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YouTube-MP3 costretto a chiudere

La RIAA ha vinto la causa contro il sito tedesco di streamripping.
Giacomo Stefanini
Milan, IT

YouTube-MP3, il sito di rippaggio da streaming più visitato del mondo, ha ammesso la propria colpevolezza per tutti i capi d'accusa sollevati dalla RIAA (Recording Industry Association of America) per conto di una cordata delle maggiori etichette del mondo. Le due parti hanno raggiunto un accordo che prevede il pagamento di una somma che non è stata dichiarata, la messa offline del sito e il passaggio di proprietà del dominio alla stessa RIAA.

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L'operatore del sito, il tedesco Philip Matesanz che inventò YouTube-MP3.org quando era ancora a scuola, ha resistito finché ha potuto, organizzando petizioni in cui paragonava il suo metodo alla registrazione su cassetta delle trasmissioni radio nei decenni passati. Ora, per ordine del giudice, non potrà più "disegnare, sviluppare, offrire od operare qualunque tecnologia o servizio che permetta o facilita la pratica comunemente nota come 'streamripping' o qualunque altro tipo di infrazione del copyright".

Ai fondatori del sito, tutto sommato, è andata abbastanza bene, visto che secondo le stime dell'industria musicale ufficiale l'impatto di YouTube-MP3 sui guadagni delle case discografiche è stato maggiore di quello di qualunque altro sito di pirateria.

Non tutti i mali vengono per nuocere: se è vero che, fin dai tempi di Napster (o di "home taping is killing music"), per ogni condanna in tribunale nascevano altri tre metodi per ottenere musica illegalmente, è anche vero che pochi avevano la pessima qualità di un rip da YouTube. Vi incoraggiamo a sostenere i vostri artisti preferiti e pagare legalmente per la musica, ma se proprio dovete rubare almeno fatelo in alta definizione.

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