Laganas è un paesino baciato dal sole sull’isola greca di Zante. È il tipo di posto in cui ci vogliono dieci minuti per ubriacarsi, altri dieci per raggiungere l’orgasmo e un’eternità per superare le orribili cose che hai fatto al tuo corpo e alla tua anima nello spazio di pochi giorni. Credo sia per questo che è così gettonato tra i turisti più giovani.
Sono le 4 di mattina e sono sveglio e sobrio. Mi trovo a Laganas, per l'appunto, su un letto sudicio in un altrettanto sudicio hotel. Il letto è di quelli che a un'attenta osservazione offre preziose informazioni sugli ospiti precedenti. Se sei fortunato, trovi dei peli lunghi (i capelli). Se sei sfortunato, ci sono quelli ricci e corti.
La serata appena trascorsa è riuscita nell'impossibile: farmi sperare che le vacanze finiscano quanto prima. Certo, se foste greci non vi azzardereste mai a dire una cosa del genere: il mare e il sole hanno un significato quasi religioso per la maggior parte della gente che conosco, e anche solo far capire che non vi state divertendo in vacanza equivale a un peccato capitale.

Nel mio primo giorno qui, gli ubriachi semi nudi per strada mi erano apparso come un segno di liberazione sessuale. “Forse noi greci abbiamo ancora bisogno che gli occidentali ci mostrino cos’è la modernità,” avevo pensato tra me e me.
Il secondo giorno questi pensieri si erano già volatilizzati. Quella sera ho visto una ragazza che sedeva a gambe divaricate sul bancone di un bar, mentre altri si spintonavano per poterla raggiungere e vincere l’opportunità di infilarle le dita nella vagina. La terza notte a Laganas mi sentivo in un villaggio pieno di spermatozoi troppo ubriachi e sconvolti dai colpi di sole per capire verso quale ovulo dirigersi.
Oggi, grazie al cielo, qualcuno mi ha vomitato sulle scarpe, per cui eccomi qui.

So che se fossi ancora adolescente probabilmente tutta questa libido e questo caos mi ecciterebbero. Forse sono solo cresciuto e sono diventato uno stronzo senza voglia di vivere. O forse, solo forse, ho semplicemente scelto di fare una vacanza in un posto non adatto a me e pieno di persone che non capiscono ancora né probabilmente mai capiranno (o vorranno capire) il concetto di limite.
Tutte le estati giovani da Gran Bretagna, Germania, Australia e Italia salgono a bordo di un volo EasyJet o Ryanair verso un’isola greca per passare alcuni giorni a gattonare mezzi nudi per strada. La nostra economia ha bisogno del turismo, e per anni si è più o meno riusciti a chiudere un occhio sulle attività trainanti di Laganas, Faliraki a Rodi o Malia a Creta. Ma nell’era dei social media è diventato molto più difficile.
Ho messo insieme questa raccolta delle migliori/peggiori cose che ho visto postare dai turisti dopo le vacanze in Grecia per ricordarmi cosa non fare l'anno prossimo.









