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Il "nazismo ironico" è l'ultima tendenza dell'internet italiano

Su Facebook non ci sono più solo i meme dozzinali su Mussolini o le battute delle pagine sul black humor: il "consumo" delle ideologie totalitarie ha assunto nuove forme per adattarsi alla società post-internet e post-ironica.

di Mattia Salvia
28 ottobre 2015, 9:14am

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via Facebook/I giovani maneschi leggono tutti Dostoevskij

Negli ultimi anni c'è stato una specie di cortocircuito culturale evidente in tutti gli aspetti della nostra epoca. Il mondo è cambiato profondamente e molte cose devono ancora assumere la loro forma definitiva. Anche il "consumo" delle ideologie totalitarie è in un certo senso cambiato, e ha assunto nuove forme per adattarsi al nuovo ambiente e alla nuova società post-internet e post-ironica. È questo il processo che ha portato alla nascita di quel fenomeno che inizia a comparire sempre più spesso sulle nostre di Facebook e che potremmo chiamare "nazismo ironico."

Probabilmente sarà capitato anche a voi di incrociare questo genere di contenuti. Per la maggior parte si tratta di roba nichilista, cupa, intellettualoide e vagamente nostalgica, molto diversa sia dai meme dozzinali su Mussolini diffusi dalle pagine dichiaratamente fasciste, sia dalle battute sul nazismo delle pagine dedicate al black humor, per le quali fare ironia sul nazismo significa solo rompere un tabù come tanti. Nella maggior parte dei casi, infatti, si tratta più di un immaginario che di una connotazione politica esplicita—che spesso non viene nemmeno espressa, o quando viene espressa è sempre occultata sotto diversi strati di ironia.

Immagine via Facebook/


Alpaca e Nazismo

Qualche tempo fa, in un articolo su Prismo, Alessandro Lolli aveva cercato di ricostruire il percorso che ha portato l'estrema destra italiana a "sciacquare fez e manganello nelle acque dell'hipsteria anni Duemila," puntando su una nuova estetica "nichilista cool" da belli e dannati a base di Ezra Pound, il Foglio e i Baustelle. In pratica, in questa nuova epoca il nichilismo servirebbe a rendere glamour il nucleo ideologico fondamentale del fascismo, allontanandolo così dall'estetica a cui viene comunemente associato.

Una trasformazione che non è niente di nuovo: per identificare l'avvicinamento di fascisti e neonazisti alla cultura hipster c'è persino un termine, nipster, che indica i "giovani neonazisti che adottano determinati aspetti della cultura hipster per usarla per promuovere i loro ideali." Solo che adesso non si tratta più di qualcosa di deliberato, bensì di una specie di "movimento" culturale indipendente dai referenti politici che vorrebbero sfruttarlo, la cui caratteristica principale è di rifuggire ogni tentativo di darne una definizione univoca.

In Italia, gli iniziatori di questo fenomeno sono stati il Britney National Party—uno dei primi movimenti nazi-ironici, nel cui manifesto si legge che "l'istinto sovversivo nell'azione della [Britney] Spears è lapalissiano."

E Svart Jugend, un blogger nichilista i cui testi sono pieni di riferimenti al black metal e al misticismo nazista, che sulla sua pagina pubblica spesso dei manifesti "ironici" il cui scopo evidente è piacere anche a chi non condivide quello che scrive.

Uno dei manifesti di Svart Jugend. Immagine


via Facebook/Svart Jugend

Dalla predicazione di quest'ultimo è poi nata una serie di altre pagine, che attingono ed espandono quello stesso immaginario: la più grande, che oggi conta 14mila fan, è "I giovani maneschi leggono tutti Dostoevskij"—forse l'esempio perfetto di cos'è e come funziona questo fenomeno.

"Sto creando un cosmo del mio immaginario delirante," ha scritto in un commento il gestore della pagina. In questo cosmo trovano spazio razzismo e omofobia, e a quanto pare il suo pantheon comprende personaggi come Burzum, Vladimir Žirinovskij e Bashar al-Assad, protagonisti delle immagini e dei video condivisi dalla pagina. Ma se escludiamo questi riferimenti culturali e un certo anti-americanismo d'accatto, la pagina non ha evidenti caratterizzazioni politiche.

La radice di quest'indeterminatezza—che in questo caso specifico è con ogni probabilità del tutto casuale—si può ritrovare nelle teorie di ingegneria politica di Vladislav Surkov, scrittore di fantascienza e consigliere stretto di Putin, che prevedono "la creazione di quante più narrative possibile, tutte in competizione tra di loro, in modo tale da oscurare la verità." Lo scopo dichiarato è creare confusione, rendere assurdo il dissenso e irriconoscibile il potere.

Ovviamente, con questo non voglio dire che queste pagine siano effettivamente degli strumenti di propaganda. Semplicemente, l'universo delle pagine nazi-ironiche è una conseguenza del fascino esercitato dalle ideologie della forza nei momenti di crisi e incertezza e dei tentativi da parte dell'estrema destra di trovare nuovi metodi comunicativi per arrivare a un pubblico più ampio. Un concetto espresso anche da Simone di Stefano di Casa Pound, che nel 2012 a In Onda aveva detto che "chi va col fez e il manganello è un pagliaccio che disonora il fascismo" riferendosi alla tradizionale parata di nostalgici a Predappio.

La ragione del successo di queste pagine sta nel fatto che esaltando determinati valori, credenze, comportamenti e riferimenti culturali danno a chi le segue l'illusione di essere qualche modo speciale, più intelligente e diverso dalla massa che quelle cose le ritiene sbagliate o tabù. Insomma, nell'era dell'individualismo sfrenato, lo snobismo e l'elitarismo di destra hanno cambiato funzione: non servono più a separare i superuomini dalla massa, ma a scomporre la massa in tanti individui e convincere ciascuno di questi della sua unicità.

Un'operazione più efficace sia delle parate di Predappio che delle appropriazioni culturali di Casa Pound, ma che in questo momento viene portata avanti principalmente da ragazzi annoiati che postano su Facebook foto di alpaca con la croce celtica sul muso.

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