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Foto di nudo, feste e fallimenti: Fling, l'app che ha bruciato 21 milioni di dollari

Nel 2016, una recensione ne parlava come di un social network trasformatosi in un'app di porno amatoriale dall'oggi al domani.

di Mattia Salvia
10 maggio 2017, 7:00am

Marco Nardone (al centro) nel 2016. Foto via Facebook/Fling

Nel 2015, al suo picco, Fling—un'app che permetteva agli utenti di inviare video e foto a sconosciuti in tutto il mondo, che poi potevano rispondere via chat—aveva oltre 4 milioni di utenti, 50 miliardi di messaggi totali inviati, una quarantina di dipendenti nella sua sede londinese e 21 milioni di sterline di capitale da diversi investitori. Nell'agosto 2016, Fling dichiarava bancarotta con quasi 900mila sterline di debiti. L'app scompariva definitivamente, diventando inaccessibile anche per chi l'aveva già scaricata, senza alcuna comunicazione ufficiale agli utenti. Intanto—stando al suo profilo Instagram—il fondatore e CEO, il 28enne Marco Nardone, era in vacanza a Bora Bora e alle Maldive.

"Se guardi le foto sembra uno di quei rich kids of Instagram," ha detto a Business Insider UK un ex dipendente della compagnia. Lo stesso pezzo di Business Insider (intitolato Inside the crash of Fling, the London startup whose founder partied in Ibiza while his company burned through $21 million) prova a ricostruire la vicenda dell'app servendosi delle testimonianze di ex dipendenti. Quelli inizialmente contattati erano 15.

Fling era nata nel 2012 come Unii, un social network simile alle prime versioni di Facebook. Era stato sviluppato grazie a un finanziamento di 1,5 milioni di sterline da parte del padre di Nardone, Remo, imprenditore milionario nel settore del vino e degli alcolici. Secondo i suoi ex dipendenti sentiti da Business Insider, Marco Nardone "sentiva la pressione di essere all'altezza del padre." Nei primi sei mesi, Unii aveva attratto circa 100mila utenti. Nel gennaio 2014, però, Nardone aveva avuto un'illuminazione: Fling. L'idea di Unii era stata abbandonata, Nardone aveva affittato un nuovo ufficio e gli ingegneri si erano messi al lavoro sulla app.

Subito dopo il lancio, avvenuto nel 2014, Fling aveva cominciato a crescere al ritmo spaventoso di migliaia di persone al giorno. Dietro c'era un'immensa campagna social gestita dallo stesso Nardone, che stando alle dichiarazioni raccolte da Business Insider aveva proceduto autonomamente a pubblicare Fling nell'App Store, senza consultare lo staff, e successivamente sminuito gli investimenti pubblicitari sostenendo che la crescita fosse essenzialmente organica. I download dell'app erano stati così tanti che i server di Fling erano andati giù. A quel punto, riporta Business Insider, Nardone aveva reagito male. "Aveva cominciato a mostrare il suo vero volto, a perdere la calma e a urlare contro il team tecnico," si legge nell'articolo.

Secondo i suoi ex dipendenti, l'ego di Nardone aveva preso il sopravvento e il successo gli aveva dato alla testa. Si paragonava a Evan Spiegel, il fondatore di Snapchat, e a Elon Musk.

Uno spot di Fling in cui Nardone dice di aver creato quello che è forse "il social network più virale del mondo."

Ma cosa era, di preciso, Fling? In Italia, un breve post dell'agosto 2014 la presentava così: "Siete amanti dei selfie? Vi piace mostrare le fotografie fatte con il vostro smartphone? Allora dovete sicuramente installare l'App del momento: Fling." Un altro la definiva "l'app per mandare messaggi nelle bottiglie 2.0" e un altro ancora, del 2015, spiegava che "ogni messaggio, chiamato Fling, verrà spedito in una zona diversa del globo e anche noi, riceveremo messaggi praticamente da tutto il mondo," in modo totalmente anonimo.

