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shaquille o'neal

Shaquille O'Neal ha presentato la sua prima esposizione d'arte

La nuova mostra di Shaq vuole farti sentire l'Amore.
25 settembre 2014, 3:57pm

Immagine da: Size Does Matter, 2010. Foto di Genevieve Hanson, via

EXPO Chicago—la "International Exposition of Contemporary and Modern Art"—si tiene nella cavernosa Festival Hall del Navy Pier. Una miriade di sale bianche e grigie in cui sono allineate le innumerevoli (e costose) opere d'arte provenienti da gallerie di tutto il mondo. Appena arrivi al piano dell'EXPO vieni sopraffatto dalla luce, dallo spazio e dalle creazioni che ti circondano: sembra di essere nel primo capitolo della Genesi.

E qui, tra tutti, c'è il nome più importante in un'esposizione dove i nomi celebri sono tanti, un uomo che si è guadagnato tutta l'attenzione e un'attrazione degna di quella dell'orbita di Giove: il “Grande Aristotele”, l'originale Superman, Shaquille O'Neal.

O'Neal era allo stand della fondazione FLAG, circondato sui tre lati dai lavori che ha aiutato a curare per l'esibizione SHAQ LOVES PEOPLE. È un gigante, come ci si aspetta, imponente anche in degli spazi così grandi, ed è sorprendentemente non-minaccioso sia per l'aspetto che per l'attitudine, ha una sorta di grazia mastodontica, e nella sua voce si avvertono degli amichevoli e bassi brontolii. La fondazione FLAG è uno spazio espositivo con base a New York, non è una galleria (infatti non vendono opere d'arte) ma si concentra sulla presentazione di opere d'arte contemporanea a un pubblico il più variegato possibile.

O'Neal ha già curato una mostra con FLAG nel 2010, intitolata Size Does Matter, eSposta alla Art Tower Foundation di Chelsea: Art Diesel è la prima esposizione della fondazione ad una fiera di arte contemporanea.

“Siamo stati invitati all'EXPO di Chicago per organizzare un'esposizione di opere (non in vendita),” ha affermato il fondatore di FLAG Glenn Fuhrman. “Shaquille è una persona meravigliosa. Ovviamente è famoso per essere uno dei più grandi giocatori di basket della storia, ma è sempre alla ricerca di nuove sfide per se stesso.”

Organizzando un'esibizione i ritratti, O'Neal e la fondazione FLAG hanno trovato l'ispirazione nella sua multiforme base di fan. “Tutte le persone che conosciamo, vecchi, giovani, americani e non, non importa da dove, tutti amano Shaq,” ha spiegato Fuhrman. “E lui ha detto: “beh, anche io amo tutti”.”

Nonostante sia il suo il nome più conosciuto dal grande pubblico, O'Neal condivide i meriti per l'esibizione con Fuhrman e gli altri membri del FLAG: “siete di Chicago, dovreste saperlo,” ha affermato, “non si può vincere un campionato da soli. Io faccio Jordan, lui”-ha detto mettendo il suo enorme braccio intorno a Fuhrman-”è Pippen.”

La foto preferita di O'Neal è un ritratto di Wayne Lawrence di un ebreo ortodosso di colore. Attira poi l'attenzione degli spettatori su Chassity di Ben Durham, una foto segnaletica con frasi che descrivono la storia della donna ritratta, “per me questa è arte.”

Le opere sembrano essere molto apprezzate dalle persone che si fermano allo stand: in accordo con lo spirito umano e cosmopolita di SHAQ LOVES PEOPLE i soggetti le forme e gli artisti selezionato sono molto diversi tra loro, non c'è quell'omogeneità che spesso di trova nell'arte delle alte sfere, e ci sono tra gli artisti sia nomi celebri che sconosciuti.

Nell'industria culturale della tradizione dei Warhol e degli Hirst, uno potrebbe considerare tutto il concetto in sé, (di Shaq che cura un'esposizione e porta un pubblico molto diversificato in una sfera storicamente omogenea come quella dell'arte), un progetto artistico in se stesso. È un uomo la cui personalità è sempre esposta, ma ha scelto di esprimere se stesso attraverso il lavoro di altri. E la presenza di un uomo così imponente e famoso come Shaq ci suscita riflessioni sulla relazione che abbiamo con le dimensioni e la fama.

In ogni modo, SHAQ LOVES PEOPLE è un progetto interessante sia per l'EXPO in sé che, come è chiaro dall'esposizione mediatica, per il grande pubblico. Mentre questo gigante del basket posa aggraziato per delle foto e fa fare tour personali della sua esibizione, il suo anello di diamanti scintilla (e per la prima volta forse non è la cosa più costosa nella stanza), alla faccia della imponente serie di foto di Annie Leibovitz dietro.

Credits: Cherl Eisenberg-Carol Fox & Associates