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Droga

Intervista a due ragazzi che hanno venduto paracetamolo al posto della cocaina a un festival

Hasse e Danni hanno truffato i partecipanti del Roskilde Festival, per pagarsi la permanenza.

di Lars Jellestad
07 luglio 2017, 1:15pm

Foto dell'autore

L'anno scorso, mentre cercavo di orientarmi nel caos del Roskilde Festival, in Danimarca, mi sono imbattuto in due ragazzi su di giri che vagavano tra la folla con i marsupi pieni zeppi di soldi. Uno l'ho riconosciuto, era un ex spacciatore della scena notturna di Copenhagen. Gli ho attaccato bottone e ho scoperto che stavano festeggiando il successo del proprio piano diabolico. "La gente è veramente stupida," mi ha detto quello che conoscevo.

Hasse e Danni* avevano appena venduto paracetamolo al posto della cocaina a un gruppo di ubriachi e ingenuotti—tutti felici di spendere tra i 65 e i 115 euro al grammo. La truffa è un gesto cinico e condannabile, ma non è che a inventarla sono stati Hasse e Danni. Ho scoperto che al Roskilde è praticamente la norma tornare in tenda pensando di aver svoltato per poi scoprirsi in possesso di un misto di detersivo in polvere e medicinali da banco. Per ogni persona che ha bisogno una riga, c'è uno stronzo pronto a fregarla.

Ovviamente, questo non rende la fregatura minore. Di recente, prima dell'edizione di quest'anno del festival, ho contattato Hasse e Danni e ho parlato con loro di cosa li ha spinti a fare una cosa tanto brutta.

VICE: Perché avete deciso di farlo?
Hasse: Abbiamo deciso d'impulso. Eravamo al Roskilde, e nessuno dei due aveva un soldo.
Danny: Quindi abbiamo pensato di spacciare paracetamolo per cocaina agli ubriachi. Ne abbiamo comprate dieci confezioni, abbiamo tritato le pasticche e le abbiamo imbustate.
Hasse: La cosa più difficile è stata giustificare al farmacista il fatto che volevamo comprare tutto quel paracetamolo insieme.

E poi, al festival, fermavate la gente per venderle paracetamolo?
Hasse: Non abbiamo dovuto fare molto. Andavamo in giro per il festival—non è difficile riconoscere chi è già fatto di qualcosa. Un approccio poteva essere, "Ehi, come va? Mi sembri messo maluccio. Ti basta bere o vuoi qualcos'altro?" Oppure capitava che le persone venissero da noi a chiederci se avevamo qualcosa—e a quel punto si spargeva la voce tra gli amici.

Quindi prendevano il paracetamolo senza farsi domande?
Danni: Alcuni volevano provarla prima di acquistarla, e noi abbiamo lasciato che lo facessero. Moli sanno che la cocaina ti lascia le gengive e la lingua un po' intorpidite, ma a provocare quest'effetto può essere anche la roba con cui è tagliata. Quindi noi dicevamo, "Ascolta, non è tagliata con la merda. Ecco perché non senti niente nelle gengive. Dalle un secondo, è buona!" Ogni tanto ci capitava uno più sospettoso, ma quelli così hanno sempre di fianco un amico che gli dice, "Dai, la cerchiamo da un sacco. Prendila e basta."
Hasse: Alcune buste le avevamo tritate meno fini e facevamo finta che fossero più pure. Facevamo pagare 500 corone [66 euro] per una busta di qualità standard, e 900 [120 euro] per una di qualità superiore. E abbiamo venduto più quelle di "qualità superiore". Le persone credono a tutto, specialmente a un festival come il Roskilde. Basta essere gentili e amichevoli.

Quanto avete guadagnato?
Danni: Alla fine al festival abbiamo speso un sacco, perché abbiamo guadagnato almeno 5.000 corone [circa 670 euro] in due ore.

Però non è bello fregare la gente così.
Hasse: Sì, dal punto di vista morale siamo in una sorta di area grigia.
Danni: Ma onestamente vendere cocaina di merda, tagliata con qualunque tipo di sostanze chimiche, è meglio? Vero, abbiamo truffato delle persone, ma non le abbiamo avvelenate con sostanze che possono distruggere il loro sistema immunitario.

Però si tratta solo di una scusa, no?
Danni: Vero. Ma sono quasi sicuro che pipparti cocaina di merda è peggio che pippare paracetamolo. Prima di deciderci a farlo, abbiamo cercato su Google i rischi del pippare antidolorifici, e non ne abbiamo trovati. Ovviamente non è una cosa che consiglierei, ma in quelle quantità non ti uccide. Se l'alternativa è cocaina di merda, tra le due sono certo di offrire l'opzione più sicura. Almeno il paracetamolo è approvato dalla medicina.

Nota dell'autore: Ho contattato la dottoressa Kim Dahlhoff di Giftlinien, un numero verde danese per le emergenze da avvelenamento, e lei mi ha confermato che non ci sono rischi particolari associati con lo sniffare paracetamolo in piccole quantità—a parte l'irritazione delle mucose del naso. Ma ovviamente è un rischio che anche la cocaina comporta.

Be', comunque…
Hasse: Lo so, lo so, è sbagliato. Ma ci siamo passati tutti. Non è che aggrediamo la gente e gli rubiamo i soldi. Sono i clienti che ci vengono a cercare. In generale, bisognerebbe conoscere un po' meglio quello che si vuole comprare.
Danni: Penso che abbiamo anche insegnato loro qualcosa: che a un certo punto devi farti furbo.

Comunque quello che facevate è illegale—ci avete mai pensato?
Danni: Sì, ma non avevamo davvero droga. Quello sarebbe stato un problema ben più grande.

Non avevate paura che qualcuno potesse vendicarsi o chiedere di riavere indietro i suoi soldi, in modo anche violento?
Hasse: Ho avuto un po' paura quando abbiamo venduto del paracetamolo a un ragazzo con dei tatuaggi in faccia—sembrava un biker. Ha comprato due grammi, ma è stato gentilissimo.
Danni: Erano tutti in mood da festival, non badavano molto a quello che facevano. E il fatto che davamo loro l'opportunità di provare la droga prima di comprarla li invogliava all'acquisto. Ma sono davvero poche le persone in grado di capire cosa hanno ingerito nel giro di pochi secondi. Ci vuole un po' per capire di essere stati fregati.
Hasse: E a quel punto eravamo già lontani.

Nota dell'autore: Ho ricontattato Hasse anche dopo il Roskilde di quest'anno, e mi ha detto di aver venduto di nuovo il paracetamolo al posto della cocaina. Mi ha detto che quest'anno è stata più dura, ma ha fatto un bel po' di soldi.

*I nomi degli intervistati sono stati cambiati.