relazioni

Fidanzarsi prima dei 30 è una cosa da stronzi?

Per tutti quelli che si sono sentiti dire almeno una volta “Vedrai che un giorno la trovi anche tu la persona giusta.”
08 febbraio 2017, 8:09am

Sono una persona normale. Vi somiglio in tutto e per tutto, ho i vostri stessi sogni, le vostre stesse aspirazioni, lo stesso bisogno di conforto. Siamo uguali, salvo forse per un aspetto. Ho deciso di liberarmi di buon grado delle relazioni sentimentali di comodo.
Cos'è una relazione di comodo? Non è quella con uno scopamico, né ha qualcosa a che vedere col cuffing. È una vera e propria relazione tra due esseri umani che hanno deciso di amarsi. È una relazione vera, e al tempo stesso finta.

Avrete sicuramente presente qualche esempio di coppie che non si sa bene cosa ci facciano insieme, ma che pure stanno insieme: condividono la stessa casa, si seguono nelle corsie dei supermercati, pubblicano le foto della loro uscita domenicale. A volte, in pubblico, si scambiano perfino qualche bacio affettuoso. Ma ogni volta che in una qualche conversazione dicono "il mio ragazzo" o "la mia ragazza" non c'è più nessuno che gli creda. Loro stessi sono i primi a non pensarci troppo su. È un qualcosa che fa parte della loro vita, come un mobile. Per quel tipo di persone, avere qualcuno accanto rappresenta il raggiungimento, forse anche incosciente, di una vita piena e socialmente accettabile.

Quanto a me, io mi rifiuto di stare con qualcuno soltanto perché "potremmo" capirci, "potremmo" passare dei bei momenti insieme. Sono stufo di queste parole. Sono stanco di provare a convincermi a usarle, di sentirle pronunciare da altri percependone tutta la falsità: tutte queste espressioni—"ci intendiamo davvero", "come fai a non amare uno così", "il prossimo inverno ce ne andiamo in Iran"—somigliano molto a teatrini destinati a soddisfare le pulsioni più basse e infantili di ognuno. Da una parte, continuare a fare sesso, e dall'altra, continuare a piagnucolare.

Le statistiche parlano chiaro: dopo i 25 anni tendiamo a perdere i nostri amici, anche quelli che consideriamo più stretti. È l'età dell'ingresso nel mondo del lavoro, che con le sue esigenze geografiche e una routine molto più impegnativa riduce la nostra cerchia di amicizie. È un caso se in questa stessa fascia la percentuale di single cala notevolmente? In Francia, che è il paese da cui scrivo, quelli ancora single dopo i 25 anni sono soltanto il 15 percento. Io non penso sia un caso. Molto spesso, semplicemente, rimpiazziamo i nostri amici con un fidanzato o una fidanzata, che ci permetterà di coprire tranquillamente la nostra razione di interazioni sociali necessarie alla sopravvivenza.

Ma così facendo, frequentiamo ancora gli altri per qualcosa per cui valga realmente la pena, per una sensazione quanto naive vogliate, che ci faccia prendere, che ci tiri su quel tanto che basta?

Non serve una grande capacità di autoanalisi per constatare che passare da un profilo Tinder all'altro finisce per diventare stancante, e che quella sensazione appena descritta si palesa piuttosto in fretta. E che, trascorso un certo numero di appuntamenti organizzati tramite quell'app, si fa strada una specie di blocco alla bocca dello stomaco: lo sai, che quella ragazza stasera uscirà con un'altra persona, un'altra persona incontrata su quello stesso sito, e pronuncerà le stesse frasi ad effetto animate dallo stesso bisogno poetico di "innamorarsi". E la cosa peggiore è che funzionerà, con te o con qualcun altro. Ecco, è così che nascono molte coppie.

Eppure, questa poesia di cui siamo alla ricerca nelle nostre vite spesso viene distrutta dalle stesse strategie che impieghiamo per trovare l'altro. O, in un secondo momento, per costruire qualcosa con questa persona—non diciamoci bugie—per noia.

Io non ho voglia di passare da un giorno all'altro dalla vita studentesca alla vita adulta a tre: io, la mia ragazza e il mio gatto. Se dovrò stare un po' solo prima di trovare la persona con cui sentirò veramente di volere qualcosa, aspetterò. Ma mi rifiuto di accettare che la persona che dovrà condividere la vita con me lo faccia unicamente per colmare un vuoto, profondo o meno che sia.

Finita l'adolescenza le nostre vite sono già costellate di un numero abbastanza nutrito di rimpianti, frustrazioni e debolezze. Il passaggio dall'età infantile (in senso ampio) a quella adulta avviene necessariamente attraverso una certa quantità di rassegnazione. È normalissimo. Ma a tutte queste cose di cui abbiamo accettato di sopportare la mediocrità (come il buon cibo che non abbiamo mai tempo di preparare, lo sport che non abbiamo mai tempo di praticare, i libi che non abbiamo mai il tempo di leggere) vogliamo forse aggiungere anche l'amore?

Volete forse approfittare di quest'occasione, di una possibilità di bellezza e passione abbandonandola alla mediocrità come per tutto il resto?

Il fatto è che prima o poi le relazioni di questo tipo finiscono comunque per indebolirsi—fino a spegnersi. Ciò che non va da nessuna parte, che sta fermo, stagna, poi marcisce e alla fine cessa di esistere. Quella ragazza con cui avete potuto scambiare solo qualche parola, per quanto interessante (e forse anche un po' poetica?) vi sembrasse, perché la vostra fidanzata era stanca e voleva tornare a casa; quella passione accantonata per mancanza di tempo, schiacciata tra le serie tv da guardare insieme e i weekend dai suoi; quei paesi che non avete potuto visitare perché non piacevano all'altra persona.

Pe una ragione o per l'altra, o per tutte queste ragioni insieme, finirete per rimpiangere il tempo perduto con una persona che vi ha dato così poco. La persona con cui vi sarete creati una routine che vi ha fatto perdere ogni energia, desiderio o ambizione.

Certo, potreste avere un po' più difficoltà, all'inizio, a ritrovarvi nelle discussioni sul lavoro. E potreste odiare le serate passate da soli. Ma sarebbe pur sempre la vostra vita, e non quella che vi ritrovate a vivere per essere socialmente accettabili e frequentabili.

Quanto alle domande degli altri—"Ma una ragazza, non la vorresti?" o, con aria falsamente preoccupata, "Vedrai che un giorno la trovi anche tu la persona giusta"—non preoccupatevene: abbiamo tutto il diritto di fare qualcos'altro in attesa di trovarla.

Fare parte di quella percentuale di single dopo i 25 non è un problema. Soprattutto se qualcuna di quelle coppie finirà per scoppiare a causa vostra.

Thumbnail via Flickr.