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Anche il Parlamento italiano vuole mettere al bando le armi autonome

Spoiler: non è una puntata di 'Black Mirror'.
Riccardo Coluccini
Macerata, IT
Grab YouTube di Slaughterbots. 

Nell’immaginario pop quando si parla di armi autonome e intelligenze artificiali che perdono il controllo viene subito in mente l’ammasso di ferraglia del film Terminator. Queste immagini, però, non fanno che distrarre e minare l’efficacia della campagna internazionale Stop Killer Robots, che ha l’obiettivo di mettere al bando le armi autonome.

Infatti, le immagini dei vari modelli di Terminator possono far pensare che le preoccupazioni messe sul tavolo dalla campagna siano pura fantascienza, frutto di qualche bad trip di ricercatori e scienziati nel campo dell’intelligenza artificiale. In realtà, la situazione è completamente differente e ora anche l’Italia si sta muovendo per discutere la messa al bando delle armi autonome.

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Lo scorso maggio, infatti, il parlamentare Stefano Quintarelli ha presentato una mozione che impegna il Governo "a promuovere a livello europeo una moratoria internazionale dello sviluppo di sistemi d'arma di tipo AWS (sistemi di arma autonomi, Autonomous Weapons Systems)" e "ad assumere iniziative per introdurre nella normativa nazionale la previsione di un divieto dello sviluppo e della commercializzazione di sistemi AWS."

Questa mozione è ancora in attesa di essere calendarizzata per la votazione alla Camera dei deputati, ma questa settimana l’attenzione sulle armi autonome è di nuovo elevata poiché si sta tenendo il primo incontro fra gli esperti governativi sul tema presso la sede delle Nazioni Unite di Ginevra.

Le AWS sono delle armi in grado di selezionare un obiettivo ed attaccarlo senza alcun intervento umano. Come ci aveva spiegato Mary Wareham, coordinatrice mondiale della campagna Stop Killer Robots, con questo divieto si cerca quindi di sventare una forsennata corsa agli armamenti vietando la ricerca, lo sviluppo, e la produzione di questo tipo di armi.

In occasione dell’incontro a Ginevra, è stato pubblicato online anche un breve film che mostra un futuro purtroppo molto realistico in cui stormi di droni autonomi rischiano di finire nella mani di gruppi terroristici o paesi nemici ed essere utilizzati per sferrare attacchi e seminare il panico — i droni in miniatura rischiano di riuscire a penetrare persino dentro gli edifici.

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Il film è stato prodotto con il supporto del

Future of Life Institute

che negli anni ha raccolto

diverse lettere

da parte di ricercatori nel campo della robotica e dell’intelligenza artificiale che si dicono preoccupati per gli sviluppi di queste tecnologie.

Fra i maggiori esponenti della campagna c’è anche il Professor Stuart Russel, esperto di AI, che conclude il film ricordando che “si tratta molto più di una semplice speculazione: il film mostra i risultati dell’integrazione e miniaturizzazione delle tecnologie che abbiamo già a disposizione.”

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