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Vieni qui ci sta cioccolata

Giù per strada oggi ci sta la premiere del video "Cioccolata" di Maruego. Insieme alla nostra intervista a questo kho.
Sonia Garcia
Milan, IT

L'EP di Maruego Che Ne Sai è stata praticamente l'unica roba che ha irrorato i miei timpani nell'ultimo mese, oltre forse alle lamentele dei meno avvantaggiati che se ne lagnavano. Molte delle persone a me care, infatti, NON hanno neanche provato a capirlo, il giovane Maru, e nonostante la cosa mi abbia infastidito non poco, venerdì ho preso la mia bici dalle ruote sgonfie e sono andata in Best Sound, col preciso intento di comunicare di persona a Maru tutta la sua invincibilità.

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Ebbene, l'ho fatto, e gli ho pure chiesto duemila altre cose in più che potrete comodamente leggervi dopo aver compiuto nell'ordine questi due passaggi: 1. Ciucciarvi il video qua sopra dall'inizio alla fine senza fiatare, 2. Leggervi il testo giusto della canzone—non quello fake. C'era pure Federico dei 2nd Roof lì in studio con lui, due kho* sono meglio di uno. "Chiunque ci capisca qualcosa, riconosce la freshness di Maru" cit.

* = bro

Si ringraziano Maru e Neda per la corretta stesura dei testi.

Si ringrazia Gabriele Maggio—il regista—per aver realizzato uno dei video musicali, e lo dico con il cuore + tutti i miei organi interni in mano, più belli del cosmo.

[Maruego]

Giù per strada vieni qui ci sta cioccolata

cioccolata, cioccolata

vieni qua ti do la mia cioccolata

cioccolata, cioccolata

Blaka

Black man sulla traka flow mozza capa

mostra AK e clik clack kho

torna a casa

Negro dal blok blocca questi acab

usa slang per il mio doppio h

Faccio piazza

davanti al bar giu a Caracas

passa qua

ci sta baraka

ti do la moniacata

zatla chokolata

nn fare il waka flaka

ti prendo dai capelli kho e ti do una ginocchiata

Giù per strada vieni qui ci sta cioccolata

mmm ah, cioccolata, guarda quella giù calata

vieni qua ti do la mia cioccolata

mmm ah cioccolata

mmm ah

Impasta un G tutto di weed

faccio un beef di cioccolata

mamma piange preoccupata

chiede quando torno a casa

per la crew resto giù

la faccio su anche per strada

la gente passa e fa

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mmmm cioccolata

Tenerif 36 berrechid casa frate e ketama

anche a Milano kho

aspiro denso cioccolata

nella dancehall cioccolata

mentre penso cioccolata

appena sveglio cioccolata

ogni momento cioccolata

Giù per strada vieni qui ci sta cioccolata

mmm ah, cioccolata, guarda quella giù calata

vieni qua ti do la mia cioccolata

mmm ah cioccolata

mmm ah

[Caneda]

La cioccolata

la cioccolata

La cioccolata

La canna

La lascio colata

La figa la lascio colata

La lascio colata

Testa mela bacata

Io willy wonka

La cioccolata

Nell'uovo kinder? La cioccolata

Ganja?

No cioccolata

Jordan? Di cioccolata

Vino d'annata

Vita dannata

Sto pezzo?

Ignorantata

Vestito gucci ma è una tarroccata

Gucci? Gucci?

Ma è una tarroccata

Il greco non è un ristorante non è un ristorante

La tipa si è già bagnata la orsi?

tipa sgamata

di cioccolata una tonnellata

la figa te l'ho leccata mmmmmmm

Te l ho leccata mmmmmmm

Con la cioccolata

Con la cioccolata

Con la cioccolata

Di tipe una cucciolata

Maru? Giovane zarro con la cioccolata

la madonnina dopo sto

Pezzo? Di cioccolata.

[Maruego]

Giù per strada vieni qui ci sta cioccolata

mmm ah, cioccolata, guarda quella giù calata

vieni qua ti do la mia cioccolata

mmm ah cioccolata

mmm ah

Noisey: Hai detto che stai continuando a scrivere?

Maru: Io continuamente, non smetto mai.

Federico: Noi non smettiamo di produrre, lui non smette di scrivere. C’è una bella sintonia.

L’EP l’avete registrato tutto qua?

Maru: Sì, tranne i feat. Ognuno ha registrato nel proprio studio e poi ci ha mandato tutto, così abbiamo potuto montare etc. Tranne Emiliano Pepe e Caneda che hanno registrato qui.

