Cultura

Perché rischiamo di programmare le ingiustizie sociali nel nostro DNA

I ricchi potranno pagare per vivere più a lungo e in condizioni di salute migliori, i poveri no.

di Kate Lunau
12 settembre 2016, 6:54am

Immagine: Kitron Neuschatz

Questo articolo è comparso sul cartaceo di VICE US di settembre.

Immaginate di avere un chip nel vostro cervello che incrementa la concentrazione, o che pompa sangue artificiale nelle vostre vene per aumentare la resistenza. Con la manipolazione genetica, potrebbe diventare realtà.

Gli scienziati stanno studiando il modo per modificare il nostro DNA per spazzare via malattie e magari permetterci anche di scegliere i tratti che vogliamo per i nostri futuri figli, come altezza e intelligenza. Nessuna di queste tecnologie è ancora uscita dai laboratori, ma gli americani sono già in preda al disagio. In un sondaggio condotto dal Pew Research Center, quasi metà delle persone intervistate ha dichiarato che non vorrebbe mai modificare i geni del proprio bambino—che si tratti di un modo per sconfiggere certe malattie o una faccenda estetica.

Quasi il 70 percento dei partecipanti al sondaggio si è detto anche più preoccupato che entusiasta riguardo la possibilità di impianti di sangue sintetico e chip cerebrali. Vedono queste opzioni come "un'intromissione nei piani della natura," nonostante siano migliaia di anni che l'uomo sfrutta la tecnologia per migliorare le proprie condizioni di vista.

A mio avviso, l'argomento più interessante è la preoccupazione che il potenziamento tecnologico potrebbe portare a una disuguaglianza sociale più profonda—che i ricchi potrebbero pagare per vivere più a lungo e in condizioni di salute migliori, mentre i poveri no. Questa considerazione è importante perché le tecnologie come la manipolazione genetica stanno diventando una realtà concreta più in fretta di quanto tanti si rendano conto.

Gli scienziati cinesi hanno già dichiarato di aver utilizzato tecnologia CRISPR, uno strumento di manipolazione genetica molto potente, per correggere embrioni umani—il caso più recente risale ad aprile scorso. Hanno cercato di rendere embrioni umani non vitali (ovvero che non possono portare a una nascita effettiva) impermeabili al virus dell'HIV, per poi distruggerli, in rispetto alle norme che regolano e limitano questo tipo di ricerca.

Un altro gruppo di ricerca in Cina sta usando il CRISPR in un esperimento umano senza precedenti, per combattere un cancro ai polmoni in stadio terminale. Gli impianti cerebrali sono ancora pura teoria (benché alcuni scienziati abbiano fatto passi avanti nell'utilizzo di impianti che aiutano i pazienti paralizzati a controllare le proprie protesi con la mente). Ma la scienza si muove in fretta e per questo è necessario aprire un reale dibattito sulle implicazioni di queste tecnologie il prima possibile, o rischieremo di programmare la disuguaglianza sociale nel nostro DNA.