
On. Roberto FicoNon date retta a chi ha parlato della manifestazione a sostegno di Beppe Grillo (tenutasi il 18 giugno in Piazza Montecitorio) in termini di "flop" e "fallimento". È vero: c'erano poche persone, perlopiù avanti con l'età; non si è detto praticamente nulla e non si è concluso alcunché; e, in fondo, si trattava semplicemente di un sit-in a sostegno del Capo, con rimandi nemmeno troppo velati alle pratiche di piazza berlusconiane. Ma c'è stato anche dell'altro.
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Eppure non doveva finire così. Nelle linee guida dell'evento postate su Facebook, gli organizzatori avevano auspicato una nutrita partecipazione e stilato una specie di decalogo per arginare eventuali provocazioni dei giornalisti: "Siamo lì per manifestare il nostro affetto a Beppe Grillo e ai nostri deputati e senatori. Il fatto che vi sia aria di dissidenza dev'essere considerato quasi 'ACCIDENTALE'. […]In soldoni, [bisogna] sminuire i problemi, liquidare con una risata le ipotesi di scissione, accogliere con uno sbadiglio e una scrollata di spalle le previsioni di fine del MoVimento."

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Vito Crimi e i cosiddetti falchi hanno spinto per la procedura di espulsione, culminata il 17 giugno nell'assemblea che ha proposto l'allontanamento della senatrice con 79 voti favorevoli, 42 contrari e 9 astensioni. Il giudizio finale sulle sorti della Gambaro spetterà alla
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