
In occasione della nostra collaborazione con Reebok abbiamo intervistato un altro dei nostri creatori di fumetti preferiti, Johnny Ryan.
Johnny Ryan lo sapete già chi è. Disegna i fumetti a fine numero di VICE da quando mi trasferii in Italia sette anni fa per mettere assieme il primo cumulo di carta rilegata mensile che sfogliate ora. Se leggete questo giornale, o se seguite i suoi svariati libri per Fantagraphics (tipo la serie di Blecky Yuckerella, la serie Angry Youth Comix o la serie di parodie raccolte prima in KKK - Klassic Komics Klub e poi in The Comic Book Holocaust) saprete sicuramente che Ryan è un fottuto genio della comicità. Ma non solo: Johnny è anche il creatore di Prison Pit, la sua prima graphic novel, un’opera geniale, iperviolenta ed esilarante che arriva alla base delle grandi serie di combattimenti manga, come Berserk o Dragon Ball Z, riducendone le parti fino ad arrivare ad una costantemente inventiva, staordinariamente divertente successione infinita di mazzate senza senso. Prison Pit è un capolavoro vero, nel senso che è un’opera che può essere letta in almeno quattro modi diversi, e che cela dietro un’apparente e avvilente semplicità una conoscenza del mezzo del fumetto profondissima e, sebbene Johnny mi darebbe del frocio se solo sapesse leggere questa prossima frase, una riflessione sulla serialità, la ripetitività e la violenza nel fumetto per adolescenti. L’ultimo sforzo di Johnny è una storia di una ventina di pagine nell’ultimo volume di Kramers Ergot, il numero otto, curato come sempre da Sammy Harkham, che, straordinariamente, non include nemmeno una singola battuta demenziale. Sembra che il nostro Johnny stia crescendo! Ma non preoccupatevi: alla fine rimane un grandissimo cazzone, come potrete evincere da questa nostra breve conversazione via mail.
VICE: Che hanno di così speciale i nacho, ciccio?
Johnny Ryan: Be', tu vieni dall’Africa, quindi non puoi capire il potere dei nacho.
Cosa preferisci: i nacho o la pizza?
Ora come ora la pizza, ma tra qualche minuto preferirò i nacho.
Com’è possibile?
Tu concentra la mente e vedrai che ci arrivi.
Qual è la tua serie di fumetti preferita oggi?
Forming, di Jesse Moynihan.
Non ti piace 1-800-Mice? Che problemi hai con Thurber?
Sì, anche quella non è male, anche se Thurber è fin troppo sexy.
Perché ti piace così tanto esasperare la gente?
Perché ti piace così tanto leccare il culo alla gente?
Perché ha un buon sapore. Parlami della tua ossessione malsana per A Serbian Film.
Lo guardo tutti i giorni e poi mi prendo il pene a martellate. Che domande orrende.
Lo so che fanno schifo, ma sei stato intervistato così tante volte che non so cosa chiederti. Perché ti piace rilasciare così tante interviste?
Non è che vado in giro a caccia di interviste. La gente mi intervista sempre perché sono così fottutamente affascinante.
Okay, ecco un’altra domanda: la tua storia su Kramers Ergot 8 è serissima. Non c’è una battuta nemmeno a pagarla. È dark e basta. È un genere che ti piacerebbe esplorare di più nel futuro?
Mh, non saprei. Sammy Harkham, l’editore del libro, voleva che facessi una storia horror, qualcosa tipo Prison Pit. Avevo quest’idea di una specie di mix tra Solaris e L’uccello che girava le viti del mondo, pensavo sarebbero stati perfetti assieme. È successo e basta, sai. Non ho un’altra storia del genere in cantiere, se è questo che ti interessa.
Vuoi dirmi qualcosa su quale direzione pensi prenderà Prison Pit?
Sta prendendo la stessa direzione che aveva all’inizio. Dritta al punto, come un calcio nelle palle.
Adesso che hai in ballo grandi accordi TV per sviluppare i tuoi fumetti in serie animate, come un importante cocainomane di Los Angeles, dobbiamo aspettarci che non ti occuperai più di disegnare?
Spero di no. Devo ancora finire la serie di Prison Pit. Ci vorrà ancora qualche libro. E mi piace ancora disegnare fumetti per VICE.
Ad oggi, quali artisti di fumetti contemporanei pensi siano i più interessanti, e perché?
Be’, ho già citato Jesse Moynihan. I suoi fumetti sono divertenti, violenti, bizzarri e perversi, tutti ingredienti molto importanti per un buon fumetto. Altri che mi vengono in mente sono Ben Marra, Matt Furie, Michael Deforge, Lisa Hanawalt… chi altro c’è?
CF?
Sì, CF spacca.
Se dovessi citare qualcuno che è stato un “eroe” quando eri piccolo, chi citeresti e perché?
Gli artisti di MAD Magazine sono stati fondamentali per me quando ero piccolo. Veneravo quella rivista, in particolare Al Jaffee e Don Martin. Più tardi, negli ultimi anni dell’adolescenza, lo è stato Robert Crumb. Ha portato queste idee satiriche che già erano presenti in MAD ancora più agli estremi. Io mi occupavo di fumetti e amavo sfottere, quindi questa roba mi si addiceva.
Okay. Grazie.
Quand’è che mi pagate?
Ti farò mandare da qualcuno nell’ufficio i dettagli per la fattura.
Okay. Dovrei anche citare Ray Sohn. Hai letto la sua striscia “True Chubbo” sul sito di PictureBox? È esilarante.
Sì, è una figata. Mi piacerebbe essere parte di una coppia asiatica di fumettisti sexy che fanno continuamente sesso e si guadagnano da vivere disegnando vignette di loro due che scopano e si cagano in faccia.
Li ho incontrati di persona. Sembrano due angeli appena scesi dal paradiso. Quand’è che mi pagate, allora?
Tra 60 giorni.
SESSANTA GIORNI?! Quindi non mi pagate prima della primavera? In questa frenetica epoca di utopia tecnologica e futurista non potete pagarmi prima di sessanta giorni? Che cazzo di stronzata da ventesimo secolo mi stai propinando?
Scusa, Johnny, vorrei poterti pagare prima, è colpa della vecchia Europa, dei burocrati e delle loro regole di merda. In realtà è così quasi ovunque, in Italia. Vorrei davvero poterti pagare prima, ma non posso.
Digli che se non mi pagano subito me ne tiro fuori. Voi italiani siete solo un mucchio di stronzi mangiaspaghetti e succhiasoldi.
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