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Vice Blog

Napoleone di Stanley Kubrick: tanto lavoro per nulla

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di it
02 marzo 2010, 2:36pm

Una notte, durante la fase di pre-produzione di Arancia Meccanica, Malcolm McDowell chiese a Stanley Kubrick perchè mangiasse il gelato insieme al secondo, una bistecca. "Che differenza fa?" rispose Kubrick. " È comunque cibo. Napoleone mangiava allo stesso modo". Beh, questo è quello che dice McDowell. Ci sono parecchi aneddoti semi-mitologici sul metodo di ricerca ossessivo di Kubrick. Che sia stato uno dei registi più meticolosi di sempre è fuori discussione, e Napoleone, il film che ha provato a realizzare per decenni senza mai riuscirci, è forse il miglior esempio della sua attenzione maniacale per i dettagli......secondo Kubrick nessuno era mai riuscito a fare un film storico degno di tale nome, e lui voleva rimediare a questa mancanza realizzando un epopea di tre ore, che raccontasse l'intera vita dell'imperatore francese.

Kubrick considerava Napoleone il personaggio più interessante mai esistito sulla faccia della terra. Ha descritto la sua vita come "un poema epico d'azione", e pensava che la sua relazione con Giuseppina fosse stata "una delle più grandi passioni ossessive di sempre". "È stata una di quelle rare persone capaci di cambiare la storia, di plasmare le sorti del proprio tempo e di quello delle generazioni future". Cominciando a lavorare al film a metà anni Sessanta, dopo l'uscita di 2001: Odissea nello spazio, Kubrick mandò un suo assistente in giro per il mondo, facendogli letteralmente seguire le orme di Napoleone, ( "Dovunque Napoleone sia stato, voglio che tu ci vada" gli disse), e chiedendo addirittura di riportare dei campioni di terra da Waterloo, in modo da poterla riprodurre in maniera esatta sullo schermo.

Kubrick lesse centinaia di libri sull'imperatore, dividendo tutte le informazioni che otteneva in diverse categorie, che andavano "dai suoi gusti in fatto di cibo, al tempo nel giorno di una certa battaglia". Raccolse circa 15.000 foto di location scouting e più di 17.000 raffigurazioni varie dell'epoca napoleonica.


Kubrick avrebbe girato il film in Francia e in Italia, per le loro locations spettacolari, e in Yugoslavia, per le comparse a basso costo necessarie a ricreare gli eserciti. Stiamo parlando dell'era pre-digitale, e la produzione avrebbe ingaggiato 40.000 soldati Rumeni e 10.000 cavalleggeri per girare le scene di guerra. "Non vorrei simulare il tutto usando pochi uomini" si legge in un'intervista dell'epoca "perché le battaglie Napoleoniche si svolgevano all'aperto, erano un'immensa scena in cui le truppe si muovevano quasi in maniera coreografica. Voglio riportare questa realtà nel film, e per poterlo fare bisogna ricreare tutte gli elementi della battaglia con la massima accuratezza".

I ruoli principali sarebbero andati a David Hemmings e Audrey Hepburn, con Alec Guinness e Laurence Olivier come attori non-protagonisti, ma il progetto si fermò bruscamente quando, in seguito anche all'uscita di una altro film su Napoleone, Waterloo, del 1970, la produzione decise che il progetto di Kubrick era finanziariamente troppo rischioso. Nei primi anni Ottanta si parlava ancora di voler realizzare il film, ma non sarebbe andata così. Nonostante Kubrick sia morto nel 1999, c'è ancora qualche possibilità che il suo progetto venga realizzato; a riguardo sono tirati in ballo i nomi di Ridley Scott e Ang Lee.


A dire il vero, se proprio volessi, il film te lo potresti fare da solo, visto che ogni singola informazione sul progetto è stata pubblicata in un libro chiamato Stanley Kubrick's Napoleon: The Greatest Movie Never Made. È un volume composto da 10 libri (letteralmente, sono nove libri ficcati dentro un'enorme confezione-finto-libro), stampato in 1.000 copie e costa 900 euro. Tutte le foto di location scouting, tutti le immagini di ricerca, le prove per i costumi, le corrispondenze con gli storici, il manoscritto originale di Kubrick—nel libro c'è proprio tutto. È fantastico. Ho visitato la sede della casa editrice, la Taschen; mi hanno addirittura permesso di toccare il libro, ma per qualche strana ragione non me ne hanno dato uno gratis.