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A voi 2nd Roof avevo già fatto un’[intervista per Reemix](http:// http://www.reemix.it/intervista-ai-2nd-roof/), qualche mese fa. In effetti avevate trapelato l’arrivo di Maru…

Federico: Sì, tranne per il fatto che avevamo sbagliato l’età—non ha 19 anni, ma 22. Sì, comunque stavamo mettendo giù le basi per il suo disco. Abbiamo provato a fare un po’ di pezzi insieme, ma dato che lui era così prolifico abbiamo deciso di pubblicare un EP vero e proprio. Ne abbiamo registrate molte di più di quelle che poi sono finite in Che Ne Sai.

Ah, avete un bel po’ di inediti allora.

Maru: Avevamo tredici/quattordici pezzi da far uscire, e alla fine ne abbiamo tenute sette. Le altre penso che usciranno in un secondo momento.

Federico: Più o meno con la stessa modalità di questo, se mai lo faremo.

È una bomba di disco. Tu Maru da quanto tempo scrivi?

Maru: Da quando ero bambino, ma ho ripreso ufficialmente un anno, un anno e mezzo fa. I miei pezzi di quei tempi erano tutti fatti e finanziati da me. Adesso che lavoro con loro c’è più materiale, c’è più qualità. Prima mi dovevo un po’ arrangiare, i pezzi non uscivano mai come volevo io. Adesso invece ci stiamo capendo e le tracce vengono sempre più fighi. Arriveremo al disco ufficiale che saremo prontissimi.

Parlami dell’uso che fai dell’autotune, dato che immagino ti staranno tutti addosso principalmente per quello.

Maru: Molti non lo sanno, ma per fare pezzi con l’autotune innanzitutto uno deve essere capace. Se uno è stonato non è che se mette l’autotune diventa intonato. L’autotune dà la linea melodica che mi piace avere. Io la canto e cerco di seguirla. Ti dà un suono particolare, se sei intonato puoi semplicemente giocare su questo suono.

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Federico: Se uno è stonato come una campana, può correggere fino a un certo punto. Si sente proprio lo sbalzo dell’autotune che cerca di correggere la voce. Invece no, di base bisogna essere intonati, così da correggere piccole imperfezioni.

Maru: Future è un grande, ma in alcuni suoi pezzi con l’autotune si sente che la sua è parlantina. Sulla parlantina non puoi applicarci un effetto, per me. Se hai la voce, i testi lisci, che filano dritti e ci metti l’autotune, viene una roba mostruosa. Io già da piccolino registravo, mi piaceva molto Lil Wayne. Una volta ho cercato di dare lo stesso effetto alla mia voce, ho visto che mi piaceva tanto e da quel momento lì l’ho sempre usato. Poi in realtà ci sono pezzi in cui ne faccio a meno, ma i miei preferiti sono quelli con l’autotune. Io mi sparerei tutta roba in autotune, il problema è che la gente non capirebbe. Così mi sono ritrovato a dover fare un pezzo senza, per bilanciare.

Federico: Boh, per me ci si può fare anche un album intero con l’autotune… se è bello non c’è motivo di limitarsi. Non so perché sia così malvisto.

È una roba che non piace subito, sicuramente.

Federico: Ho capito, ma sono dieci anni ormai che si usa. Anzi, lo usava Cher negli anni Ottanta. Qua se si sta ancora ancorati alle sedici barre, al ritornello, alla metrica…

Magari pure a un testo incazzato e/o convinto.

Federico: Esatto. Mi fanno incazzare i discorsi degli integralisti. Fatti due domande se vedi che una roba del genere piace. Noi ce le siamo fatte e abbiamo capito. Da produttori è giusto che sia così. Se senti una cosa una volta sola, è ovvio che magari non puoi apprezzarla subito. È andando avanti che lo capisci. Appunto, come produttori cerchiamo di rinnovarci, non è che siamo rimasti ancora alle vecchie basi 90 bpm. Bisogna farlo, altrimenti la gente si stufa e ci stufiamo noi.

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Maru: Facciamo cose diverse, magari è questo che lascia perplessi.

Ti giuro che è il discorso che cerco di fare a tutti quando parlo di te. O sono in fissa dura con le tue canzoni oppure pensano tu faccia cacare, e non ti considerano. Poi magari arriva una come me che li tartassa così tanto, che finiscono per apprezzarle davvero.

