Recensione: 6ix9ine - DUMMY BOY

DUMMY BOY di 6ix9ine è un cortocircuito senza senso, non il fallimento di una possibile popstar ma un documento di vita vera.
29 novembre 2018, 1:44pm
6ix9ine dummy
La copertina di DUMMY BOY.

Il caso giudiziario dell'anno è finalmente uscito in forma di disco: eh sì, perché come sapete 6ix9ine rischia di farsi almeno 25 anni di gabbio, però si è dichiarato innocente. E c'è da dire che in realtà il vero crimine che gli si imputa è quello sulla sua musica, che a molti non va giù. Io invece appena uscito DAY69 me lo sono comprato in vinile e lo considero una bomba di disagio, sostenuta dall'affiliazione ai Bloods che rendeva tutto molto solido a livello diciamo psicologico.

Su DUMMY BOY invece si sentono le crepe nel muro, esatta rappresentazione della situazione di merda che 6ix9ie sta vivendo visto che la sua famosa crew gli sta voltando le spalle, come lui a loro. Un disco fatto nel tentativo di diventare mainstream che esce proprio nel momento in cui il nostro sta strarischiando il culo: un cortocircuito senza senso che però, invece di essere il fallimento di una possibile popstar, diventa una specie di documento di vita vera, che è imprevedibile e soprattutto non fa sconti comitiva.

Addentrandoci in questo precipizio troviamo delle canzoni già edite, viste e sentite,che rappresentano quel discorso street-punk-trap che tanto ci piace, insieme a roba nuova che un po’ tende a decolorare il paradenti variopinto di Tekashi. Ma ci sono anche featuring che bene o male funzionano, soprattutto quelli con la coppia Kanye West-Nicki Minaj, in cui compare un raro momento struggente: "I don’t want no friends, no".

E poi? Poi ci sono un paio di brani di latin trap che non c’entrano assolutamente un cazzo e che ho skippato dopo due secondi, in pratica due tamarrate con feat. del portoricano Anuel Aa che magari faranno successo tra i Cro-Magnon ma non sono proprio il massimo in un disco che dovrebbe essere un debutto dirompente, non un disco per gente che non riconosce un Rolex vero da uno farlocco costruito in Russia. Ma vabbè, gliela perdoniamo, soprattutto perché negli ultimi due brani ("WONDO" e "DUMMY") si sente che oramai le difese sono abbassate e sale la paranoia di un topo in trap–pola.

Le basi sono quasi tutte all'altezza della situazione ma ahimè, è la situazione che non è all’altezza di nulla. Se il nostro rimane in galera sarà il triste testamento di un personaggio bruciato troppo in fretta: se dovesse uscire gli direi "A Takè... riprendi la strada di Graduation Day e non te mette a fà il piacione... che poi finisci alla sedia elettrica".

DUMMY BOY è uscito martedì 26 novembre per Scumgang Records.

Ascolta DUMMY BOY su Spotify:

Tracklist:

1. STOOPID (feat. Bobby Shmurda)
2. FEFE (feat. Nicki Minaj & Murda Beatz)
3. TIC TOC (feat. Lil Baby)
4. KIKA (feat. Tory Lanez)
5. MAMA (feat. Nicki Minaj & Kanye West)
6. WAKA (feat. A Boogie Wit Da Hoodie)
7. BEBE (feat. Anuel Aa)
8. MALA (feat. Anuel Aa)
9. KANGA (feat. Kanye West)
10. FEEFA (feat. Gunna)
11. TATI (feat. DJ SpinKing)
12. WONDO
13. DUMMY (feat. TrifeDrew)

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