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Noisey

Guardiamo insieme Sanremo - seconda serata

Le canzoni di ieri erano tutte sostituibili con altre grandi canzoni del passato, ecco quali.

di Virginia W. Ricci
20 febbraio 2014, 11:43am

Mi accorgo solo alla seconda puntata che secondo Lars questo Festival è dedicato alla bellezza.

Che sia un terribile sintomo del nostro prossimo regista da Oscar? Che sia una citazione della band finora più giustamente apprezzata sul palco dell'Ariston, i Marlene Kuntz?

Con questa nuova consapevolezza tentiamo di dirimere il complesso piano educativo di Lars, che questa sera, più chiaramente di ieri, è teso a sottolineare come la televisione e l'espediente "spettacolo" possano fungere da molla per contenuti davvero pedagogici, per esempio grazie a Frankie Hi-NRG ora sappiamo tutti che se è libero il pignone lo sceglie la corona, che attraverso una catena condiziona il moto del sistema.

#PEDALA

(manca già un pochino la presenza dei giovani in questa serata, e per giovani intendo loro)

Beetroot liberamente tratto dal sito di TV Sorrisi e canzoni

Per ovviare alla mancanza del Maestro Frankie, la puntata inizia con il Maestro Manzi, che insegnava a scrivere alle persone, tutti i miei opinionisti sono dell'opinione che dovrebbero farlo ancora, ma il motivo per cui ne parlano non è il buon intento propedeutico di Lars, ma la fiction che sta per andare in onda. Ho come la sensazione già dall'inizio che mi si prenda per il culo.

Segue infatti l'attore Santamaria che legge una bella lettera del maestro Manzi, segue nuovamente sermone di Lars sulla bellezza e sull'educazione.

"Quindi ogni sera c'è un'omelia diversa"

A quanto pare sì. Nonostante la nostra soglia di attenzione sia bassissima, abbiamo capito che il tema di oggi è l'istruzione, mentre quello di ieri erano le infrastrutture, ma il vero tema globale del Festival è "vecchi che fanno le cose meglio di giovani".

Come volevasi dimostrare, entrano in scena le coordinatissime gemelle Kessler di cui Wikipedia ci tiene a sottolineare che sono nate lo stesso giorno, il 20 agosto 1936. Hanno quasi 78 anni.

A ruota (#PEDALA), arriva in scena anche la sbarazzina Littizzetto che è vestita da ascella.

Stasera devono farci stare anche i giovani (canteranno tra mezzanotte e mezzo e l'una), quindi la serata inizia subito.

Premetto che oggi non parlerò di plagi, visto che parlare di plagi è hipster, ma—fedele alla linea di compagno Lars—illustrerò pedagogicamente con quali canzoni vecchie sarebbe stato lecito e costruttivo sostituire le canzoni nuove.

1. SOSTITUIRE FRANCESCO RENGA CON ELIGA

Il primo cantante a esibirsi è Francesco Renga che odiamo ed è fascista (dichiarato più volte di essere pro Berlusconi in interviste). La sua prima canzone è scritta da Rocco Casalino e ha la peculiarità di esaltare la sua tracheite, ma soprattutto la sua abilità di far volteggiare l'asta. Al posto di questa lagna sarebbe stata opportuna "L'essenziale" di Mengoni dopo l'asportazione delle adenoidi.

La seconda canzone, "Vivendo Adesso" è scritta da Elisa quindi passerà questa (e abbiamo molta paura che vinca pure). Anche lui se ne rende conto, infatti ha già il ghigno compiaciuto prima di iniziare. Purtroppo la scrittura di Elisa accentua solamente la decadenza psicofisica di noi che guardiamo Renga più che di Renga stesso, la prendiamo un po' come un insulto.

Sostituibilissima da "Gli ostacoli del cuore", in una versione immaginaria in cui Elisa e Ligabue si cantano uno sopra all'altro.

2. SOSTITUIRE CATTIVISSIMO ME CON BESAME MUCHO

Ora tocca a Cattivissimo me con una canzone scritta da Nina Zilli che è uguale a tutte le canzoni degli anni Sessanta, e sostituibile con "Besame Mucho". Fortunatamente la canzone di Cattivissimo è più innocua del previsto e riusciamo tranquillamente a sostenere una conversazione che non c'entra nulla con quello che sta accadendo.

La seconda canzone, è "Can't hurry Love". Non si capisce come una persona che canta da così tanti anni non sia ancora in grado di fare nulla di decente. Speriamo che torni felicemente alla sua carriera cinematografica.

3. SOSTITUIRE NOEMI CON MIDGE URE

Dopo questo orribile siparietto arriva la futura vincitrice, Noemi, vestita da circuito elettrico esposto, dirige l'orchestra un membro degli Agony Face. Noemi ha forse reciso il suo dread a cui ha dedicato il brano "Un uomo è un albero".

La seconda canzone, "Bagnati dal Sole", prevede l'uso di echi e dell'inconsapevolezza di Noemi stessa di trovarsi di fronte a un pubblico di esseri mummificati e non a San Siro. Ottiene che cinque o sei persone riacquistino l'uso delle mani per qualche secondo. La canzone che passa è la più brutta tra le due e quindi non vincerà mai il festival, la nostra candidata alla vittoria, quindi, per ora rimane Giusy. In ogni caso potremmo sostituire la sospirante ballata di Noemi con la dichiaratamente sospirante nenia di Midge Ure.

