Quando è arrivato in Italia, Hamed Ahmadi aveva piani un po’ diversi, e la ristorazione non era fra questi. Faceva parte di un’equipe di tre persone, giunte a Venezia per presentare un film alla Mostra del Cinema, Maama, Buddha, la ragazza e l’acqua, realizzato dal regista afghano Mohammad Haidari. A 25 anni aveva in testa soprattutto il cinema, facendo anche parte di una piccola casa di produzione, la Kabul Film (assieme all’attore e regista Razi Mohebi, che da tempo vive in Trentino).Molti di quei ragazzi avevano fatto un viaggio lunghissimo, spendendo qualcosa tra gli 8 e i 10mila euro. E attraversando cinque o sei confini in modo illegale.
Hamed al banco dell'Orient Experience a sinistra. Un samovar sempre dell'OE a destra.
Per iniziare avevamo bisogno di 20mila euro. Non li avevamo, quindi sono andato a bussare alla porta dei ragazzi. Tutti mi hanno aiutato come potevano.
Verdure miste con yogurt greco.
Spinaci ceci e formaggio - Qorma kadu (zucchine e ceci) - Melanzane sbucciate e pomodori
Gli interni di Orient Experience.
Baklava siriano.
Dettagli interni di Africa Experience
Tra i ragazzi che lavorano ad Orient Experience II c’è anche Alì Rezai, che conosce Hamed fin dai tempi del centro di accoglienza di Tessera, nonché uno dei primi “finanziatori” del primo locale aperto a Cannaregio.Africa Experience nasce invece un anno fa. Il format è lo stesso degli altri locali, ma il menu si concentra su piatti provenienti dalle varie regioni africane e a lavorarci sono gli ospiti dei centri di accoglienza attorno a Venezia.
Hamed e Alì insieme nell'Orient Experience II
Salsa piccante pakistana, tzaziki greca
L'esterno dell'Orient Experience
E a lavorarci sono gli ospiti di alcuni centri di accoglienza attorno a Venezia. Alcuni dei dipendenti sono stati selezionati con un concorso, il Refugees Masterchef, in cui i diversi concorrenti propongono un piatto del proprio paese.“I ragazzi che stanno in accoglienza si mettono molto in gioco” spiega Hamed, “sanno che posso ottenere un tirocinio e eventualmente un posto di lavoro, sono sempre in tanti ad aderire. Fino ad ora il concorso lo abbiamo fatto quattro volte. L’ultima è stata il 29 novembre e a gennaio ce ne sarà uno a Padova. Di solito ci mettiamo d’accordo con qualche scuola alberghiera. Sono attrezzati, ci sono i professori, magari ci lasciano un’aula o due e viene fuori un bell’ambiente misto, tra i ragazzi del centro e quelli della scuola che collaborano insieme, è molto bello.”.Tra i soci del nuovo ristorante c’è Mandana, iraniana, che ha un’esperienza molto diversa rispetto ai ragazzi ospitati nei centri di accoglienza.
A sinistra Mandana nel ristorante Africa Experience.
Africa Experience è aperto ufficialmente dal 4 novembre 2016. “Qui lavorano persone di paesi diversi” spiega Mandana, “c’è una ragazza che adesso è la nostra cuoca, è molto brava, viene dall’Etiopia. In tutto siamo 8 o 10 persone a lavorare. Il menu è composto da piatti dei diversi paesi di provenienza, dall’Egitto, al Gambia, al Senegal, alla Nigeria”.La grande famiglia di Hamed continua ad allargarsi. I locali attivi a Venezia sono quattro, da ottobre inoltre ha aperto Peace&Spice a Padova.
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