Il vero Legendary Stardust Cowboy che ispirò David Bowie
Michael Ochs Archives / Getty

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Il vero Legendary Stardust Cowboy che ispirò David Bowie

Quasi 50 anni fa, il personaggio di Ziggy Stardust è stato ispirato da uno straordinario musicista texano che ogni tanto si spoglia ancora nudo sul palco.

Nessuno sa cosa succederà quando il Legendary Stardust Cowboy sale sul palco. Indossa cappello e stivali da cowboy, speroni, sovrapantaloni in pelle e una giacchetta di jeans con il suo nome scritto in borchie sulla schiena, porta un corno e spara a salve da una pistola a tamburo. È lecito aspettarsi che faccia il giro del palco cavalcando una scopa con una testa di cavallo o che si spogli fino a restare in mutande, ma nessun concerto è uguale all'altro.

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Una cosa è certa riguardo all'uomo che i suoi fan chiamano "The Lege". Inizierà, e probabilmente finirà, ognuna delle sue performance con "Paralyzed", una canzone selvaggia e incomprensibile riconosciuta da alcuni come una delle peggiori mai registrate e da altri come un capolavoro dell'arte outsider. È la canzone che gli ha assicurato un contratto con una major, lo ha reso un personaggio di culto e lo ha immortalato come ispirazione per il mitico alter ego di David Bowie, Ziggy Stardust.

"È semplicemente un genio, un savant, che vola alto sul resto del mondo", dice il cantante country e ex-membro dei Flatlanders Joe Ely, che conosce The Lege da più di 50 anni. I due hanno fatto amicizia alle scuole medie di Lubbock, Texas. "È davvero brillante, ma non c'è mai stato posto per lui."

Nato Norman Carl Odham (casualmente nello stesso ospedale di Buddy Holly), The Lege fu attratto dal rock'n'roll da giovanissimo, in particolare da Elvis Presley. "Cercavo qualcosa di selvaggio", dice. Ma anche Presley era troppo terra-terra per i suoi gusti: "Shake, rattle and roll non era abbastanza selvaggio. Non era abbastanza veloce. Troppo lento", dichiara, abbaiando le parole con un grido secco, quasi belligerante. Quello che amava davvero era il jazz, in particolare artisti come Thelonious Monk e Wes Montgomery. "Avrei potuto ascoltare quella roba per tutto il giorno. Mi ubriacavo di jazz", dice.

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Ispirato dal suo amore per i Western e il suo fascino per i viaggi spaziali, adottò il moniker di Legendary Stardust Cowboy quando era soltanto un adolescente nei primi anni Sessanta. Ely lo ricorda suonare sugli scalini dell'auditorium scolastico ogni mattina. "Quello che faceva era urlare a squarciagola e suonare sempre lo stesso accordo per ogni canzone. Io rimasi affascinato", racconta. "Era seguito, anche se la gente lo prendeva un po' in giro perché è un vero personaggio e aveva un'immagine di se stesso molto particolare."

Spogliarello finale.

Quell'immagine, però, non era una finta. "Non beveva, non si drogava. La sua stranezza non derivava dall'esterno. Quella è la sua personalità; è semplicemente un essere umano unico nel suo genere", dice Ely. La sua musica passava dal rockabilly urlato di "My Underwear Froze to the Clothesline" a lenti pezzi parlati come "I Took a Trip on a Gemini Spaceship". "Ha un'immaginazione molto fervida e non ha regole per applicarla", aggiunge Ely.

The Lege scrisse la canzone che sarebbe diventata il suo successo, "Paralyzed", nel 1966 in occasione di una gara tra cantautori organizzata da una stazione radio di Lubbock. "A vincere fu qualcun altro, ma quando fecero ascoltare 'Paralyzed' il centralino s'illuminò come un albero di Natale", dice. Tuttavia non fu più trasmessa dalla radio locale, così lui si pose l'obiettivo di comparire sul Tonight Show di Johnny Carson, convinto che questo gli avrebbe fruttato un contratto discografico.

