Pubblicità
LGBT

Tutte le cose che dovremmo smettere di dire e pensare sui bisessuali

Per la Giornata internazionale contro omo, trans e bifobia, abbiamo pensato di raccogliere e commentare alcuni luoghi comuni intorno alla bisessualità.

di Cristiana Bedei
17 maggio 2017, 10:59am

"You can't be kind of a lesbian," dice in Grey's Anatomy Erica Hahn stroncando sul nascere la mezza relazione con la collega bisessuale Callie Torres.

Era il 2009, Lady Gaga spopolava con quello che molti ignorano essere un inno alla bisessualità ("Poker Face") e la televisione mandava in onda questa scena. All'epoca seguivo la serie perché la mia vita da universitaria mi consentiva di appassionarmi all'infinito drammone ospedaliero per eccellenza, ma ancora oggi—mentre io non ho più nulla a che fare con l'università o Grey's Anatomy—quella battuta riassume perfettamente la logica dietro all'atteggiamento di molti di fronte alle persone bisessuali. Che, né etero né gay, vengono spesso delegittimate alla stregua di un'anomalia, di una sottospecie, anche all'interno della comunità LGBT.

"La particolarità della 'bifobia' sta nel modo in cui si esprime, ovvero la famosa cancellazione dei bisessuali dai media o anche dalla stessa comunità LGBT," mi spiega Laura Santonicola, vice-presidente di Rain Arcigay Caserta che ho contattato per la stesura di questo pezzo. Con bifobia, ovviamente, non si intende solo ogni forma di ostilità e disprezzo nei confronti di chi è bisessuale, ma anche tutte quelle argomentazioni semplicistiche volte a minare, ridicolizzare o addirittura negare completamente questo orientamento sessuale.

In occasione della Giornata internazionale contro omo, trans e bifobia, abbiamo pensato di raccogliere e commentare alcuni luoghi comuni intorno alla bisessualità.

"È SOLTANTO UNA FASE"

"Il primo stereotipo è sicuramente quello riguardo al fatto che la bisessualità sia una fase e che in quanto tale abbia una minore importanza," racconta Greta, una 26enne bisessuale di Bologna.

È chiaro che l'esistenza di persone bisessuali è già di per sé prova che questo orientamento sessuale non può essere ridotto esclusivamente a un periodo di passaggio verso l'omosessualità, ma che per molti rappresenta uno stato definitivo o comunque a lungo termine.

E anche nei casi in cui la bisessualità preceda una realtà diversa, non significa comunque che tale esperienza vada invalidata o sminuita. Come fa notare anche Greta: "Viene presentata a tutti e a tutte come un momento di passaggio verso qualcos'altro, che sarà più importante e veramente caratterizzante di chi tu sei. Ma anche la fase è importantissima."

Per molte persone etero e omosessuali, la difficoltà sembra soprattutto quella di concepire la bisessualità come un orientamento distinto, secondo il quale è possibile provare attrazione e innamorarsi di persone di entrambi i generi. "Mi è capitato di incontrare persone che dicessero: 'La bisessualità non esiste'. In quel momento stavano negando la mia esistenza, praticamente," ricorda Greta.

"Il problema della bisessualità è che è ancora un'incognita perché la mente è abituata a ragionare per categorie che si oppongono, quindi tutto ciò che sta nel mezzo tra due opposti è ritenuto ancora più innaturale e spaventoso," osserva.

Anche Santonicola, di Rain Arcigay Caserta, conferma questa tendenza: "Avevo un'amica [bisessuale] che era stata solo con donne nella sua vita e poi si è messa con un uomo. Nella sua città tutti hanno cominciato a chiamarla 'la finta lesbica' e anche le stesse lesbiche, le sue ex, dicevano: 'Ah, ma allora fingevi!'."

All'interno della comunità LGBT, poi, lo stigma è ancora più forte nei confronti dell'uomo, aggiunge, visto come un gay represso, che non riesce a dichiararsi: "Quando qualcuno si dichiara effettivamente bisessuale non viene preso sul serio perché si dice: 'No, ma sei solo gay e non lo vuoi accettare' oppure 'Sei solo confuso'."

"I BISESSUALI SONO PERFETTI INFEDELI"

I bisessuali sono spesso rappresentati come propensi al tradimento, incapaci di mantenere relazioni e alla ricerca continua e spasmodica di nuovi partner, soprattutto sessuali. "Tutta la questione dell'infedeltà, della non-monogamia, non ha un reale fondamento. Se consideriamo il modello della monogamia, anche omosessuali e eterosessuali possono assolutamente essere infedeli. Non c'entra niente," ribatte in maniera piuttosto ovvia Greta.

