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Cosa vuole dire davvero caffè sostenibile

E perché la sostenibilità del caffè può letteralmente salvare il mondo.

di Andrea Strafile
21 dicembre 2017, 12:06pm

Foto by Lavazza

Questo post fa parte de La Guida di MUNCHIES al caffè, realizzato in collaborazione con Lavazza

Quando vai a fare la spesa non basta più buttare nel carrello una confezione di quello che c'è sulla lista. Si deve leggere l’etichetta, fare attenzione che le scritte pubblicitarie sopra siano reali e aguzzare la vista in cerca di simboli amici come fossimo tutti dei Robert Langdon intenti a trovare la Verità attraverso immagini di foglie verdi e spighe sbarrate. Qui non puoi entrare, grano del Demonio.
Questo è biologico, questo è gluten free, quest’altro rispetta l’ordinamento giuridico delle galline, e quello laggiù in fondo allo scaffale, si vede distintamente, ha lo zerovirgolazerouno percento di grassi trans in meno.
E poi c’è il reparto dove i dilemmi si fanno più complessi, in cui la morale si sdoppia e fonde creando confusione: Bio o solidale? Bio e solidale?

Per parlare di caffè sostenibile si devono affrontare 3 temi: quello ambientale, sociale ed economico

Il settore di cioccolata e caffè.
Da queste parti, attraverso emblemi e scritte, non si determinano solamente terreni che scampano a pesticidi al gusto di petrolio, compare qualcosa di ancora più importante.
I diritti dei lavoratori rispetto cui, troppo spesso, si chiude un occhio per acquistare a qualche spiccio di meno, e la conservazione del territorio. Che non è semplicemente l’essere biologico, è un rispetto molto più profondo. È un atto di devozione nei confronti della Terra.

Fair Trade, Rainforest Alliance e UTZ sono i più importanti tra i bollini che attestino una maniera di commerciare, coltivare e rispettare il lavoratore nella maniera più pulita possibile.

Ma facciamo un passo defilato, usciamo dal supermercato e parliamo di caffè. Di caffè sostenibile.

Cercando di fare un po' d’ordine, è necessario mettere sotto questa cupola tre diversi ambiti: ambientale, sociale ed economico. Ogni volta che vi fermate a comprare una tavoletta di cioccolata da novanta centesimi o un caffè dal packaging che sembra uscito da un pornografo messicano, pensate che queste due tipologie di piantagioni possono letteralmente mandare in rovina famiglie intere e uccidere la Terra soffocandola. Pensatela come l’aglio per le nonne: se hai la pressione bassa te la alza, se è alta, la abbassa. Regolarizzazione karmica.
Rewind.

Associare la sostenibilità ambientale al concetto di biologico è fin troppo facile.

Fondamentalmente sono la stessa cosa, almeno se si intende la sostenibilità in senso ancora più ampio. Se partiamo qui allora la sostenibilità ambientale intende certi standard qualitativi ed etici, la seconda invece può limitarsi a dire: “Le mie mucche non prendono antibiotici e non mangiano roba tagliata con la benzina”. Ma puoi venire a sapere che vivevano in dozzine dentro un capanno buio. Se parliamo allora di sostenibilità ecologica, il caffè è una di quelle poche cose che hanno veramente bisogno di regole ferree.
È un sempreverde. Questo significa che ha il potere incredibile di abbattere la CO2 e di rendere sano e stabile un terreno tanto quanto la sua mancanza o una maniera scorretta di coltivarla può portare ai suoi esatti opposti. Considerando che cresce in ambiente caldo e umido, che le foreste sono i polmoni del Globo e che le piantagioni nel solo Brasile coprono 2.400.000 ettari, io un attimo ci penserei.
Decenni di uso spropositato di pesticidi a base di petrolio hanno reso (ancora rendono) i terreni, soprattutto di monocolture, malati, e le scorie si riversano nelle acque, le stesse che si usano per bagnare i frutti dopo la raccolta. Sempre di più, grazie al Cielo e alle accortezze, la parte dei leoni la fanno i contadini, che cercano di coltivare il più possibile in maniera tradizionale: l’aiuto che arriva da etichette come quella della Rainforest Alliance, che si pone come obiettivo la salvaguardia di boschi, acque, animali e terreno e che fornisce ai due milioni di contadini iscritti accesso a istruzione e sanità, è un compromesso che fa bene a tutti.

