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Abbiamo tradotto in italiano le parti migliori di "More Life" di Drake

Vi aiutiamo ad apprezzare il nuovo album di Drake anche se non avete guardato tutte le videocassette del Magic English.

di Elia Alovisi
23 marzo 2017, 9:02am


Ogni volta che esce un album grosso, ovviamente, tutti i media musicali se ne escono con una loro mega analisi-barra-recensione del suddetto. Da un lato questo può dare al lettore medio la possibilità di leggere un sacco di cose che gli dicono che cosa sta ascoltando e come dovrebbe interpretarla. La formula dell'articolo è quasi sempre la solita: l'artista è cresciuto, ha fatto questo quello e quell'altro, e oggi è arrivato qua, e questa cosa qua è bella/brutta/mediocre per questo quello e quell'altro motivo. E io sono il primo ad averne fatti, di pezzi così: su Blond, VIEWS, RTJ3 e i nuovi dischi di Future, per esempio. Con More Life, la nuova "playlist" di Drake, però voglio provare a fare qualcosa di diverso: raccontarlo traducendo e contestualizzando le sue barre migliori. Perché More Life è, credo, la sua opera più ricca di spunti dai tempi di Take Care. Che sia un album in cui Drizzy fa il turista culturale, cosa che credo essere vera, lo potete leggere qua su Pitchfork; che sia una dimostrazione riuscitamente paracula del suo ruolo di talent scout del rap mondiale lo potete approfondire qua su Stereogum. Qua si parla delle parole più fighe di More Life, tutto qua. 

"FREE SMOKE": L'AMORE-ODIO TRA DRAKE E JAY Z E UNA VITA DI CONQUISTE

Non ho ascoltato Hov su quel vecchio pezzo,
Quando mi aveva detto di non farci caso.
Mi soddisfa molto di più aggredirvi, prendervi la testa,
E vedervi tutti morire.
E ho visto un sacco di voi morire.


A me i dissing non esaltano particolarmente, ma devo dire che quando sono ben fatti hanno un loro fascino animalesco. Di solito, la cosa va così: rapper medio-piccolo si incazza con rapper grosso e famoso e lo dissa -> rapper grosso risponde e lo demolisce. Ci sono poi rarissimi casi in cui rapper grossi e rapper grossissimi si danno una metaforica spallata, non si chiedono scusa e quindi cominciano a prendersi a parole di pezzo in pezzo—ma lo fanno sottilmente, con classe. Insomma: dicono "Te chiudo in una bara co' 'na mezza barra" invece di "Ma a me me ne frega meno di zero quindi suca."

È questo il caso del mezzo diss in atto tra Drake e Jay Z, veri amici nemici come Red e Toby. Il "vecchio pezzo" a cui si riferisce Drake è "Light Up", uscito nel 2010, in cui Hov dava al giovane Aubrey consigli su come sopravvivere nello sporco gioco del rap: "Drake, proveranno ad attaccarti / Con stupide lotte tra rapper, proveranno a distrarti." Ma Jay aveva parlato della cosa anche nel 2001, su "Heart of the City (Ain't No Love)", in cui diceva ai giovani rapper a cui stava sul cazzo di ignorarlo invece di perdere tempo a dissarlo. 

Ecco: nel primo pezzo di More Life, quello in cui Drake suona più sicuro di sé e incazzato dai tempi di If You're Reading This It's Too Late, ci sono in ugual misura ricordi e soddisfazione. Drake torna con la mente ai suoi primi tour, quando veniva pagato con qualche banconota, non aveva un tour bus e le tipe lo ignoravano; passa poi alle sue conquiste, tra cui il numero di Jennifer Lopez e la sua amicizia con Kevin Durant e Steph Curry. Cita poi alcune delle persone che gli sono state più vicine negli anni: Boi-1da, il suo manager CJ Gibson. Ma la sua conquista più grande è poter dire di avere avuto successo—vedi alla voce "Meek Mill"—senza seguire i consigli di Jay Z, il rapper per cui aveva scritto una barra come "Non ho mai pianto per la morte di Pac / Ma probabilmente piangerò quando morirà Hov". È una dimostrazione di forza non indifferente, molto più interessante e coinvolgente di qualsiasi pippone autoreferenziale contenuto in VIEWS.

