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Facebook ha disattivato l'account di una ragazza uccisa in streaming dalla polizia

Korryn Gaines si era asserragliata in casa e stava pubblicando in live streaming le negoziazioni con la polizia: a quanto pare, i suoi follower le avrebbero intimato di ignorare gli ordini degli agenti.

di Tess Owen
04 agosto 2016, 10:25am

Foto via Instagram

Prima di venire uccisa a colpi di arma da fuoco dalla polizia, la 23enne Korryn Gaines aveva trasmesso in live streaming alcuni momenti delle lunghe ore che avevano seguito il suo asserragliamento in casa. Questo, finché Facebook non ha chiuso i suoi account.

La polizia di Baltimora ha confermato di aver chiesto a Facebook di disattivare gli account Instagram e Facebook di Gaines. Secondo quanto riferito dalle forze dell'ordine in conferenza stampa, i suoi follower le avrebbero risposto in tempo reale esortandola a non obbedire agli ordini degli ufficiali.

La polizia sostiene di aver sparato a Gaines dopo che la donna aveva puntato una pistola contro gli agenti, minacciando di ucciderli. Suo figlio di cinque anni è rimasto ferito durante lo scontro a fuoco che è seguito: le autorità hanno spiegato di non sapere se il bambino sia stato colpito o soltanto raggiunto da un frammento di proiettile.

Secondo quanto riporta Associated Press, il capo della polizia Jim Johnson ha riferito che Facebook ha acconsentito di sospendere gli account di Gaines su loro richiesta durante le negoziazioni.

La decisione di Facebook nella vicenda di Baltimora solleva dubbi su come e quanto Facebook e altri social media debbano essere coinvolti in operazioni di polizia. La società di Palo Alto, qualche giorno fa, aveva già temporaneamente rimosso il video girato da Diamond Reynolds nel quale si vede il suo fidanzato, Philando Castile, ricoperto di sangue dopo essere stato raggiunto da un proiettile sparato da un agente di polizia. La società ha giustificato la rimozione del filmato citando dei non meglio precisati "problemi tecnici."

"Facebook si è auto-investito del ruolo di guardiano per quali contenuti sia accettabile mostrare al pubblico e quali no," avevano scritto Joseph Cox e Jason Koebler su Motherboard lo scorso mese. "Ma poiché il pubblico dipende fortemente da quello che vede sul sito, le regole e i giudizi di Facebook hanno un impatto fortissimo sul dibattito pubblico."

Facebook non ha risposto alle richieste di commento avanzate da VICE News.

Leggi anche: Come Facebook sta cambiando il modo in cui i cittadini denunciano gli abusi della polizia


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