Il problema principale di questo sistema erano, più o meno prevedibilmente, le immagini di nudo. Già dalle prime recensioni era chiaro che per gli utenti quello sarebbe stato uno degli scopi dell'app. Nel settembre 2014, tre mesi dopo il lancio, l'azienda era stata costretta ad assumere un team di moderazione di dieci persone e a bannare gli utenti (solo i maschi, apparentemente) che pubblicavano immagini di nudo. L'unico utente maschio di Fling a cui era concesso apparire a torso nudo sull'app era Nardone stesso, che secondo gli ex dipendenti sentiti da Business Insider girava spesso per l'ufficio senza maglietta e usava Fling per promuovere le foto della sua tartaruga.

Ma queste misure non erano bastate e nel giugno 2015 Fling era stata rimossa dall'App Store senza alcun avvertimento. "È stato il giorno peggiore della mia vita," aveva detto Nardone in un'intervista, riferendosi al momento in cui l'aveva scoperto—durante una conversazione con un possibile investitore.

Quello stesso giorno, Nardone avrebbe chiesto ai suoi dipendenti di fermarsi di più in ufficio per risolvere il problema, mentre lui era rimasto tutta la notte chiuso nella sala lounge—un luogo con divani, televisori a schermo piatto e un pavimento di finta erba—con due ragazze, usando di tanto in tanto Fling per inviare foto dei baci tra le due.

Nelle settimane seguenti, prosegue la ricostruzione di Business Insider, mentre il team era ancora al lavoro Nardone era andato a Ibiza insieme a due dipendenti. Avevano alloggiato all'Ushuaia Beach Hotel, uno degli alberghi più costosi dell'isola. Doveva essere "un fine settimana di relax per ricaricarsi," ma alla fine il weekend era passato tra feste e un concerto di Avicii.

Il 14 luglio, mentre Nardone era ancora a Ibiza, gli ingegneri di Fling avevano sviluppato una nuova versione dell'app approvata da Apple. La funzione di chat con gli sconosciuti era stata rimossa e l'app aveva finito per somigliare sempre di più a Snapchat. Mentre Nardone faceva post entusiasti su Instagram, il morale dello staff era "gravemente danneggiato." La nuova versione dell'app non era stata accolta bene dagli utenti—con recensioni di 1 stella e mezzo sull'App Store.

Al suo ritorno il comportamento di Nardone era peggiorato ulteriormente. Ad agosto 2015 erano iniziate le prime dimissioni di dipendenti, con il team di marketing licenziatosi in massa il mese seguente. Intanto Fling continuava a perdere utenti. Nonostante questo, la compagnia era riuscita a ottenere altri finanziamenti milionari—nel corso della sua esistenza avrebbe ottenuto in totale 17 milioni di sterline, di cui almeno 5 milioni dal padre di Nardone. Secondo gli ex dipendenti della compagnia, parti consistenti di questi soldi—migliaia di sterline al giorno—venivano spese in pubblicità sui social, voli in prima classe o in tour bus.

Nardone davanti al pullman di Fling, nel 2015. Foto via Facebook/Fling

Alcuni ex dipendenti hanno raccontato che Nardone "non aveva alcun concetto del valore del denaro." "Controllava tutto dal punto di vista finanziario. Era un buco nero. Nessuno sapeva quanti soldi ci fossero sui conti correnti. Lui spendeva come e quanto gli pareva. Non sapeva cosa fosse un budget," ha riferito un ex dipendente della società.

Solo che alla fine—dopo dimissioni di massa, spese folli e una costante perdita di utenti—i soldi per Fling erano finiti. L'app aveva avuto difficoltà a trovare nuovi investitori per via dei suoi costi troppo alti e della sua incapacità di generare profitti. Successivamente, il team di moderazione dei contenuti era stato licenziato e l'app era diventata di nuovo piena di nudo come all'inizio. Nel 2016, una recensione ne parlava come di "un social network trasformatosi in un'app di porno amatoriale dall'oggi al domani."

Alla fine, Fling era stata chiusa. Solo nel 2015 aveva bruciato 9 milioni di sterline. "Credo che [Nardone] avesse aperto un'azienda solo per poter essere il 'capo'," ha detto a Business Insider un ex dipendente di Fling.

Consultato da Business Insider, Nardone ha smentito le accuse dei suoi ex dipendenti ma non ha fatto ulteriori commenti. A quanto pare, adesso starebbe lavorando a un'altra app.

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