Perché il catalogo di Netflix è sempre più piccolo

Nell'arco di due anni e mezzo il catalogo di Netflix è diminuito del 31% con la rimozione di oltre 2.500 titoli dall'offerta.
31.3.16

Lo scorso autunno Netflix è arrivato anche in Italia e da allora la sua diffusione a macchia d'olio sembra non essersi fermata, tanto da ispirare anche i servizi nostrani. Non si può dire che il servizio non funzioni bene: la piattaforma di Netflix è pensata per essere accessibile sui dispositivi e sui volumi di banda più diversi—Il vero colpo da maestro, però, è stato legare il nome del brand ad alcune delle serie più chiacchierate degli ultimi tempi, da Narcos fino al recente Daredevil.

Pur non essendo esattamente il fan numero 1 di Netflix, ci ho speso sopra la mia rispettabile quantità di ore e, nel corso del tempo, mi sono chiesto perché molte testate in giro per il mondo si preoccupassero di ricordare ai loro lettori quali titoli stessero sparendo dalla piattaforma mese dopo mese.

La risposta è semplice: perché stava succedendo proprio quello. Dopo un periodo iniziale di spensierato e felice ingrasso del catalogo del servizio, da ormai diversi mesi il trend della rimozione dei titoli dall'offerta Netflix è ormai consolidato. Il catalogo per cui stiamo pagando, quindi, sta diventando sempre più piccolo.

Le prove arrivano dal AllFlicks.com, un database online dedicato a Netflix, che pochi giorni ha pubblicato un report in cui dimostra come, nel caso del catalogo americano—e le conclusioni, con le dovute proporzioni, possono essere riportate al catalogo italiano—l'offerta sia scesa di 2.500 titolo nell'arco di appena 2 anni e mezzo, "a gennaio 2014 Netflix offriva ai suoi clienti americani una selezione di 6.494 film e 1.609 serie TV, per un totale di 8.103 titoli. In data 23 marzo 2016, invece, offrono solamente 4.335 film e 1.197 serie TV—5.532 titoli in totale. Significa 2.571 titoli in meno, nell'arco di due anni e mezzo il catalogo di Netflix è diminuito del 31.7%," si legge su AllFlicks.

Il grafico è piuttosto chiaro. via AllFlicks

Il motivo è lo stesso del successo di Netflix: il più delle volte paghiamo l'abbonamento solamente per i contenuti esclusivi che Netflix offre, ovvero le sue produzioni originali—Contenuti che, secondo l'head of content Ted Sarandos, non faranno altro che aumentare: infatti nel 2016 Netflix vuole aumentare la produzione originale fino a un totale di 600 ore di contenuti.

La strada quindi è chiara: dopo essere partiti con un catalogo vastissimo, l'azienda ha capito quali sono i contenuti che fanno la differenza dal punto di vista della percezione al pubblico e vuole puntare proprio su quelli—Le produzioni originali di Netflix infatti hanno finora trovato riscontro quasi sempre positivo tra critica e spettatori, andando quindi a giustificare i costi ovviamente più alti che la loro creazione comporta.

Il rischio però è evidente: se da un lato quello di Netflix è stato finora un certificato di qualità, restringere troppo il catalogo potrebbe vanificare

l'effetto "coda lunga"

, lo stesso che ha permesso ad Amazon di diventare uno dei leader mondiali nella vendita di libri online. Molto probabilmente Netflix ci ingozzerà di serie TV da binge-watching di modo da farci dimenticare dell'esistenza del resto del catalogo.