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Attualità

Questi due minuti di Striscia la Notizia sono i più imbarazzanti della tv italiana?

Anche se tendiamo a dimenticarcene, Striscia la Notizia va ancora in onda. Una delle sue ultime trovate è questo servizio che sfotte i migranti che scappano dal CARA di Bari.

di Mattia Salvia
05 aprile 2016, 9:36am

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Striscia la Notizia è uno di quei programmi della tv italiana di cui non si parla spesso su Facebook, essenzialmente per ragioni demografiche ma anche perché farlo per lamentarsene non è esattamente la cosa più nuova del mondo. Ci sono casi, però, in cui questa regola non scritta viene infranta. Quello del "campionato mondiale di salto dell'inferriata" è uno di questi.

Si tratta di uno spezzone di Striscia che sta girando molto in queste ore: in pratica è una mini-rubrica di circa due minuti in cui l'inviata Rajae Bezzaz va fuori dal CARA di Bari, riprende i migranti che escono scavalcando le inferriate e commenta le immagini come se si trattasse appunto di una gara sportiva.

"Qui a Bari, al Centro di accoglienza per richiedenti asilo si entra e si esce sempre alla stessa maniera," esordisce Bezzaz nella prima puntata della rubrica. "Gli ospiti, chissà perché, preferiscono scavalcare la recinzione posteriore che costeggia la ferrovia invece che passare dalla porta principale. Le tecniche di scavalco si sono perfezionate nel tempo e alcuni profughi sono diventati veramente bravissimi. Così abbiamo deciso di stabilire chi di loro fosse il migliore."

Lo schema di ogni puntata è sempre lo stesso: dopo una breve presentazione, vengono passate in rassegna le immagini di alcuni migranti che scavalcano la cancellata del CARA, accompagnate da una telecronaca, da una musichetta ironica e da commenti sulle "tecniche di scavalcamento" utilizzate dagli "atleti." C'è anche una grafica in sovrimpressione dove sono indicate la nazionalità del migrante e il coefficiente di difficoltà della "prova."

Una volta che il migrante ha scavalcato, l'inviata di Striscia si rivolge a una giuria formata da tre persone che rappresentano Italia, Germania e Francia e che valutano ogni prestazione alzando delle palette numerate. Tra una "gara" e l'altra a volte la conduttrice fa anche qualche domanda in inglese ai migranti, che nella maggior parte dei casi appaiono piuttosto disorientati.

Insomma, una cosa così priva di senso che si commenta da sola. Se non sono i due minuti più grotteschi della tv italiana, ci vanno vicini.

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In realtà la prima puntata della rubrica è andata in onda due settimane fa, ma praticamente nessuno ci aveva fatto caso. Il format però deve aver avuto successo, visto che siamo arrivati già al terzo episodio, e oggi la cosa è stata ritirata fuori su Twitter e ha cominciato a girare parecchio.

Questo, oltre a impedire che andasse definitivamente perduta, mi ha fatto anche scoprire che nel dicembre 2015 Striscia la Notizia aveva dedicato un servizio—anche questo realizzato da Rajae Bezzaz—al tema dei migranti che scappano o escono dal CARA di Bari scavancandone le cancellate.

Il servizio in questione, intitolato "Non passa lo straniero," si presentava quantomeno come "giornalistico" nelle intenzioni, anche se i toni di "derisione" erano già presenti—a cominciare dall'uso di "Cara ti amo" di Elio e le storie tese come sigla. A gennaio dello stesso anno l'Espresso aveva seguito la vicenda spiegando che, mentre molti migranti entravano nella struttura soltanto per i pasti—scavalcando nuovamente all'uscita—altri usavano le inferriate come via di fuga diretta, sotto gli occhi dei militari.

Striscia la Notizia viene presentato da anni come un programma che si occupa anche d'inchiesta, ma in questo caso, invece di indagare sui motivi per i quali i migranti ripresi lasciano in quel modo la struttura—o più in generale sulla condizione dei CARA, che spesso e volentieri sono scossi da scandali di vario tipo—ha scelto di parlarne mostrando il "Campionato di salto dell'inferriata."

E per farlo ha usato uno stile d'intrattenimento televisivo degno di fine anni Ottanta, che è più o meno il periodo da cui non sembra mai essere uscito l'intero programma.

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