"PASSIONFRUIT" E "GET IT TOGETHER": DI CHE COSA PARLA DRAKE QUANDO PARLA D'AMORE

Lontani chilometri, appassionati.
Tu parli e io resto passivo.
Sto fingendo di non essere di nuovo quello di prima
Ma non posso darti la colpa, no, no.


Dopo due pezzi carichi a mina, "Passionfruit" mette in chiaro con una bella botta di saltelli, disco, afropop e melodie un semplice fatto: Drake è tornato a essere quel tizio suadente ma leggermente goffo un po' stupito della sua fama che sembrava in Take Care e Nothing Was the Same, ma con il valore aggiunto di una consapevolezza della propria fama, per la prima volta, non soffocante e soverchiante. In altre parole: dopo aver fatto il grosso, Drake si è ricordato che se una relazione finisce non è solo colpa della tipa che lo tratta male ma può anche essere che è lui che ha qualcosa che non va. 

Insomma, siamo passati da "Sono stato via solo gli ultimi mesi / Ma non hai avuto tempo per aspettarmi," vedi "Feel No Ways", a un'ammissione di debolezza. "È difficile costruire fiducia a distanza / Penso che per ora dovremmo evitare di sentirci impegnati / Perché stiamo cadendo a pezzi," dice ora Drake—di nuovo umano, di nuovo potenziale specchio dei sentimenti di noi poveri mortali. E non è un caso unico, all'interno dell'album: anche "Get It Together" evoca un sentimento simile: 

Sai, non dobbiamo per forza fare i drammatici,
Possiamo anche solo essere romantici,
Fare tutte le piccole cose che mi eccitano
Perché sono la tua donna.
Dammi un bacio della buonanotte al telefono
Quando lavori fino a tardi, quando sei via.
Dimmi quanto ne hai bisogno.
Ce lo meritiamo, possiamo stare assieme.


Questa è la strofa di Jorja Smith, e quindi le richieste di lei; Drake non si mette le mani sulle orecchie e inizia a fare LALALALALA SONO FAMOSO LOL LALALALALALA ma dice, semplicemente: "Devo mettermi a posto, hai bisogno che mi rimetta a posto, e potremo stare insieme." Il tutto, sul beat di "Superman" di Black Coffee, stella della house sudafricana—musica su cui è bello immaginarsi ballare, abbracciarsi, strusciarsi, far pace, star bene. 

"MADIBA RIDDIM" E "FAKE LOVE": PUOI DIRE CHE HAI NEMICI ANCHE SENZA SEMBRARE ODIOSO

Non so chi sono i miei veri amici,
Ho bisogno di tenere una distanza tra me e loro.
Dovrete insegnarmi di nuovo come fare a volervi bene,
Dio solo sa quanto ci sto provando.

Qua ci vuole poco, ed è più una questione musicale e interpretativa che testuale. Su More Life, Drake continua a fare pezzi il cui argomento è "Io sono ricco e famoso e voi provate ad attaccarvi ai miei soldi e alla mia fama ma io me ne rendo conto perché sono più furbo di voi," aka l'argomento di tutti i pezzi di VIEWS che non parlavano di tipe che lo trattavano male facendolo incazzare. Ma i suddetti pezzi, su tutti "Madiba Riddim" e "Fake Love", non sono contenitori di punchline generiche su basi canadesi manieristiche ma pezzi divertenti, gridati, scalmanati. Il contesto musicale di quello che dici è importante: uno stronzo per strada è solo uno stronzo, ma uno stronzo in una galleria può essere anche un'opera d'arte.

"BLEM": DRAKE È IL MIGLIOR LADRO LINGUISTICO-CULTURALE DEL MONDO

Sono fatto sul serio,
Potrei seriamente dire quello che provo.

