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La musica preferita dei vostri filosofi preferiti

Vi siete mai chiesti che musica ascoltavano i vostri filosofi preferiti? Ah, non vi piace la filosofia? Ah, non vi piace la musica? E allora che ci state a fare qui?
12 maggio 2015, 10:25am

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Lo so, non te ne batte niente perché non hai studiato filosofia e di ciò che Ludwig Feuerbach pensa di Bach you don't give a fuck (scusami, davvero, hai appena letto una merda, sono mortificata). D'altronde la filosofia è una componente importante della vita di tutti i giorni (mai sentito "prendila con filosofia"?) e di solito i filosofi, anche quando non si occupavano di teorie estetiche come il caro Wiesengrund Adorno, si predisponevano, ognuno a suo modo, all'appercezione della realtà che li circondava e alla conseguente sensazione di fusione cosmica, quindi è ovvio che i filosofi sono fan della musica, ed è ovvio che ad ogni scuola di pensiero si può associare un genere musicale. Se non sei d'accordo abbandona l'articolo qui.

PLATONE / ARISTOTELE

La musica nella Penisola Calcidica nel quarto secolo AC doveva essere una vera mina, più o meno un ibrido tra canti protobalcanici, sinfonie erotiche persiane e voci suadenti di aedi dalle voci limpide. Apollineo e Dionisiaco, per citare un collega che arriverà più tardi, melodie orientalissime da viaggio dell'anima fuori dal corpo e verso il suo giro extraterrestre. Le orecchie di questi ragazzoni ascoltavano ritmi ciclici, regolari, armonie alla luce del sole come le loro filosofie schematiche e ordinate, curate per stendersi come pensieri dominanti su un sottofondo brulicante di fughe irrazionali. Credo che se vivessero ora Plato e Aristo potrebbero, essere fan di robe psichedeliche-esotiche-prog tipo questa, ma pure del povero Mango, virtuosismi.

AVICENNA / AL GHAZALI

Attorno all'anno mille in Persia sicuramente c'era roba che piace a me, preghiere cantate incalzanti che si costruivano sull'idea di ripetizione cosmica, sferica, matematica. Melodie tonali di confraternite Sufi che ripetono il nome di Dio. E a ripetere i 99 nomi di Dio in continuazione ovviamente ti viene in mente di ragionare tutto il giorno su questioni matematiche e teologiche. Queste persone sapevano che cosa è giusto ascoltare per far andare il cervello. Avicenna studiava musica, probabilmente è per questo che riuscì a connettere così bene religione e scienza, perché la musica ha una componente di entrambe. Se fossero in cumpa con me probabilmente ora ascolteremmo insieme Ariel Kalma, El Mahdy Jr o Maruego o questo pezzo di Teams.

SAN TOMMASO

Tutti i contemporanei di San Tommaso, appartenenti alla cosiddetta scolastica, ascoltavano più o meno la stessa roba: canti gregoriani accompagnati da organi. Canti gregoriani accompagnati da organi. Voci e organi. Corde vocali intorno a organi. Chiaramente tutta questa zona medievale del pensiero, della musica e della riproduzione umana è caratterizzata da una lascivia nascosta e aberrata dal pensiero di Dio, modalità che porterà ai preti pedofili di tutte le epoche, alla castrazione di Abelardo e alla successiva separazione da Eloisa e a teorie filosofiche da veri segaioli come quella delle cinque vie per provare l'esistenza di Dio o la Summa Theologiae. In realtà tutti pensavano solo a scopare, per tutto il medioevo. Oggi San Tommaso ascolterebbe qualcosa tra Povia e i POD.

GIORDANO BRUNO

Sono recentemente andata a trovare zio JB nella sua residenza attuale, se la passa sicuramente meglio che quando era un giovane bruciato. Non ho bisogno di dire per quanti motivi Giordano Bruno sia un uomo da rispettare: uno che sovverte, praticamente da solo, ogni costruzione segaiola dei teologi della scolastica, rinnega la dottrina trinitaria e la superiorità della fede sulla ragione, sostiene l'infinità dell'universo, non cede fino alla sua esecuzione. Un supereroe. Uno dei Fantastici Quattro. La torcia umana. Probabilmente nelle sue peregrinazioni in Europa avrà incontrato la musica di Giovanni Pierluigi da Palestrina, che all'epoca era una specie di rockstar, anche se oggi ascolterebbe sicuramente roba tipo King Dude o gli Swans.

CARTESIO

Non nascondo che Cartesio mi sta sulle palle praticamente per tutto tranne che per due cose: il dubbio iperbolico, in cui a un certo punto mette in dubbio pure il dubbio (certo che passare tutta la propria vita a razionalizzare in piani xy poi ti frulla un attimo il cervello) e il GENIO MALIGNO che ti piglia per il culo e ti confonde le idee. Cartesio è quello che oggi si definirebbe un complottista, o, più semplicemente, un grillino. E nonostante Fedez abbia la supremazia sulle sigle dei grillini, io direi più che se fosse uno dei nostri, ora, Descartes ascolterebbe tipo Jovanotti. Invece ai suoi tempi si stava transitando dal rinascimento al barocco (leggi: seghe mentali praticamente infinite in filosofia, come in musica). Andava parecchio il nostro talentuoso Monteverdi. Qui il suo singolo di punta, praticamente Branduardi.

KANT

KANTYE WEST è il filosofo migliore della storia. Non esiste nessun altro uomo al mondo che abbia dato una teorizzazione della realtà fenomenica, noumenica, trascendentale e morale completa ed esaustiva come quella del nostro Immanuel, e tutto senza muoversi MAI dalla sua Königsberg. Kant sarebbe perfetto per l'epoca di internet, sicuro andrebbe fuori per gente tipo Oneohtrix Point Never, Leyland Kirby, Kevin Drumm, Lichens, James Ferraro, insomma tutte le robe che piacciono a me. Anche se molti criticoni asseriscono (pur non conoscendolo) che dalla Critica del Giudizio si evince abbastanza chiaramente che Kant non capiva un cazzo di musica, a me piace pensare che saremmo andati d'accordo. Ai suoi tempi, in ogni caso, andava tantissimo Vivaldi.

HEGEL

Persona noiosissima. Non voglio stare a perdere altro tempo su Hegel che già al liceo ne ho perso fin troppo. Si ascoltava Haydn, quasi certamente.

KIERKEGAARD

Per Kierkegaard l'eroe è Mozart, il Don Giovanni è lo spirito della musica, questo è abbastanza chiaro. Però ho idea che Søren fosse un po' più emo di così, intimamente. Per dire, oggi si ascolterebbe le cose che si ascolta Sonia Garcia, tipo Coil, Demdike Stare e Giovanni Allevi.

NIETZSCHE

Anche qui è abbastanza chiaro che, fino a un certo punto della sua vita almeno, il buon Federico Nietzsche avesse una passione non velata per Wagner, quindi è abbastanza obbligatorio associare le sue opere, quantomeno fino al 1888, alla musica wagneriana. Oggi Nietzsche ascolterebbe roba krautrock o industrial, praticamente sarebbe Birsa.

ADORNO

Si sa che Adorno era un pianista e un fanboy di Schoenberg, che per lui rappresentava la non-accettazione, la reazione, la rivolta all'establishment, contro la musica reazionaria di gentaglia tipo Stravinskij. Oggi non so cosa farebbe Adorno, ma secondo me gli piacerebbero Powell, Russell Haswell, Lee Gamble e Holly Herndon.

Se vi chiedete cosa ascolta Cacciari, probabilmente John Cage perché gli danno fastidio i suoni.

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