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Recensione: Wolves in the Throne Room - Thrice Woven

Un album di evidente apertura, in cui il cascadian black metal si mescola con influenze ed elementi diversi, pur rimanendo collante e matrice dell’intero disco.

di Andrea Bosetti
15 settembre 2017, 9:10am

Foto via Bandcamp.

Ammetto che quando uscì il singolo apripista, durante l'estate, rimasi veramente tanto, tanto deluso. Nel ritornare al black metal i WITTR sembravano diventati una band come tante, con il compitino pronto e niente più. Dopo un album ambient abbastanza estemporaneo, voci di uno scioglimento mai avvenuto e ridendo e scherzando sei anni dal disco precedente, le premesse facevano pensare al peggio.

Fortunatamente quel video non è che una goccia della reale portata di Thrice Woven, in cui i fratelli Weaver si aprono ufficialmente a contaminazioni che vadano oltre il loro amato Pacific Northwest: titoli che rimandano alla mitologia scandinava, il lupo Fenris in copertina (per la prima volta qualcosa di diverso da una foto di cascatelle, boschetti e alberelli) e nientemeno che una cantante svedese, Anna Von Hausswolff, ospite su ben due brani. E un certo Steve Von Till in spoken word che scorrazza per il secondo brano, probabilmente il più downtempo mai scritto dai Lupi, a ribadire con la sua flemma Van Zandtiana "we are becoming", casomai non ce ne fossimo accorti.

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Un album di evidente apertura, in cui il cascadian black metal si mescola con influenze ed elementi diversi, pur rimanendo collante e matrice dell'intero disco. Perché poi, in fondo, il blast-beat e il riffone circolare e l'urlo da orsetto lavatore scotennato sono sempre lì, nel senso di davvero cazzo sempre lì, non invecchiano mai di un giorno e sono la cosa più bella del mondo.

I Weaver continueranno pure a vivere nella loro fattoria in mezzo ai boschi, a puzzare di incenso e a non avere l'allaccio elettrico, ma hanno dato forti segnali di potersi confrontare anche con il resto del mondo e di riuscire ad ottenere degli ottimi risultati senza per questo snaturarsi. Segnali che sono musicali, ma non solo, visto che per l'occasione Kody Keyworth, turnista che si occupa della terza chitarra dal vivo dal 2010, è finalmente diventato parte ufficiale del branco. Certo, l'idea di girare un video di quattro minuti spezzettando una canzone che ne dura quasi dieci per fare quelli radio-friendly è stata un'idea di merda anche se è stato coinvolto Peter Beste (proprio quello di True Norwegian Black Metal), ma per fortuna è anche l'unico neo di Thrice Woven.

Thrice Woven uscirà il 22 settembre per Artemisia.

Ascolta "Angrboda" e "Mother Owl, Father Ocean":

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