Maru: Sì. Molte persone che conosco hanno reagito così. All’inizio zero e adesso sono in fissa.

Federico: Un sacco di amici mi dicono la stessa cosa: “Basi fighe, però lui…” E io rispondo sempre: “È da metabolizzare, poi diventa una droga.”

Momento sociale: ho origini straniere esattamente come te. Che rapporto hai col Marocco?

Maru: Sono nato a Casablanca, entrambi i miei genitori sono marocchini. Ci ho vissuto solo per quaranta giorni, però. Dopo siamo subito venuti in Italia. Adesso mio padre è giù e mia mamma vive qua, con me. Prima quando andavo a scuola ci passavo tre mesi di vacanza all’anno, sempre. Poi quando ho iniziato a lavorare ho cominciato ad andarci due settimane. Adesso che sono libero e potrei andarci pure per un anno intero, non ci sto andando. Non torno da un annetto ormai, però ho in programma di andarci, tipo a settembre. Mi piace stare lì perché trovo sempre tutti quelli con cui, per esempio, giocavo da bambino.

Beato te. Io non torno in Perù—i miei sono entrambi peruviani—da quasi dieci anni. In tutto questo tempo deve essere davvero cambiato molto là.

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Maru: Eh ma pure in Marocco si sta bene. Come in tutti i paesi per stare bene devi avere i soldi. Però ecco lì ne bastano pochi di soldi, qua no. La vita costa pochissimo, dieci euro ti durano tutto il giorno. Qua con dieci euro ti compri le sigarette, ti fai una ricarica, ti compri l’accendino perché te lo gabbano sempre la serata prima… e già li hai spesi. Lì invece ti puoi fare una spesa, una colazione al bar, puoi mangiare fuori… Ubriacarti no perché l’alcol non è così esplicito. Lo trovi, a prezzi più alti, ma lo trovi.

Federico: Non è di contrabbando, però.

Maru: È di contrabbando nelle campagne. In città lo si trova nei supermercati, ma quelli che stanno in campagna hanno difficoltà a farsi cinquanta chilometri a piedi o sui cavalli… Lì è di contrabbando sì.

Scusa se ti chiedo questa roba che non c’entra niente, ma tua mamma parla bene l’italiano? Perché la mia per niente.

Maru: Non è riuscita mai a impararlo bene. La correggo sempre di brutto. A volte mi chiede se sono innamorato… “Sei morato?” [risate]

Federico: Cosa ne pensa tua mamma della tua musica?

Eh, ottima domanda.

Maru: Mia madre? A lei piace molto “Criminale”, non so perché. Anzi, a mia madre piacciono le canzoni che piacciono agli altri. Quando gliele faccio sentire io mi dice sempre che non le piacciono. Poi magari se gliela passa un’amica che invece apprezza, viene da me e mi dice “Però è bella quella tua canzone…” Vabe’. “Click Hallal” e “Cioccolata” le fanno cagare. Quando ascolta “Cioccolata” mi guarda e mi fa: “Cos’è questa cioccolata? È per far vedere che fumi?” Mia madre non è una mia fan, però supporta quello che faccio.

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A parte che “Criminale” piace di brutto anche a me. Sbaglio o il video è girato in Marocco?

Maru: Sì. Il tipo che appare nel video è un pazzo, si fa chiamare “Problema”… sono tutti spericolati. Salgono sugli alberi, si prendono a sassate… Quel video è girato vicino a dove abito, un po’ fuori Casablanca. È un posto un po’ abbandonato a se stesso. È il paese prima della grande città. Casablanca è una metropoli, esci il pomeriggio e le persone sembrano formiche. Non puoi andare in giro sui marciapiedi, c’è un traffico della madonna… ogni volta che vado lì mi perdo. L’ultima volta che sono andato, ho sprecato quasi un pieno solo per uscire da Casablanca. Conosco solo la zona dove abito, se volessi andare da qualche altra parte dovrei girare accompagnato. Metti che finisco in un posto sbagliato, mi fanno scendere dalla macchina e torno a casa nudo.

Anche a Lima esiste questa cosa. Immagino tu conosca bene l’arabo, quindi.

Maru: Sì, l’arabo lo mastico benissimo, ma non so scriverlo. Non so scrivere neanche il mio nome. Una volta ho provato ad andare a scuola in Marocco, durante quei famosi tre mesi. Un disastro…

Domanda che forse dovevo farti all'inizio: qual è il tuo vero nome?

