Faxbook, il social network per i fax

Faxbook è il social network per chi è rimasto tagliato fuori da Facebook
17.5.16

Il fax è un po' la tecnologia simbolo del lavoro d'ufficio nell'epoca degli yuppie. In realtà la sua origine risale al 1842, quando l'inventore scozzese Alexander Bain ideò il "telegrafo per immagini", ben 29 anni prima dell'invenzione del telefono.

Per molti di noi il fax è solo un ricordo sfocato. In Giappone, invece, va ancora alla grande. La scrittura a ideogrammi, infatti, porta molti professionisti a scegliere la via più comoda e veloce per comunicare: annotare a mano un messaggio per scannerizzarlo e spedirlo via fax. Dalle nostre parti, sopravvive ancora uno zoccolo duro sempre più ridotto di uffici—e lavoratori—che non si rassegnano a utilizzare internet.

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In questa epoca di iperconnettività, chi desidera creare opere d'arte inusuali deve incentrare la propria ricerca in controtendenza. Questo è il caso del dottor Garnet Hertz, Professore Associato di arte e new media presso la Emily Carr University di Vancouver, che a giugno lancerà la sua prossima creazione: Faxbook, il social network per gli amanti del fax.

"L'architettura della rete è costituita da me e un vecchio apparecchio fax che ho comprato su eBay."

Quando ho chiesto a Hertz le motivazioni della sua opera, mi ha risposto: "voglio creare una piccola rete di persone che si divertono a comunicare tra loro riscoprendo una modalità per lo più obsoleta." Ma come funziona e come è strutturato questo innovativo social network? Hertz ha illustrato la sua opera in tutta la sua essenzialità "l'architettura della rete è costituita da me e un vecchio apparecchio fax che ho comprato su eBay." Il ricercatore sta progettando una copertina—ovviamente in formato cartaceo—che agirà come protocollo e interfaccia utente del sistema. "Farà un po' il verso all'interfaccia utente di Facebook," mi ha preannunciato.

Uno dei progetti precedenti di Hertz: un vecchio cabinato per arcade riconvertito in un veicolo. Via.

La gestione del sistema richiederà un notevole impegno, Hertz ha infatti deciso che elaborerà tutte le richieste personalmente, svolgendo la funzione di "algoritmo" della rete. "Credo che la chiave sarà limitare il numero di trasmissioni fax che gli utenti riceveranno da me—tipo una pagina al giorno in cui includerò il meglio tra i contenuti che mi sono stati spediti nelle ultime 24 ore." In attesa del lancio, il ricercatore è aperto a suggerimenti "in questo momento, gli utenti possono solo iscriversi al servizio, lasciare il loro numero di fax e dei commenti su come vorrebbero che funzionasse il sistema". Tuttavia, Hertz non ha voluto concedermi ulteriori dettagli sul funzionamento "per scoprire come funziona è necessario registrarsi", mi ha detto.

"Volevo tirare fuori qualcosa di interessante da una tecnologia che normalmente finirebbe nella spazzatura."

Ho chiesto all'artista canadese perché ama così tanto il fax "non nutro quella che si potrebbe definire propriamente una passione per i fax. Volevo mettermi alla prova per tirare fuori qualcosa di interessante da un pezzo di tecnologia che normalmente finirebbe nella spazzatura." Infatti, Hertz esplora da sempre i temi del do-it-yourself combinato al recupero di tecnologie obsolete per attribuire loro nuove funzioni. Ad esempio, come ha avuto modo di raccontarmi, "nel 2010 ho preso un vecchio cabinato per arcade e l'ho trasformato in un veicolo. Penso che i prodotti datati racchiudano ancora un sacco di potenzialità creative da esplorare. La gente tende a sopravvalutare le capacità delle nuove tecnologie di rimpiazzare quelle precedenti, e lavori come questo sono un modo divertente di analizzare l'affordance dei manufatti provenienti dal passato."

Phonesafe un altro progetto di Hertz. Foto via.

L'altro senso della sua ricerca è mettere in discussione il nostro modo di vivere perennemente connessi a internet, "nel corso degli ultimi due anni ho lavorato a una serie di progetti di cui ho realizzato i prototipi—come una mini-cassaforte temporizzata all'interno della quale chiudere il proprio smartphone senza possibilità di metterci mano per un periodo di tempo prestabilito, oppure un cellulare che non ha nulla da invidiare agli ultimi modelli, la sua caratteristica però è quella di non concedere la possibilità di connettersi al WiFi o di navigare sui social."

Per Garnet Hertz staccare per un po' di tempo da Facebook può avere un'influenza enorme sulle relazioni personali e lavorative. Allo stesso tempo, trova che il social più popolare di tutti ormai non coinvolga gli utenti dal punto di vista personale, "Facebook si è lentamente trasformato in una sorta di aggregatore di notizie più che rappresentare un luogo in cui le persone postano contenuti originali—ormai si basa molto di più sul linkare articoli per ricevere like, piuttosto che scrivere di quello che accade nella vostra vita." Personamente, credo che questa affermazione valga solo per gli utenti più coscienti del mezzo che stanno utilizzando, per il resto Facebook è pieno di incoscienti che spiattellano i fatti loro in faccia alla gente, ma secondo Hertz "quel vuoto è stato colmato da altre piattaforme come Snapchat: un servizio del genere è incentrato sui contenuti generati dagli utenti ed è incentrato su reti di persone con dimensioni ridotte in cui si intrattengono relazioni più strette."

Saluti dal quartier generale di Faxbook. Via.

Per concludere, ho chiesto a Garnet perché i giovani dovrebbero amare Faxbook, "per avere un assaggio di come comunicavano i loro genitori o nonni prima di Internet. Spesso, girando per mercatini e svuotacantine si trovano prodotti incredibili per pochi soldi. Le app sono una cosa fantastica, ma le tecnologie analogiche come i fax, le macchine fotografiche a pellicola, i sintetizzatori analogici, le cassettine o dischi in vinile possiedono moltissime qualità che non possono essere replicate in una app". Come dargli torto.

Garnet Hertz non ha voluto rispondere alla mie richieste di commento sulla quantità di carta che consumerebbe il suo network e neppure alla mia proposta di spedirmi via fax le sue risposte alle mie domande.