Al momento sta vivendo relazioni con più persone, in maniera del tutto trasparente—il poliamore—e fa notare che questa sua scelta personale non ha niente a che vedere con l'orientamento sessuale: "Conosco tante persone poliamorose che sono omosessuali o eterosessuali, quindi non vedo il collegamento netto."

E nessun collegamento netto vede nemmeno Santonicola, che spiega: "Bisessualità e poliamore sono due cose differenti, mentre spesso le persone sono convintissime che tutti i bisessuali o transessuali aspirino ad avere più di una relazione alla volta."

"Si dà per scontato che un partner bisessuale sia tendenzialmente più promiscuo, e quindi più tendente al tradimento. O che le persone bisessuali abbiano una vita sessuale molto più intensa delle altre, cose che chiaramente non è vera e non si può neanche stabilire," aggiunge.

"È UNA SCELTA DI COMODO"

La bisessualità non è una scelta di comodo, eppure a volte viene percepita come tale. Soprattutto da parte della popolazione gay o lesbica, perché consente in un certo senso di dissimulare l'orientamento di norma sociale, quello eterosessuale, e quindi evitare forse discriminazioni e episodi di violenza omofoba.

"È una questione di finti privilegi, per molti versi mi sembra che le persone bisessuali abbiano meno vantaggi sociali rispetto agli omosessuali," sostiene però Greta. "Seppur ancora senza dubbio discriminati, gli omosessuali almeno vengono visti."

Effettivamente, l'indifferenza può essere a volte la manifestazione di un disprezzo ancora più profondo e un atto di annientamento, anche solo concettuale, di un'intera categoria. "Anche se nella sigla LGBT è presente quella 'bi' a me è capitato un milione di volte di andare a convegni, riunioni o partecipare a conversazioni, e quando si parla di gay, lesbiche, transessuali, asessuali, eccetera i bisessuali vengono detti alla fine, se vengono detti. Anche questa è una mancanza molto grande," Greta sottolinea.

E aggiunge: "L'altra questione è quella che con relazioni con una persona dell'altro sesso, puoi mantenere un'immagine che ti lega al mondo etero e ti fa sentire un po', come dire, 'alleato con il nemico', con un piede dentro la comunità LGBT e un piede fuori."

Ma nella sue esperienza, assicura, le persone che fanno un certo tipo di percorso di consapevolezza rispetto alla propria identità sessuale non utilizzano in modo strumentale questa appartenenza a seconda dell'occasione o del tornaconto personale.

Santonicola fa inoltre notare che anche a causa di questo tipo di stigma, i bisessuali sono forse tra coloro che, anche all'interno della comunità LGBT, tendono a fare coming out di meno: "Molti di loro, finché sono in una relazione con un partner di sesso opposto, riuscendo in un certo senso a passare per etero, nascondono il proprio orientamento sessuale perché sanno che poi vanno incontro a queste discriminazioni all'interno e all'esterno della comunità LGBT."

"LE DONNE BI SONO FACILI"

"Mi è capito di sentire un aumento di interesse verso di me, da parte di ragazzi, nel momento in cui sentivano che ero bisessuale," ammette Greta. Non è un segreto che il sesso tra donne sia una delle fantasie più diffuse tra uomini eterosessuali—l'errore sta nel proiettare tali desideri e aspettative su alcune donne esclusivamente in relazione al loro specifico orientamento sessuale.

Anche nell'esperienza di Santonicola—una donna transgender che all'etichetta di 'bisessuale', basata sul concetto binario di uomo e donna, preferisce quella di 'pansessuale', basata sull'idea del genere come uno spettro più ampio—questo è una forma subdola di bifobia.

"Molti dei miei partner passati mi hanno detto che sarebbero stati gelosi se avessi fatto qualcosa con un uomo, ma non con una donna perché l'idea di me con una donna li eccitava," racconta. "Di nuovo, si tratta di non prendere sul serio l'orientamento sessuale di qualcuno, o comunque ridicolizzarlo, trasformarlo in una sorta di 'macchietta' perché non è così che funziona la bisessualità. Una donna bisessuale non esiste per eccitare di più l'uomo, ma a quanto pare spesso ci vedono così."

Thumbnail via Flickr.

Tagged:
transgender
poliamore
bisessualità
donne bi
Giornata internazionale contro omo, trans e bifobia