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Noisey

Il PSG ha fatto causa a M.I.A. per la scritta Fly Pirates

Il riferimento a Fly Emirates non è piaciuto alla società di calcio, che dal 2011 è, di fatto, proprietà del governo di Dubai, e ha deciso di fare causa a M.I.A. per il video di "Borders".

di Noisey Staff
11 gennaio 2016, 1:44pm

Il Paris Saint-Germain Football Club è stato coinvolto in un battibecco con M.I.A. dopo che la cantante ha deciso di indossare una versione taroccata della loro maglietta nel video di "Borders". Nel video, che è una grande provocazione sul tema della crisi dei rifugiati siriani, M.I.A. indossa una maglietta con su scritto "Fly Pirates", il che è un riferimento non troppo velato alla società Fly Emirates. Il club ha sottolineato di avere problemi con i pregiudizi d'immagine ed economici che il video porta con sè.

Con il suo testo "Freedom, I'dom, Me'dom. Where's your We'dom?", "Borders" è una dichiarazione di avversità verso le politiche che il mondo ha deciso di adottare davanti a questa crisi umanitaria e arriva a toccare identità e privilegi della nostra società. È piuttosto deprimente che l'unica vera indignazione di un'istuzione arrivi da una società di calcio preoccupata di perdere i dollari provenienti da una società che è sottoposta al controllo diretto del Governo di Dubai.

M.I.A. ha pubblicato l'intera lettera ricevuta dagli avvocati del PSG su Twitter e, come si legge, le viene contestato di essersi appropriata indebitamente della popolarità e della reputazione del club allo scopo di trarre profitto gratuito dall'immagine della squadra.

Nella quarta pagina della lettera il PSG – che è di fatto una proprietà del Qatar Investment Authority dal 2011 – fa riferimento ai loro continui successi in campo calcistico (citando titoli e competizioni), così come il milione di euro che hanno donato ad agenzie umanitarie come parte di un piano di aiuto a più ampio respiro.

Tuttavia, l'ovvia verità è che M.I.A. non ha indossato quella tshirt per utilizzare impropriamente l'immagine vincente del PSG in un'astrusa ottica di autopromozione, bensì con l'intenzione di puntare il dito contro gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar, due paesi che sono stati criticati durante la crisi dei rifugiati. Il Qatar è anche oggetto di crescenti polemiche sulle violazioni dei diritti umani legate alle opere edili in vista della Coppa del Mondo FIFA del 2022. Se si ascolta con attenzione, si può sentire un sibilo che vola proprio sopra le loro teste.

Abbiamo contattato MIA per un commento sulla vicenda e cercheremo di darvi aggiornamenti il prima possibile.

Questa non è la prima volta che la cantante viene coinvolta in una battaglia legale con qualche organizzazione sportiva. Nel 2013, la NFL ha fatto causa per la sua performance durante il Super Bowl del 2012, quando ha fatto il medio a 111 milioni di telespettatori in quello che è stato considerato un gesto "offensivo" nella misura di un milione e mezzo di dollari in risarcimento.