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politica

Lo strano caso dell'ex Iena che si è candidata per finta alle elezioni a Palermo

È una specie di versione reale del Truman Show: Ismaele La Vardera voleva fare un documentario sulla malapolitica siciliana, senza dirlo a nessuno.

di Mattia Salvia
15 giugno 2017, 12:47pm

Avete visto tutti The Truman Show, no? La trama è semplice: una persona scopre che il mondo in cui vive è una menzogna e tutte le persone che lo circondano e che conosce da sempre sono in realtà degli attori di un reality show televisivo. Ecco, forse però non avete visto la versione vera di The Truman Show, questa che si è svolta a Palermo durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative di domenica scorsa. Solo che in questo caso un'unica persona era l'attore e tutti gli altri erano inconsapevoli di star prendendo parte a una messa in scena. O meglio, a un documentario.

Il Truman Burbank di Palermo è Ismaele La Vardera, ex inviato de Le Iene, candidatosi a sindaco con il sostegno del movimento Noi con Salvini e di Fratelli d'Italia. Ha preso appena il 2,5 percento dei voti ma a quanto pare governare non è mai stato nei suoi piani: tutta la sua campagna elettorale sarebbe stata fin dall'inizio un espediente per girare un documentario sulla malapolitica siciliana vista dall'interno.

Si tratta di una trollata di livelli probabilmente mai visti prima nel campo della politica italiana, perché a quanto pare per tutta la durata della campagna elettorale nessuno ha sospettato di nulla—nonostante La Vardera fosse sempre seguito da un operatore che lo riprendeva in ogni momento. I partiti che lo sostenevano e persino i suoi compagni di lista erano inconsapevoli del progetto e pensavano—come ha spiegato a La Stampa il portavoce provinciale di Fratelli d'Italia, Raoul Russo—"che volesse fare una sorta di diario di questa esperienza" perché "tutta la sua campagna elettorale era basata sui video."

Le forze che sostenevano la candidatura di La Vardera sono rimaste comprensibilmente sconvolte. Giorgia Meloni si è detta "molto amareggiata" e ha negato la liberatoria per la diffusione delle immagini girate nel corso della campagna elettorale, mentre Fratelli d'Italia starebbe preparando un esposto in procura. Matteo Salvini invece non ha fatto dichiarazioni ufficiali ma secondo Repubblica Palermo avrebbe difeso la campagna elettorale "a prescindere dalla presenza al mio fianco di qualche giullare."

"Quello che è accaduto è un fatto gravissimo," ha detto Alessandro Pagano, coordinatore di Noi con Salvini in Sicilia. "Siamo probabilmente davanti a una colossale presa in giro e ci stiamo tutelando anche noi dal punto di vista legale. Questo ragazzo, soprattutto se ha rubato conversazioni private, ha carpito la fiducia di chi aveva puntato su di lui."

A quanto pare, nel corso della campagna elettorale La Vardera girava per la città a bordo di una Apecar e si presentava agli elettori definendosi "il Davide contro i Golia della politica." Avrebbe anche chiesto alla gente di essere finanziato, pubblicizzando un IBAN su cui fare versamenti. Francesco Vozza—uno dei candidati di Noi con Salvini a Palermo—si è spinto fino a chiedergli i soldi indietro, affermando che si tratta di "una vera e propria truffa ai danni di tutti i palermitani e di chi ci ha messo la faccia per sostenerlo."

Il caso è scoppiato sulla cronaca locale. A denunciare il tutto è stato Francesco Benigno, candidato con La Vardera per il consiglio comunale di Palermo nonché ex attore nel film Mary per sempre, che ha raccontato di una confessione fattagli da La Vardera ieri sera: "A un certo punto mentre eravamo seduti Ismaele si è fatto serio e mi ha detto: 'Francesco io non ho fatto questa campagna elettorale per diventare sindaco ma per fare un documentario e per fare conoscere a tutti la mala politica siciliana. Ho registrato tutti: Cuffaro, Miccichè. Li ho registrati a loro insaputa mentre dicono le peggio cose'."

Poco dopo, stando a quanto riporta Repubblica Palermo, Benigno e La Vardera hanno fatto a botte e quest'ultimo ha avuto la peggio, finendo in ospedale, da dove fa sapere che "spiegherà tutto nelle prossime ore." Non vedo l'ora.

Aggiornamento: in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook, Ismaele La Vardera ha detto che la sua campagna elettorale era assolutamente vera e non si trattava né di una trollata né di un progetto di documentario. "Voglio rassicurare i miei elettori," ha scritto, "la mia candidatura non è stata un bluff." A suo dire, il fatto di essersi fatto sempre accompagnare dalle telecamere era solo un modo per "rendere trasparente la politica."

"Per farlo meglio mi sono fatto aiutare da persone con le quali ho collaborato e che mi hanno sostenuto in questi mesi: Davide Parenti [un autore delle Iene]," ha scritto, specificando che dopo le elezioni ha incontrato tutte le persone coinvolte per chieder loro il consenso di comparire nel "racconto" ed è stato in quell'occasione che è scoppiata la rissa con Benigno. "Molti prima di me hanno documentato la loro elezione," ha aggiunto, "sto facendo male a voler raccontare la meravigliosa esperienza che ho fatto negli ultimi mesi?"

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