Tony Frewin è stato l'assistente di Kubrick dal 1965 fino all'anno della morte del regista (e anche oltre). L'ho chiamato per farmi raccontare un resoconto di prima mano di come ci si sentiva a stare nel vortice napoleonico di Kubrick.

Vice: Spiegami com'è cominciata la tua esperienza con Stanley. Eri una specie di stagista per lui, no?
Tony Frewin: Beh, direi più un fattorino. Stagista mi sembra eccessivo.

Come vi siete conosciuti?
Io sono cresciuto a Borehamwood e Stanley si era appena trasferito negli studi MGM dietro casa mia, per la pre-produzione di 2001: Odissea nello spazio. Mio padre aveva appena lasciato il management della MGM, ma era andato a lavorare per Stanley, e continuava a ripetermi "Vieni a trovarci, ci serve un fattorino." E io gli ho risposto in maniera veramente grossolana—a metà anni '60 andavamo a vedere solo film stranieri: Antonioni, Fellini, Bergman, Bunuel. Terribilmente snob. E mi pare di avere detto qualcosa come "Beh, fosse stato Jean-Luc Godard allora sarei interessato." Mio dio. Che coglione.

La presunzione della gioventù. Assolutamente. Ti vorresti sotterrare quando ci pensi. Oh Dio. Comunque, vado a trovarli una domenica pomeriggio e mio padre mi fa vedere lo studio, che era completamente tappezzato di libri d'arte fantastici, surrealismo, Dadaismo, cosmologia, dischi volanti, e ho pensato "Cazzo, varrebbe la pena lavorare qua solo per poter sfogliare tutti questi libri." Poi è entrato Stanley, che avevo scambiato per l'uomo delle pulizie, vestito con dei pantaloni larghi e una giacca sportiva tutta macchiata d'inchiostro. Abbiamo chiacchierato un po', per un paio d'ore, e ad un certo punto mi ha detto "Quando puoi cominciare?" e io "Quando vuoi tu." E lui mi ha detto "Domani mattina alle sette in punto." "D'accordo" gli ho risposto. Tutto questo una settimana dopo il mio diciassettesimo compleanno.

Cosa facevi esattamente come fattorino? Quello che serviva al momento?
Si. È sempre stato così. La gente mi chiedeva "Come è organizzata l'amministrazione da voi?" alla Hawk Film, o come ci chiamavamo al momento, e io rispondevo "Allora, al top c'è Stanley, e sotto ci sono tutti gli altri." Non c'era nessun tipo di direzione intermedia, ma solo Stanley alla punta della piramide, e tutti noi altri alla base. Ma ho imparato così tanto lavorando per lui; la pagnotta te la sudavi per davvero, ogni singolo centesimo, ma come ha detto Michael Herr [lo sceneggiatore di Full Metal Jacket ] in quel suo bellissimo libricino [_Kubrick_]: nessuno se la sudava come Stanley. Viveva nella pratica, non nella teoria.

Ti ricordi quando è stata la prima volta che ti ha parlato di Napoleone?
Mi ricordo che mentre lavoravamo a 2001: Odissea nello spazio, Stanley era affascinato da alcune figure militari, era molto interessato a Giulio Cesare ad esempio, in particolare l'invasione della Gran Bretagna, ma penso che sia stata la capacità di Napoleone di essere al tempo stesso un uomo d'azione, un intellettuale, uno stratega e un politico, e il fatto di saper bilanciare questi suoi diversi lati, a far crescere in Stanley questa passione per l'imperatore.

Kubrick si riconosceva in questi personaggi?
Non penso che ci si identificasse, ma li trovava incredibilmente affascinanti. Trovava affascinante come dei difetti nel loro carattere, in particolare per Napoleone, li avessero portati alla rovina. D'altronde è quello che succede tutt'ora con personaggi che occupano cariche pubbliche o posizioni di potere.