Maru: Mi chiamo Oussama. Solo che non lo dico mai perché ho dei traumi di quando ero bambino… mi chiamavano Bin Laden. In realtà non è nato neanche per il nome in sé, in zona da me mi chiamano tutti Oussa. Il problema è quando sei piccolo e tutti cominciano a darti addosso, tu ci puoi rimanere male. Andavo in giro e mi taggavo “Maghreb”, pur non essendo molto bravo. È partita la roba della musica e Maghreb è diventato Maruego.

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Prima di fare musica di cosa ti occupavi?

Maru: Ho passato un annetto a fare le tag… poi dai graffiti mi sono dato allo skateboard, senza successo. Da lì alla BMX, sempre senza successo. E infine alla musica. Ho visto che veniva apprezzata, ed oltretutto era l’unica cosa che riuscivo a fare bene. Ho deciso di non abbandonarla, perché magari poi da grande me ne sarei potuto pentire. Quando lavoravo questi discorsi venivano fuori sempre dai miei colleghi. Uno di loro per esempio era bravo a ballare e mi diceva “Io da giovane facevo il ballerino, sono stato un coglione, ho pure vinto un concorso. Se avessi continuato adesso sarei qualcuno”. Sentendo queste cose uno capisce che non deve abbandonare i propri sogni. Almeno bisogna provarci. Poi se non ha successo, si può sempre trasformarlo in hobby. La gente mi diceva “Tu lavori, ma si vede che non è la cosa che ti piace fare”. Facevo il macellaio, mi tagliavo sempre le mani, ero sempre pieno di sangue, lavoravo male… mi era sparito il sorriso. Così ho pensato di puntare alla musica.

E da lì come hai fatto a conoscere i 2nd Roof?

Maru: Tramite Ghali, mio amico con cui facevo hip hop da ragazzino. Era in Tanta Roba, ha pubblicato il mio pezzo “Criminale” su Facebook, che Guè ha sentito e apprezzato. L’ha passato a loro [2nd Roof] e da lì è partito tutto.

Federico: Ce l’ha fatto sentire e abbiamo subito deciso di contattarlo.

Maru: La gente dice che ho pagato. Continua a chiedermi “Quanto hai pagato? A quanto hai dato il culo? Quanti pompini hai fatto?”. Boh, io credo che se sei bravo ti ascoltano a prescindere.

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È quello che credo anch’io.

Federico: Quella è gente frustrata che ha un botto di views su pezzi che piacciono all’ascoltatore standard, che apprezza il rap canonico. Guè non è così, ma resta uno che ha orecchio, ha gusto, altrimenti non sarebbe dov’è.

Maru: Minchia, la prima volta che ho avuto modo di conoscerlo è stato quando stavo già lavorando con loro. Ero a casa di un mio amico e mi è arrivata una chiamata. Non sapevo manco chi fosse. Ho risposto ed era Guè, che mi ha subito detto “Guarda, tu spacchi.” Mi ha passato Enz Benz, e pure lui “Sei la svolta!”

Federico: Tutti i rapper che conosco alla domanda “Chi ti piace ultimamente?” dicono “Maru, è l’unica ventata di freschezza che c’è.” Ma tutti. Da quello che potrebbe sembrare un po’ più attaccato alle radici, a quello più innovativo, sono tutti suoi fan. Magari lui non li conosce nemmeno…

Tipo?

Federico: Boh, Caneda. Io lo becco tutte le sere e mi chiede sempre “Ma Maru? No vabe’, zio!” Pure Jake è mega fan. Quelli che ci capiscono un po’ meno, un po’ più abituati al rap comune, invece non ne vogliono sapere.

Maru: Basta con sta cosa della strofa-ritornello. La musica è divertimento, tu devi essere creativo. Come un quadro, più ci metti creatività più può piacere.

Che ascoltavi da piccolo?

Maru: Da piccolo ero in fissa con Eminem, 50 Cent, Sean Paul, questa gente qui. Poi sì, è arrivato il periodo in cui mi sono dato all’hip hop italiano, tipo Club Dogo, Marracash, Fabri Fibra. Guè e gli altri li ascoltavo a manetta. Sai quale pezzo mi piaceva troppo? “Le voglio piene”. Quello me lo sparavo tutto il giorno. Oppure “Butta via tutto”, “Vida Loca”, oppure “Nuovo Papa” di Marra… poi ho sempre tenuto d’occhio i vari marocchini della scena. Tipo Mic Meskin, che era l’unico marocchino a fare hip hop assieme a Royal Mehdi. Li ammiravo molto. Ultimamente ho apprezzato un sacco Noyz Narcos, ma dopo di lui nessuno. Mi piacevano tante robe sue, è che se avessi continuato con quel genere non avrei mai fatto quello che faccio adesso.