Con la sostenibilità sociale, l’attenzione è rivolta alle persone.

Il caffè crea, nei luoghi in cui viene coltivato, un’ingente quantità di posti di lavoro. Essere sostenibili in questo caso significa supportare strutture comuni dei popoli che abitano le zone rurali evitando pesticidi o rispettando le norme basilari delle condizioni di lavoro, che coinvolgono anche realtà che a noi sembrano distanti anni luce, ma che effettivamente sono un grosso problema.
Il Lavoro Minorile è accettato nella sola forma di aiuto familiare (dietro compenso). Troppo spesso, se non quasi sempre, nelle monocolture si fa finta di non sapere che i bambini devono avere garantita istruzione e tempo libero, il che esclude matematicamente un impiego stabile.
Cercando di acquistare o di supportare aziende che fanno della trasparenza una bandiera sempre più grande, fate in modo che parecchi minori non siano costretti a spaccarsi la schiena. Ancora una volta, io ci penserei.

E ultimo, ma non per importanza, l’aspetto economico.

L’idea di massimizzare i profitti distruggendo tutto ciò che si parasse davanti non ha funzionato.

Com’era prevedibile ha fatto un egregio lavoro fino a quando non ci si è resi conto che radendo al suolo non sarebbe rimasto niente a cui attingere.

La sostenibilità economica è il motore potente che permette alle altre due di funzionare a dovere. Ricavare denaro è giusto, altrimenti non sarebbe commercio. Come si può allora ottenere il massimo senza prosciugare natura, uomini e donne?
Facile. Mettendo al primo posto natura, uomini e donne.
Che sembra ovvio e scontato, ma non è per nulla la norma.

Esempio di sostenibilità economica è il lavoro dello chef Virgilio Martinez, che supporta le comunità andine comprando per il suo ristorante interi blocchi di provviste invendute.

Ma, ancora più in grande, sono le aziende decise a guadagnare in modo pulito, che cercano di creare basi visibili attraverso percorsi tracciabili, a fare la vera differenza.

Sono queste stesse aziende che stanno puntando sia sui lavoratori che sull'ambiente. Perché aiutare i contadini, e investire sul fattore umano, significa anche correre ai ripari e cercare di contrastare il cambiamento climatico, uno dei più grandi "nemici" del caffè. Un'iniziativa che sta puntando su questo è la Coffee and Climate. L'idea è quella di assistere in maniera concreta i coltivatori, trovando e insegnano loro le giuste strategie agricole e la messa in sicurezza del loro lavoro: un aiuto a lungo termine, che fa bene al business, alle persone e all'ambiente.
Ad aderire a Coffee and Climate alcune delle più grandi aziende di caffè al mondo, compresa Lavazza.

L'azienda italiana, da quest’anno, si è presa tra le altre cose un impegno con le Nazioni Unite per mettere al primo posto natura e persone attraverso 17 obiettivi non negoziabili riconducibili sotto il nome di Sustainable Development Goals e cavalcando l’idea condivisa che la buona economia debba necessariamente passare dal rispetto dei diritti umani, ecologici e dalla lotta alla corruzione. Lavazza realizza progetti in tutto il mondo volti a diversificare le produzioni, supportare i giovani, combattere il cambiamento climatico, formare i lavoratori sulle buone pratiche agricole e favorire l’uguaglianza di genere.

La forza sta nel fare di questi progetti propri una vera strategia aziendale, mostrando apertamente e con orgoglio come tutte le fasi del processo produttivo, dalla semina allo smaltimento vengano valorizzati alla massima potenza.


Siamo nel pieno di una Nouvelle Vague al sapore di caffè, che si alza sempre di più e smette di vedere l’espresso solamente nelle vesti di liquido capace di risuscitare i morti.
Per fare un percorso gustativo profondo serve qualità, la qualità parte anche dalla sostenibilità.

Ora, però, torniamo al supermercato. Alle due confezioni simili, una in ogni mano, ancora nel pieno dell’indecisione. Normale, Biologico o Equo Solidale?
Ora sapete. Qualsiasi cosa scegliate, potete risolvere il moderno Dilemma dell’Onnivoro.
Consapevolezza è potere.
Tutti hanno, seppur in piccolo, il potere di salvare la Terra.


Questo post fa parte de La Guida di MUNCHIES al caffè, realizzato in collaborazione con Lavazza

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