo sono oggettivamente lontani. Se da un lato si dicono cose legittime sulla necessità di aggiustare la strategia comunicativa e informativa delle autorità sui vaccini, dall'altro non si può nemmeno negare che alcuni suoi rappresentanti stiano cercando di tenere il piede in due scarpe, finendo per strizzare l'occhio ad alcune argomentazioni antivacciniste.

Insomma: non basta dire di essere a favore dei vaccini, bisogna dimostrarlo concretamente; e magari, senza concedere un millimetro di spazio a quei personaggi che sfruttano temi come la contrarietà all'obbligo vaccinale non per discutere seriamente di politiche sanitarie, ma per far rientrare dalla porta principale teorie screditate e antiscientifiche.

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