La ricerca e la pianificazione che Kubrick ha fatto per Napoleone sono praticamente leggendarie.
Senza dubbio. Si impegnava al massimo per ogni suo film, stessa cosa per un altro progetto abbandonato, Wartime lies, sull'olocausto. Abbiamo speso circa due anni, giorno dopo giorno, a fare ricerca per quel progetto. Ma nello stesso periodo Spielberg ha avuto l'idea per Schindler's list, ha fatto la pre-produzione, realizzato il film, l'ha fatto uscire, mentre noi stavamo ancora a consultare gli schedari.

Quindi Schindler's list ha praticamente messo fine al progetto?
Beh, non solo quello. Stanley aveva sempre voluto fare un film sull'olocausto, ma c'erano sempre stati problemi a riguardo. Come lui stesso diceva, un film veramente accurato sull'Olocausto è pressoché inguardabile. E pensava che Schindler's list fosse difficile da eguagliare, e che quello non fosse il momento giusto per fare Wartime Lies. Sai che ha detto [lo storico] Raul Hilberg su Schindler's list? Ha pubblicato questo gigantesco libro in tre volumi sulla distruzione degli ebrei in Europa, molto arguto e anche divertente, ma ha detto che Schindler's list rappresentava una storia di successo. Un quadro positivo.

Questo è un modo di vedere la cosa. Comunque, tornando alla passione di Stanley per Napoleone, sai niente della storia di Malcolm McDowell sul fatto di mangiare bistecca e dessert insieme, perché Napoleone faceva così?
Questa la prenderei con le pinze.

Pensi che l'accuratezza delle sue ricerche e la massima attenzione ai dettagli fossero parte del divertimento per lui?
Beh, diciamo che era tutto in funzione degli obbiettivi che aveva. Stanley diceva che "Dio sta nei dettagli". Ma allo stesso tempo sapeva quando fermarsi, quando interrompere le ricerche. Barry Lyndon è un esempio perfetto di un film storico fatto come Dio comanda. Non come la gran parte delle cagate che fanno sulla BBC al giorno d'oggi. Il suo obbiettivo era di riprodurre esattamente la realtà dei tempi. È un film fantastico.

Pensi che se fosse stato ancora attivo oggi avrebbe utilizzato la computer grafica per i suoi film?
Senza dubbio.

E per quanto riguarda le comparse? Avrebbe voluto ingaggiare qualcosa come 40.000 uomini per Napoleone; pensi che l'avrebbe fatto lo stesso con la CGI?
Penso che sarebbe dipeso moltissimo dalla scena da girare. Per alcune scene sarebbero servite qualche migliaia di uomini, e per altre del CGI. Ad ogni modo penso che non avrebbe mai detto "facciamo tutto in CGI" senza pensarci due volte.

Secondo te Kubrick apprezzava le nuove tecnologie applicate in quel campo?
Assolutamente, e anche da subito. Tutto ciò che serviva a risparmiare tempo l'avrebbe pagato a peso d'oro, diceva. Noi altri eravamo praticamente dei luddisti, ma lui no. Nel 1980 ha comprato dei nuovi schermi verdi IBM per tutti. I primi PC disponibili sul mercato, con piccoli schermi da dodici pollici. Non avevano neanche un hard drive, solo due entrate per i floppy disk. E Stanley mi diceva " Questo qui è il futuro, questo è ciò che useremo." E io gli rispondevo "No, a me piace battere a macchina, prendere il pezzo di carta e leggere quello che c'è scritto sopra." e lui " Senti, devi liberarti di quella macchina, questo è il futuro, è arrivato ora". Non era per niente conservatore in quel senso; abbiamo cominciato a usare il fax prima di chiunque altro. La gente diceva "A che cazzo ti serve un fax?" Ma qualsiasi cosa servisse a risparmiare tempo, lui la usava da subito.


Cosa penseresti se Ridley Scott dovesse fare il film?
Beh, lui è un regista molto competente, ma sarebbe comunque un film diversissimo da quello che aveva in mente Stanley. C'è stato solo uno Stanley che potrebbe fare un film alla Stanley Kubrick.

ALEX GODFREY