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Politică

Cos'abbiamo fatto di male per meritarci tutte le vacanze di Salvini?

Selfie al mare, mojito e video a torso nudo in pescheria: quest'estate, il ministro dell'Interno sta sfruttando qualsiasi trovata comunicativa per sembrare "uno di noi".

di Leonardo Bianchi
13 agosto 2018, 10:23am

Screenshot via Facebook.

La politica italiana agostana segue dei rituali tutti suoi. E siccome il parlamento è chiuso, il palcoscenico pubblico si riempie di dichiarazioni estemporanee e strane immagini. Si sa, negli anni abbiamo visto davvero di tutto: Bettino Craxi a torso nudo a Tunisi; Silvio Berlusconi che gigioneggia in bandana e accende i vulcani nella sua mega-villa in Sardegna; Bossi con la canottiera fantozziana in Costa Smeralda; Beppe Grillo in barca; e così via—la lista è lunghissima.

Nulla di cui sorprendersi, ok. Siamo pur sempre immersi nella politica pop, che Giampiero Mazzoleni e Anna Sfardini descrivono come la “trasformazione del sistema politico e della comunicazione politica verso forme di spettacolarizzazione e personalizzazione, di cui i media sono i motori ma di cui i politici sono attori entusiasti.”

E nel 2018, l’attore più entusiasta del panorama italico è sicuramente Matteo Salvini. Ora, abbiamo già parlato della sua strategia comunicativa e di come utilizzi i social per entrare nelle nostre teste. Ma quest’estate—la prima del governo giallo-verde—il leader leghista sta raggiungendo vette genuinamente inesplorate.

Ve ne sarete sicuramente accorti. Che siate in ferie o meno; che vi troviate al fresco sotto un ombrellone o a boccheggiare davanti un condizionatore; e che lo vogliate o meno, anche voi siete in vacanza con lui. Ma vediamo un po’ di esempi, perché so che li avete visti anche voi quei post. Lo so.

A fine luglio abbiamo assistito al suo primo bagno sulla riviera romagnola, dove Salvini ha mandato un “bacione” ai “rosiconi.” Il giorno dopo è salito è salito su un acqua-scooter della polizia di Stato per propagandare l’operazione “spiagge sicure”—cioè la caccia ai venditori abusivi sui litorali italiani, un’attività portata avanti in parallelo anche dai “fascisti del terzo millennio” di CasaPound.

Poi, naturalmente, è arrivato il momento dei mojito in riva al mare (con tanto di didascalia annessa: “vi voglio bene amici!”). E potevano mancare i momenti Novella 2000, con tanto di foto insieme alla compagna Elisa Isoardi? Certo che no. E infatti, eccoci qui:

Nel mezzo—e vi giuro: è stato quasi rassicurante—sono comparse le classiche foto di cibo, una costante nel feed salviniano tanto quanto lo sono i piedi nei film di Tarantino. Queste qui sotto, ad esempio, sono delle squisite mozzarelle di bufale campane, “alla faccia dell’Europa che vuole portarci in tavola ogni tipo di schifezza.” Dopotutto, il “calduccio” si combatte pure così e comunque “io mangio (e bevo) italiano!”

Potrei andare avanti ancora a lungo, ma vi risparmio e arrivo dritto al vero pezzo forte di queste prime settimane d’agosto: il video in cui Salvini pubblicizza il pesce “commovente” della pescheria “Azzurra” di Foggia, a coronamento di un “sontuoso percorso enogastromico.”

In un primo momento, e penso di non essere stato il solo, credevo fosse uno scherzo o una trollata di qualche tipo. Poi ho attraversato come un fulmine le cinque fasi di elaborazione del lutto di Elisabeth Kübler-Ross e sono arrivato direttamente all’accettazione: sì, il ministro dell’Interno ha assunto le vesti di un Mastrota sovranista da rete iperlocale. E sì, non c’è nulla di casuale in tutto questo. Anzi, è una strategia ben radicata nella tradizione retorica e iconografica della Lega.

A questo punto, è utile fare un passo indietro e tornare al predecessore di Salvini—Umberto Bossi. Nel 2012 è uscito un libro intitolato La canottiera di Bossi, in cui il giornalista Marco Belpoliti analizza la figura fisica e simbolica del Senatur. A differenza dell’everyman italiano incarnato da Mike Bongiorno, argomenta Belpoliti, Bossi è semmai “l’emblema di ciò che sta più in basso della media sociale; ossia, se così si può dire, dell’underman che sta in ciascuno di noi.”

Per questo, in Bossi “non troviamo in toto noi stessi, uomini banalmente qualunque, ma il nostro lato peggiore. […] Esattamente come moltissime trasmissioni televisive, Bossi si presta a continui rituali di degradazione che hanno del catartico.” La canottiera da “serata estiva da villaggio turistico,” infatti, ha un preciso valore strategico—è una posa “sbeffeggiante e menefregista,” che serve a “rifornire di vaga esaltazione padana quel popolo della Lega che riesce a essere perennemente eversivo anche quando manovra le leve più alte del potere.”

Un ragionamento analogo si può fare anche per l’erede di Bossi. Solo che, a differenza di quest’ultimo, c’è un’evoluzione “stilistica”—chiamiamola così, va’—di non poco conto: in tutte queste foto e questi video, Salvini non ha nemmeno la canottiera; è direttamente a petto nudo.

In altre parole, come scrive Luca Mastrantonio sul Corriere della Sera, “il torso nudo è la sua divisa per l’estate.” Non un “vizio di forma,” dunque, ma una scelta consapevole. Così come l’outfit salviniano è sempre stato estremamente consapevole, e suscettibile a modifiche che seguivano le “stagioni climatiche e politiche”: dalla giacca e cravatta delle trasmissioni degli anni Novanta alle felpe, passando per la famigerata copertina desnuda (e cravatta verde) di Oggi con cui intendeva marcare una distanza politica sia da Berlusconi che da Renzi.

Il “torsonudismo” del 2018, insomma, è un vero e proprio "manifesto." Salvini, infatti, intende veicolare un messaggio di questo tipo: “Sono così, anche in spiaggia non ho niente da nascondere. Sono come voi, amici, italiani prima di tutto, elettori.” Soprattutto, dice ancora Mastrantonio, è anche la “liberazione etica ed estetica dell’italiano medio che è in crisi economica e culturale, ma ora è al potere e d’estate è maggioritario.”

Certo: in teoria non stiamo parlando di uno che si fa il weekend a, chessò, Bellaria e posta le foto sul profilo Facebook seguito da 174 amici; parliamo del ministro dell’Interno, nonché vicepremier. Ma se non altro, in mezzo a mojito e pescherie, Salvini non ha perso le care, vecchie abitudini: quelle di linkare bufale—come i richiedenti asilo a Vicenza che “vogliono Sky”—promettere cose che non si possono fare e tirare fuori dal cassetto la reintroduzione del servizio militare obbligatorio quando è drammaticamente a corto di argomenti reali.

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