3. SOSTITUIRE RENZO RUBINO CON IL MOMENTO IN CUI ANDREOTTI SI È BLOCCATO IN DIRETTA

OOOOH. Per la gioia dei Papaboys il giovane ora big Renzo Rubino che ci tiene a cantare sempre canzoni affiliate alla lobby gay, infatti anche il direttore d'orchestra è all'apparenza molto lobby. Quantomeno la giovane età gli concede energia per essere un po' più movimentato delle altre mummie e il pezzo ha un che dei grandi successi di Antonella Ruggiero, tipo "Close to me", nel finale però sgrava e diventa Negramaro.

La seconda canzone di Ruby Rubino, che non passerà, è piena di arzigogolature barocche, lui è il nostro Burt Bacharach, solo che Burt scrive canzoni in cui è contemplato il silenzio.

Se avesse vinto questa l'avrei sostituita con "Il mio amore un dì verrà" di Biancaneve, ma visto che ha vinto l'altra, in omaggio al tanto agognato silenzio, faccio cambio con il momento in cui Andreotti si è autocriogenizzato in diretta.

4. SOSTITUIRE THORNE FORRESTER CON TERENCE HILL

Dopo la grandissima Franca Valeri, che a 94 anni regge la comicità meglio della Littizzetto, arriva sul palco Thorne di Beautiful, che canta una prima canzone stracciapalle dimenticabilissima, mentre la seconda, quella che passerà, è allegra e si chiama "Sting in the rain", il testo recita "dentro me c'è un cane che canta con me" e per l'occasione Thorne ha affittato un fischiettatore professionista.

Questa canzone ci ha gasato e per l'emozione io e i miei opinionisti ci poniamo domande esistenziali:

"Come si chiama il cantante dei Simply Red?"

"Minds"

Comunque Ron è l'unico uomo nel mondo, oltre a Terence Hill, ad avere le rughe deliziosamente scolpite nel volto da anni e anni, quindi la sua vena country la mettiamo da parte e al suo posto incastriamo la sigla di Lo chiamavano Trinità.

Ma è il momento del superospite.

"Un bellissimo uomo, uno che se fosse in America sarebbe considerato Richard Gere".

Chi sarà mai? Blaudio Cojoni.

Dopo l'inizio soft, Blaudio, che per l'occasione si è fatto impiantare un dito in più nelle mani, si trasforma negli Europe, manipolando un synth che nemmeno Beetroot, per "E tu" e cambiando successivamente strumento a ogni cambio canzone.

Nel frattempo la regia di Sanremo riprende i pirati di Internet che caricano i video pirati su YouTube.

Ma torniamo alla gara.

5. SOSTITUIRE IL TIROMANCINO CON L'ALTRO TIROMANCINO.

La riflessione è questa: "Posso chiedere perché i Tiromancino vanno alternati a Sanremo? Una volta va lui una volta va l'altro, sempre con la stessa canzone."

Quindi, per coronare il sogno mio e dei miei opinionisti di vederli quantomeno concentrati in una sola volta, sostituiamo il brano di Riccardo Sinigallia con uno in cui sta con Zampaglione.

6. SOSTITUIRE SARCìNA CON POVìA

Parole che andrebbero eliminate dal vocabolario di Sarcina con l'accento sulla à: fragili, ingenuità, sorriso, respiro, sentimenti, Giulia. Parole che gli provocano evidentemente alcune scorrettezze posturali. Per evitargli la scoliosi, gioco il jolly e mando in campo Povia con la canzone dedicata ai bambini, ai tempi in cui ancora i suoi squilibri extraposturali non erano manifesti.

Ma ecco sul palco "il più grande cantautore del pianeta", Rufus Wainwright, il Renzo Rubino d'oltreoceano, che prima di guarire dalla malattia era sposato con la figlia di Leonard Cohen e, per la parità dei diritti, ostenta con orgoglio il fatto che nonostante sia gay è in grado di scegliere una cravatta bruttissima.

Si conclude la puntata con le nuove proposte.

A proposito di militia christi. Nessuno si lamenta del nome di questa prima giovane proposta che è chiaramente una bestemmia?

Diodato è un personaggino apparentemente privo di voce che ci fa scoprire che la chitarrra elettrica si può suonare anche con le dita. In ogni caso è molto bravo a fare la cover di "Creep".

Sfiniti, assistiamo al figlio di Ivan Graziani che faceva anche bella figura fino a "La mia generazione a spasso come lupi sul Gran Sasso" .

Poi canta Monica Lewinsky e poi un uomo che ha ingoiato Gino Paoli.

Per concludere, come avrete capito, l'intera puntata, che l'abbiate vista o no, può essere sostituita da quattro ore di ascolto in loop della nostra grande favorita.

#PEDALA

Se anche tu pensi che #PEDALA sia la canzone più bella del Festival, pedala con Virginia su Twitter @virginia_W_

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