Perché le guerre del domani saranno in diretta video

Ma saranno molto più noiose di quello che crediamo.
18.10.16
Screengrab: Kurdistan24 News

Qualche giorno fa, centinaia di migliaia di persone nel mondo hanno assistito all'inizio dell'invasione di Mosul—una città in Iraq trasformata in un baluardo dell'ISIS—in diretta su Facebook e YouTube.

Lo stream più popolare—ce ne sono stati parecchi, alcuni dei quali continuano a trasmettere anche adesso—è stato condiviso dall'outlet kurdo Rudaw e ri-postato da testate come il Washington Post e Channel 4 nel Regno Unito. Mentre alcuni spettatori hanno commentato i meriti dell'offensiva, per altri il livestream in sé è stata la parte più incredibile. Man mano che emoticon di rabbia e di stupore fluttuavano sopra le immagini in diretta della guerra, gli spettatori discutevano su come sembrasse tutto un po' troppo un sogno febbricitante e fantascientifico su una cultura ossessionata dalla guerra.

Per la maggior parte degli spettatori collegati a queste dirette, è mancata qualsiasi spiegazione, non c'era contesto né sottotitoli o traduzioni—erano solo immagini di paesaggi sconosciuti e aridi, costellati di camion e uomini, con qualche picco di violenza. E in questo vuoto, i commentatori hanno gridato, "PERCHÈ NON CI SONO SPARATORIE O ESPLOSIONI. VOGLIO VEDERE UNA GUERRA," con a seguire faccine sorridenti.

Ma quale guerra? Forse una delle tante che riempiono film, videogiochi e televisione, ambientate in posti con nomi reali e immaginati—non che abbia molta importanza se l'ultimo Call of Duty era ambientato in Afghanistan o nello spazio—?

"La guerra è per il 99 percento noia, e per l'uno percento esaltazione e/o terrore," mi ha detto per email David Axe, inviato di guerra e editor del sito di news War Is Boring. "Ti affretti e aspetti, ti muovi lentamente, avanzi, resti a terra, fai rifornimento, aggiorni il piano, ti riposi, mangi, fai carburante, avanzi di nuovo e via così. Può essere tedioso. Finché non scoppia un conflitto diretto. Allora col cazzo che ti annoi. Ma nella realtà, la guerra è l'inverso dei film d'azione."

L'effetto che fa guardare un livestream dell'offensiva di Mosul senza il benché minimo contesto o spiegazione è simile a quello che mi ha fatto guardare Apocalisse nel deserto, il film di Werner Herzog del 1992. Nel film, Herzog mostra allo spettatore immagini dei campi di petrolio del Kuwait in fiamme dopo la Guerra del Golfo, il risultato della politica di "terra bruciata" attuata dall'esercito in ritirata.

Ma Herzog non fornisce alcun contesto politico o storico; non dice che quello è il Kuwait—anzi, non dice neanche che si tratta della Terra. "Neanche in una delle immagini del film si può riconoscere il nostro pianeta, eppure siamo certi che sia stato girato qui," ha detto il regista a proposito del film. La sua intenzione era quella di presentare il conflitto in termini metafisici, e di sondare più a fondo dei notiziari nonostante la mancanza assoluta di fatti e minuzie. Dal vuoto semantico delle immagini che potrebbero provenire da una guerra qualsiasi emerge una consapevolezza più profonda della natura stessa della guerra.

Ma nel 2016, decenni dopo Apocalisse nel deserto e sui social media anziché in un cinema buio, il vuoto sputa fuori qualcosa di molto distante dalla profonda e metafisica consapevolezza della natura umana. Anzi, nei commenti, le persone chiedono soldi. Parlano di pornografia. Citano le canzoni dei Green Day. Si insultano.

Per la cronaca, non hanno reagito tutti allo stesso modo. Ma molti sì.

"C'è valore giornalistico nella diretta video," ha scritto Axe, sottolineando che è buona norma ignorare i commenti a prescindere, in rete.

Ma come le campagne elettorali del 2016 ci stanno dimostrando, una sezione commenti incasinata che prende vita è abbastanza indicativa del corpo politico attuale americano.

Alla fine, mandare in diretta una guerra—se dobbiamo giudicare dai commenti live—ricorda un sacco il livestream di un concerto o di qualsiasi altro evento. Il basso costo del condividere lo stream di qualcun altro sulla pagina del proprio outlet sommato all'alto ritorno di visualizzazioni è garanzia del fatto che vedremo altre dirette? "Assolutamente sì," ha risposto Axe.