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Die Antwoord

[Esclusiva] Entra nel subconscio oscuro di Roger Ballen con 'Theatre of Apparitions'

Un nuovo corto animato basato sull'opera di Ballen cattura gli spettri che abitano nella mente del fotografo.

di Beckett Mufson
23 settembre 2016, 11:27am

Nightwalker, 2009 Foto: Roger Ballen © 2016 Roger Ballen. Tutte le immagini per gentile concessione di Thames and Hudson.

I contenuti dell'articolo sono adatti a un pubblico adulto.

Roger Ballen, il fotografo sudafricano e ufficioso maestro dello stile zef che ha contribuito a consolidare l'estetica dark dei Die Antwoord, ha presentato in anteprima su The Creators Project un nuovo video spettrale. Dozzine di spiriti lottano, fanno sesso e si muovono a tentoni nel corto diretto da Emma Calder e Ged Haney, che trasforma in animazione una serie di foto raccolte nel libro di prossima uscita di Ballen, Theatre of Apparitions. Il video segue un sogno selvaggio in cui le ultime immagini del leggendario fotografo prendono vita.

Molti conoscono Ballen dal video musicale per i Die Antwoord “I Fink U Freeky,” o per le sue foto fortemente psicologiche che mettono in luce la vita negli angoli sporchi del Sudafrica. Theatre of Apparitions è un ritratto con una connotazione ancor più psicologica da parte di Ballen. Spiriti primitivi su vetro illuminato con nomi come Nightwalker e Guardian Angel, di cui potete trovare le immagini esclusive qui.

Ballen ha iniziato a sviluppare la tecnica per Theatre of Apparitions nel 2004, fotografando una finestra oscurata in una prigione femminile. Nel 2007, ha cominciato a collaborare con l'assistente di allora Marguerite Rossouw, la cui esperienza con la pittura è alla base delle immagini perfettamente definite degli spiriti. Ballen definisce la pittura come il primo dei molti processi chimici e meccanici della sua tecnica fotografica.

“Il modo in cui le epossidi si sono mischiate è stato il momento decisivo nella fotografia”, spiega Ballen a The Creators Project. “Tale processo è stato decisivo per la riuscita ultima dell'immagine”. Senza i decenni di esperienza con le tecniche di illuminazione e con la macchina fotografica, la luminosità ultraterrena emanata dalla pelle butterata degli spiriti non sarebbe stata possibile.

Hold Up, 2011 Foto: Roger Ballen © 2016 Roger Ballen

Guardian Angel, 2011 Foto: Roger Ballen © 2016 Roger Ballen

Le apparizioni, come le definisce Ballen, emergono da emozioni umane che siamo spinti a sopprimere—desideri, aggressività, solitudine, dolore, e cose così. Il teatro è diviso in sette “Atti” che organizzano queste sensazioni, passando dalla Frammentazione, all'Eros, al Burlesque. Selezionata tra oltre 700 scatti raccolti nel corso di sei anni, ogni immagine mette in moto una sensazione che normalmente non sopravviverebbe a una considerazione conscia.

“Un uomo che fa sesso con un angelo, questa è un'immagine molto repressa”, dice Ballen, descrivendo un'immagine del nuovo libro. “L'angelo è simbolo di innocenza, nel pensiero Junghiano. Fare sesso con un angelo è un desiderio profondo tra le persone. È qualcosa che non oseresti condividere con nessuno al di fuori di te stesso, e così lo reprimi. Ma eccolo comparire nel mio lavoro”. La parte più oscura dell'immaginario di Ballen emerge dal desiderio di portare gli aspetti nascosti della psiche da un luogo recondito a uno tangibile e fisico. È lo stesso cocktail di desiderio e repulsione che il maestro del visual mette in scena nelle sue collaborazioni con i Die Artwood.

Gulp, 2011 Foto: Roger Ballen © 2016 Roger Ballen

Sono stati Yolandi Visser e Ninja i primi a spingere Ballen verso l'immagine in movimento. “Dal mio video con i Die Artwood, cerco di fare un film per ciascuno dei miei libri. Il libro e le immagini del video ti portano ancor più lontano. Uno e uno equivale a tre e ti trovi in una nuova realtà”. Il suo video per Theatre of the Mind, uscito quest'anno, è venuto fuori come una sorta di film dell'orrore, mentre il lavoro di Calder e Haney per Theatre of Apparitions, pare più come i lavori per i Monty Python di Terry Gilliam, ma più spaventoso.

Ballen ha lavorato a Theatre of Apparitions per anni e il suo prossimo passo è ancora più introspettivo: un tomo intitolato Ballenesque che attraversa tutta la sua carriera trattando la sua maestria nell'incorporare video, musica e—come nel caso di Theatre of Apparitions—pittura, in un'estetica unificata. Nonostante le sperimentazioni fatte con altri medium, Ballen resta però fedele alla sua arte originale. “Sono felice di essere un artista multidimensionale, ma la fotografia è alla base del mio lavoro. Sono un esperto di fotografia, o almeno di fotografia in bianco e nero, ed è stata la mia grande passione per tutti questi anni. Non avrei motivo di abbandonarla.”

Triangulation, 2012 Foto: Roger Ballen © 2016 Roger Ballen

Assembly, 2011 Foto: Roger Ballen © 2016 Roger Ballen

Stare, 2008 Foto: Roger Ballen © 2016 Roger Ballen.

Guardians, 2011 Foto: Roger Ballen © 2016 Roger Ballen

Face Off, 2010 Foto: Roger Ballen © 2016 Roger Ballen

Shadows and Strangers, 2010 Foto: Roger Ballen © 2016 Roger Ballen

Theatre of Apparitions esce per Thames and Hudson il 22 settembre.

Date un'occhiata al corpo completo dei lavori di Roger Ballen sul suo sito.