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Ma non arrivò mai a New York, atterrando invece a Fort Worth, dove alcuni amici lo presentarono a un produttore allora completamente sconosciuto di nome T-Bone Burnett. Burnett si offrì di suonare la batteria con The Lege e nel settembre del 1968 ri-registrarono insieme "Paralyzed". Con in primo piano la frenetica chitarra acustica di The Lege e con Burnett che cerca senza troppo successo di tenere il tempo, il risultato è un gran garbuglio di free jazz e proto-psychobilly sopra il quale The Lege urla, fischia, ulula e spernacchia nel suo corno. È stata la prima canzone prodotta ufficialmente da Burnett.

The Legendary Stardust Cowboy interpreta "Paralyzed" con una band composta da membri dei Gun Club.

Un DJ di nome Red Rocket sentì le registrazioni dalla stazione radio KXOL che stava sopra lo studio di Burnett. Quella sera stessa trasmise la canzone nel suo programma e intervistò The Lege. "Arrivavano più richieste di trasmettere 'Paralyzed' che 'Hey Jude' dei Beatles. Sono stata la prima persona a battere i Beatles", si vanta The Lege. "Un'altra stazione da Top 40 la voleva ma [KXOL] aveva l'esclusiva. Ci tenevano per far salire gli ascolti."

"Paralyzed" fu un pezzo controverso, per cui The Lege stesso ammette che un certo numero di ascoltatori afroamericani avessero chiamato la radio accusandolo di stare "prendendoli in giro" (per motivi che lui dice di non aver mai capito), ma quando il produttore e promoter locale Major Bill Smith mise le mani sulla canzone attirò subito l'attenzione di diverse etichette. Alla fine fu Paul Nelson, più avanti scopritore dei New York Dolls, a vincere l'asta e far impegnare la Mercury Records a stamparne 100 mila copie.

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L'improbabile successo di The Lege non sarebbe durato a lungo. Lui dice che lo avevano messo in programma all'Ed Sullivan Show per il dicembre successivo, ma uno sciopero del sindacato locale dei musicisti gli impedì di partecipare. Quando lo sciopero finì, nel marzo 1969, "Paralyzed" era ormai nel dimenticatoio e la Mercury sciolse il suo contratto dopo soli sette mesi.

David Bowie discute con Jools Holland il suo rapporto con il Legendary Stardust Cowboy.

Lui incolpa Smith, morto nel 1994, per il suo fallimento. "Continuava a chiamare gente che conosceva in tutti gli Stati Uniti dicendo che mi aveva scoperto", dice. "E mandò tutto all'aria perché la Mercury stava cercando di tenermi segreto."

Ely sospetta che questa non sia tutta la verità. "Non accettò bene la fama", dice. Ci racconta una storia giunta alle sue orecchie, ma di cui non può confermare la fonte, riguardo le registrazioni del nuovo singolo dopo "Paralyzed": "Litigò con il suo manager e il produttore e finì per distruggere il nastro. Lo svolse tutto e lo fece rotolare giù da una collina", racconta. The Lege apparì anche al Rowan and Martin's Laugh In, ma se ne andò a metà canzone, su tutte le furie vedendo il cast che imitava i suoi saltelli e calci. "Penso che [Ed Sullivan] si sia chiesto se dopotutto non sarebbe stato capace di qualcosa", ipotizza Ely.

Sarebbero passati altri 15 anni prima che The Lege registrasse il suo primo vero album, essendo stato riscoperto nei primi anni Ottanta dopo tutti quegli anni passati a fare tira e molla con l'industria discografica. A quel momento, tuttavia, il suo status di culto era già stato assicurato da Bowie, che aveva ricevuto le registrazioni di The Lege dopo aver firmato egli stesso per Mercury nel 1970. "Mi innamorai immediatamente della sua musica. Anzi, dell'IDEA della sua musica. Visto che la musica in sé non era molto riconoscibile come tale", dichiarò Bowie in una chat di BowieNet negli anni Novanta.

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Per quanto esistano diverse versioni per spiegare l'origine di Ziggy Stardust, The Lege sostiene che si trattasse di una combinazione tra il suo nome e quello di Iggy Pop, e Bowie ha pubblicamente riconosciuto l'influenza di The Lege sull'extraterrestre senza genere che ha contribuito a trasformarlo in una superstar. Ziggy apparve per la prima volta in concerto nel febbraio del 1972 prima di debuttare per il grande pubblico con il singolo di "Starman", uscito 45 anni fa. Bowie pagherà tributo a The Lege con una cover di "I Took a Trip on a Gemini Spaceship" nel suo album del 2002 Heathen—che, per quanto lui sostenga di non aver mai apprezzato la musica di Bowie, The Lege ammette sia meglio della sua versione. "La sua ha tutti questi ottoni in sottofondo, come Frank Sinatra. Solo non vado matto per il dobro e il banjo e il violino", dice.