Qua tradurre è un po' controproducente, ma dato che la cornice del pezzo è questa ci accontenteremo della citazione qua sopra. Per dire "fatto" Drake non usa "high", come fa la stragrande maggioranza dei suoi colleghi, ma "blem", che è slang giamaicano. "Blem", di per sé, non ha un testo particolarmente significativo: Drizzy dice a una tizia che vuole farsela ma senza impegnarsi, che ha fumato un botto e quindi è mega sincero, e che il suo ex è uno stronzo. Ma per insultare il suddetto ex usa la parola "wasteman": ancora, slang giamaicano—usato ampiamente anche nel Regno Unito, il cui vocabolario è il secondo grande tesoro in cui Drake e i suoi produttori hanno infilato le loro sapienti mani. 

È da qualche tempo che Drizzy si prende quello che non è suo, rendendolo però appannaggio di un pubblico enorme. Quando la preda è abbastanza piccola, lo squalo-Drake se la magna con un remix: vedi iLoveMakonnen e D.R.A.M., per dire i due più eclatanti. Se invece si tratta di movimenti a tutti gli effetti, la sua strategia è stringere alleanze: per la trap con i Migos e Future, per il grime con Skepta, Giggs e Dave, per la dancehall con Popcaan. Mai come su More Life il frutto di queste amicizie è maturo; Drake dà spazio alle voci dei suoi colleghi, e in cambio si prende il loro slang e la possibilità di usare il loro vocabolario, i loro suoni. 

Popcaan fa il modello per le felpe di Drake. La manica della felpa nasconde il suo tatuaggio del gufo di OVO, sfortunatamente.

"NOTHINGS INTO SOMETHINGS" E "TEENAGE FEVER": SERENA WILLIAMS, JENNIFER LOPEZ E LA COSTRUZIONE DI UN IMMAGINARIO RELAZIONALE

'Sta merda sembra una cotta da ragazzini.
Io non ho paura, e neanche lei.
Perché farsi domande? Sarei dovuto restare,
Sai a che cosa sto pensando stasera.


Appena dopo che Drake pronuncia queste parole, parte un sample di "If You Had My Love" di Jennifer Lopez. Qualche mese fa, Drizzy e J-Lo hanno cominciato a postare foto assieme: ovviamente a tutti i media gossippari del mondo è partita la brocca, e via di articoloni gridati sulla nuova coppietta. "Se avessi tutto il mio amore / E se ti dessi tutta la mia fiducia / Mi faresti stare bene?", chiede la voce di J-Lo, disumanizzata in un campionamento reso ritornello; Drake risponde sì, eccome, ci mancherebbe, e tutti ci esaltiamo all'idea.

Questo è solo un nuovo mattone che si aggiunge alla costruzione dell'immenso immaginario relazionale di Drake—di cui fanno parte Nicki Minaj, Rihanna e Serena Williams (e Courtney, la cameriera di Hooter's sulla Peachtree, e altre 312793127 ragazze più o meno). Il rapper canadese è un drago a scrivere delle proprie relazioni lasciando qualcosa di non detto, suggerendo accuse, risentimenti e dichiarazioni senza mai gridarle apertamente. E non escludo che possa essere tutta fuffa, ma c'è chi—vedi i nostri colleghi di Noisey America—è andato ad analizzare tutte le collaborazioni tra Drake e Riri per ricostruire la loro storia. 

Far parlare di sé è una qualità enorme, e riuscirci tirando in mezzo altre superstar senza creare casini eccessivi è un'impresa. Drake lo fa sembrare più che agevole; naturale, quasi. Ma il posizionamento di un brano diretto alla sua ex fiamma Serena Williams, "Nothings Into Somethings", appena prima di "Teenage Fever" è un colpo di genio. Il pezzo comincia così:

Un bicchierone di purple, ho sonno.
Sono ancora lì, dove mi avevi trovato.
Ho davvero appena letto che ti sei fidanzata?
Me l'ha detto una tua amica, non sei nemmeno riuscita a dirmelo—
Anzi, non sei nemmeno riuscita ad aspettarmi.

