Foto macabre dalle scene degli omicidi di New York a inizio Novecento

Foto macabre dalle scene degli omicidi di New York a inizio Novecento

'Murder in the City, New York, 1910–1920' è una serie di foto che nessuno avrebbe mai dovuto vedere.
14.7.17

Negli anni Trenta, il fotografo Weegee ha rivoluzionato il mondo del fotogiornalismo con le sue foto crude di scene del crimine, spesso scattate subito dopo violenti omicidi e incidenti truci, sempre prima dell'arrivo delle autorità. Ma quello che il pubblico non poteva sapere allora era che l'innovazione vera nell'ambito fotografico era arrivata decenni prima, e non veniva dalla stampa o dall'arte—ma dai fotografi della polizia, che avevano combinato le capacità documentarie della fotografia in bianco e nero con una scienza appena nata: la medicina forense.

Centocinquanta di queste macabre fotografie sono state recentemente ritrovate durante i lavori di restauro dell'edificio che un tempo ospitava il quartier generale del NYPD e raccolte nel libro Murder in the City, New York, 1910–1920 di Wilfried Kaute, uscito il mese scorso per la Thomas Dunne Books. Il dossier (i negativi, originariamente, avrebbero dovuto essere buttati nell'Hudson) mette insieme mugshot, cartelle stampa e immagini panoramiche di una città che si sta trasformando in quella che conosciamo, dalle case ai grattacieli, dalle carrozze alle auto, con la scomparsa dei saloon e le basi del proibizionismo.

Soprattutto, ci sono cadaveri. Cadaveri riversi in casa come manichini di uno showroom, buttati in poltrona nella postura di chi è appena andato in overdose, se non fosse per il colletto imbrattato di sangue. Altri stanno accasciati su enormi botti di vino o per terra a faccia in giù, il fedora poco distante.

©2016 Emons Verlag GmbH, Thomas Dunne Books

Molte delle vittime sono state fotografate due volte: la prima di profilo, tra gli effetti personali, e la seconda dall'alto, come nel ritratto di un angioletto. Queste ultime foto sono quelle che, nel libro, raccontano ciascuna una storia. Una donna con un cappello elegante strangolata all'Hotel Martinique sulla 32esima dopo aver ricevuto una telefonata misteriosa. Due topi d'appartamento i cui corpi giacciono quasi intrecciati sul fondo del pozzo dell'ascensore dopo aver tentato di scappare da un loft ed essere caduti per cinque piani. Il racconto dell'assassinio di Barney Solomon, pugile poi trasformato in gangster, tra crumiri e il sindacato dei lavoratori del tessile, è accoppiata all'immagine di un uomo—forse lui, forse no—ancora intento a chiudere la serranda al momento della morte.

©2016 Emons Verlag GmbH, Thomas Dunne Books

Le storie—le cronache del tempo che spesso accompagnano le immagini—sono spesso più caratteristiche. "Johnny lo Spagnolo vittima di omicidio," "L'amore per il bambino lo tradisce," "Zoppo, 80 anni, uccide per vendicare la presa in giro," "Polizia insegue donna di 130 kg che deruba i pendolari," e il mio preferito, "Uomo si vantava di essere esperto di jiu jitsu, dicono."

©2016 Emons Verlag GmbH, Thomas Dunne Books

È in questo che Murder in the City ricorda di più i Romanzi in tre righe di Félix Fénéon e, certo, molte delle vicende narrate da Kaute hanno rappresentato delle pietre miliari nella storia del crimine statunitense—il regno dello Squartatore di New York, l'era della Gopher Gang che teneva in pugno Hell's Kitchen, la ricerca, con la sua potente portata mediatica, dell'adolescente Henrietta Bulte (che poi si è fatta viva a Los Angeles, essendole venuta a noia la povera vita di Harlem).

©2016 Emons Verlag GmbH, Thomas Dunne Books

L'immagine più spaventosa del libro è quella di uno scheletro ricoperto di cera per riprodurre le fattezze della vittima. Ci sono anche foto angoscianti di adolescenti scomparse (solo alcune delle 700 scomparse a New York e dintorni nel 1917) e scassinatori sfortunati, uno dei quali ha lasciato alla moglie una nota che diceva, "Sono nei guai. Addio." A metà libro circa Kaute include un vocabolario criminale del 1915: "un cannone" è una pistola, un "penny-weighter" è un ladro e "Salt Creek" è la sedia elettrica.

©2016 Emons Verlag GmbH, Thomas Dunne Books

Ma spesso, quello che vediamo in queste foto va oltre l'occasione, la specificità o l'anno in cui sono state scattate. È la morte, vista attraverso la neutralità di un flash, ridotta al suo accadere più casuale, quello che ci rende tutti uguali.

Guarda altre foto qui sotto.

©2016 Emons Verlag GmbH, Thomas Dunne Books

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Murder in the City, New York, 1910–1920 di Wilfried Kaute è disponibile nei negozi e online da Thomas Dunne Books.