I due si incontrarono brevemente lo stesso anno dell'uscita di Heathen, al qual punto The Lege regalò a Bowie una delle sue giacche e uno dei suoi dipinti. Bowie più avanti fece suonare The Lege ad alcuni festival da lui curati in UK, dove secondo Ely avrebbe ricevuto il titolo di "primo punk rocker". Tali dimostrazioni di affetto non sono poi così inaspettate: nel 2010 la città di Mankato, Minnesota, dove The Lege ha un seguito molto devoto grazie alla stazione radio locale KMSU, ha dichiarato il 21 maggio "Legendary Stardust Cowboy Day".

The Lege conta diverse altre celebrità tra i suoi fan, come Raquel Welch e Sarah Ferguson, Duchessa di York, alle quali ha dedicato la sua compilation del 2011 For Sarah, Raquel, and David: An Anthology. I comici George Carlin e Don Rickles erano suoi grandi fan, avendolo visto esibirsi a Las Vegas, dove si trasferì negli anni Settanta prima di scegliere la California, dove vive tuttora. "Adorava andare in giro con il vecchio Rat Pack", dice Ely. "Conosceva tutti i racconti e considerava Las Vegas il punto più alto dell'industria dello spettacolo."

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The Legendary Stardust Cowboy interpreta "My Underwear Froze to the Cloth".

Per oltre vent'anni, il bassista di The Lege è stato Klaus Flouride, membro fondatore dei Dead Kennedys. "È completamente fuori, sai?" risponde, quando gli chiedo cosa lo ha portato ad avvicinarsi alla sua musica, di cui aveva sentito parlare per anni prima di vederlo finalmente dal vivo negli anni Ottanta. "Ogni volta che facciamo le prove, lui fa una vera e propria performance in sala prove. È come se stesse facendo un concerto solo per noi."

Flouride dice che è una sfida divertente improvvisare tentando di seguire la direzione imprevedibile presa da The Lege. "Praticamente ci legge il testo una volta e poi dice 'Ok, diamoci dentro' e noi dobbiamo suonare qualcosa. A volte siamo fortunati e riusciamo a convincerlo a farlo una seconda volta", dice Fluoride delle loro registrazioni. Una volta, racconta, "voleva fare una canzone che non conoscevamo molto bene, così ha tirato fuori il testo e noi ci siamo inventati un riff totalmente diverso, per cui esistono due versioni della stessa canzone."

Ely, che parla al telefono con The Lege varie volte al mese, di solito per parlare del tempo (The Lege ha una straordinaria memoria per le condizioni meteorologiche, anche a decenni di distanza), trova un'ispirazione unica nel suo vecchio amico. Ricorda che The Lege una volta gli mostrò un quaderno che aveva "oltre 500 pagine di canzoni", che The Lege bruciò per paura che qualcuno gliele rubasse.

"Ho detto man, è una bella perdita, hai perso tutto il tuo lavoro. E lui ha risposto 'Oh no, oh no.' E io ho chiesto cosa intendi? E lui: 'Le ricordo. So tutte le canzoni contenute in quel quaderno'", dice Ely ridendo. "Così ho detto oh wow."

Oggi ci sono due documentari in produzione che raccontano la storia di The Lege e la sua musica, uno dei quali animato. Due diverse compilation sono uscite soltanto nell'ultimo anno, una di queste per la sua stessa etichetta Impetus Records, ed Ely crede che grazie a Internet The Lege potrebbe finalmente trovare il pubblico che era così difficile da rintracciare quasi 50 anni fa. The Lege sicuramente è convinto che ci riuscirà.

"Oh, continuerò a fare qualche lavoretto finché non riesco a lavorare a tempo pieno in questo settore e ho abbastanza soldi per poter campare di musica", dice The Lege. Anche se questo non dovesse mai accadere, "posso sempre mettermi su i miei speroni, i miei stivali, il mio cappello e il mio cinturone con la calibro 22 e fare un po' di dannato tirassegno."

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