E Serena Williams si è in effetti appena fidanzata con Alexis Ohanian, co-fondatore di Reddit. Drake riesce così a sembrare, nel giro di due pezzi, sinceramente deluso da una relazione finita e preso da Dio per le speranze dell'inizio di un'altra. In altre parole: ha ricominciato a crearsi attorno un immaginario, a mettere in tavola i cazzi suoi in modo relativamente velato, a permeare le sue relazioni da VIP di sentimenti e situazioni umane. A diminuire la distanza emotiva tra noi e lui, permettendoci di rivederci nei suoi racconti.

"LOSE YOU": DRAKE È ANCORA UN ESSERE UMANO, CON LE SUE DEBOLEZZE

Negli ultimi anni, mentre consolidavo il mio successo
I miei colleghi mi hanno supportato sempre di meno.
Sono tempi impietosi ma cazzo, me la gestisco.
Perché i miei problemi sono diversi da quelli degli altri?
Un figlio unico che si prende cura di sua madre
Con la sua salute che peggiora e i conti da pagare che aumentano—
Cos'è, tutto d'un tratto non è più rispettabile?
Non mi merito una pacca sulla spalla per avercela fatta?
Che cosa vedete quando mi guardate?
Quand'è che tutto quello che dico dal profondo del mio cuore
Ha cominciato a perdere significato?
Forse è che condivido quello che provo con troppe persone.
Una volta era quasi come fosse il nostro segreto,
Quando scrivevo senza pensare a come tutti mi avrebbero percepito.

Una strofa come quella che avete appena letto era impensabile, anche solo qualche mese fa. Su VIEWS Drake sembrava ormai così sicuro di sé da risultare incapace di pensare alle incomprensioni come a qualcosa di naturale e normale, per un artista. "Ultimamente mi sento fuori dal mio personaggio / La paranoia può cominciare a diventare arroganza," diceva in "Views", la canzone—ed era effettivamente così. Ma dirlo all'ultimo pezzo di un album brutalmente arrogante non era abbastanza da scagionarlo da critiche. In More Life, invece, Drake torna a terra dalla torre su cui si era arrampicato. Si chiede perché i suoi sbattimenti abbiano cominciato a suonare vuoti, e anche solo essersi posto la domanda è un passo verso il riscatto: ché ammettere la propria umanità è un pregio, in una scena rap sempre più inclusiva e aperta nei confronti di sentimenti umani, chiedete a Chance the Rapper.

Drake con mamma Drake.

"DO NOT DISTURB": UN SALUTO DI CLASSE

Al centro della mia vita ci sono soldi e competizione.
Quest'estate mi prenderò una pausa, ché mi dicono che devo riprendermi.
Forse tornare alla mia vita di tutti i giorni mi farà tornare umile—
Tornerò nel 2018 per farvi un riassunto.

Ormai che gli album di Drake finiscano con lunghi freestyle meditativi è tradizione; "Do Not Disturb" è forse il più onesto che ha mai scritto. "Mentre stavo scrivendo VIEWS ero un bambino arrabbiato / Ho visto un lato di me stesso che non avevo mai saputo di avere," scrive, riguadagnandosi nel giro di una ventina di parole il rispetto di chiunque ha cominciato ad amarlo per la vulnerabilità che sprizzava da ogni poro di Take Care—me compreso. E ancora: "L'ultimo verso che scrivo è come chirurgia / Provo sempre a lasciare andare tutto ciò che potrebbe pesarmi / È per questo che sentite questa tensione, questa necessità / È la mia ultima opportunità per assicurarmi che la prendiate sul personale." 

Drake si è reso conto di aver pisciato fuori dal vaso con la sua boria e ha ricominciato ad accettare i propri difetti. Ha scritto una serie di canzoni e le ha buttate fuori come se fossero una playlist—senza aspettative, senza troppe sovrastrutture. Facendolo, è riuscito inaspettatamente a sembrare di nuovo una persona affabile e non un tizio pieno di sé accecato dalla fama e dai soldi. Ci vediamo l'anno prossimo per analizzare assieme il riassunto di quello che sarà stato nei prossimi mesi. 

Elia ha Twitter e traduce canzoni
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