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Non cominciamo a parlare di Noyz che non ne esco più… sono stata in fissa per anni.

Maru: Sì, è bravo lui. La gente poi inizia veramente a parlare come lui. Quando andavo al liceo artistico c’erano dei tipi che parlavano come lui, milanesi che parlano in romano. Te lo giuro.

Federico: Ecco, Noyz ai tempi ha portato qualcosa di nuovo nel rap italiano. Adesso è mega copiato e standardizzato, ma quell’immaginario dark e truce qua non esisteva. In America c’è sempre stato, ma qua no. Lui l’ha portato e l’ha fatto anche bene, per me.

Tutto il Truceklan direi che l’ha fatto.

Federico: Già. Era bello quel collettivo. Non sono mai stato un grande fan, però lode a tutti loro per quello che hanno fatto. Mi ricordo che anni fa sono andato al 2 The Beat a Bologna, quello con Gel—idolo. A fine concerto hanno lanciato il cd di Noyz, Non Dormire, e io sono riuscito a prendermelo al volo. Ce l’ho ancora a casa… In ogni caso, io ero mega infottato col rap italiano. Me lo ascoltavo, ma mai quanto quello americano.

Maru: Di Noyz mi sono sentito il Best Out vol. 2, Guilty e basta. Il fatto è che se ascolti quel tipo di rap, tendi a riproporlo tale e quale. Io cerco di ascoltare il meno possibile la musica italiana, perché non voglio fare diventare italiano al cento percento. Posso ascoltare un Booba che rappa in francese, ma ti dico la verità, non capisco tutto quello che dice. Più che altro ascolto il modo di dire le cose.

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E in quegli anni, 2005-2006, voi 2nd Roof cosa facevate?

Federico: Facevamo robe insieme nel senso che erano per noi e basta, ci rappavamo su noi perché nessuno ci cagava. Neda ci ha aiutato molto, i nostri primi veri lavori da produttori sono stati con lui, Caneda. Però prima cantavamo noi, un po’ io un po’ Pietrino. Questo è quello che dovrebbe fare la metà dei rapper italiani: rendersi conto che fanno cagare. Io facevo cagare. E ascolto rap da quando avevo tredici anni. Mi accorgevo che quando rappavo, per mancanza di creatività, imitavo altri. Un po’ rubavo a Guè, un po’ a Marra…

Maru: Pure io da piccolo facevo robe oscene, che però erano già diverse in quanto a stile. Non ho mai “copiato” nessuno, meno che mai gente italiana. Anzi, è proprio da un tot di tempo che ho altri gusti.

Ecco, tornando a noi. Chi ti piace ultimamente?

Maru: A livello di produzione in Europa il mio producer preferito è Therapy, ma subito dopo ci sono loro, i 2nd Roof. Fanno roba che sconfina. Per il resto ascoltare poca roba italiana è una sfiga, mi rendo conto, ma non ce la faccio. Adesso ci sono loro [sempre i 2nd Roof] che conoscono bene i miei gusti e mi consigliano gente figa. August Alsina, Lil Durk… anche se di mio ascolto molto più rap francese che americano. La Fouine, Kaaris, Booba, Maître Gims, Zifou, Joke…

Bomba Joke.

Maru: Più che altro ho la fissa per gli artisti arabi, come ti dicevo prima. Sarà la competizione, non so. Mi piace vedere come se la cavano gli artisti arabi negli altri paesi. In America adesso quello che mi piace di più può essere un French Montana. Non so di preciso di che parte del Marocco sia lui, ma sono sicuro che La Fouine è di Casablanca, e ci va pure spesso.

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Parliamo un attimo del disco, che qui abbiamo trattato tutti gli argomenti possibili, tranne quello. Io ti ho conosciuto con “Click Hallal”, ma qual è il pezzo che preferisci?

Maru: È proprio quello il mio pezzo preferito del disco. È quello in cui ho messo più impegno, più me stesso. “Hallal” vuol dire “concesso da Dio”, quindi una roba pulita, che non va contro la sua volontà. In questo caso la mia arma sono le mie parole. In realtà non si pronuncerebbe davvero come lo pronuncio nella canzone, diciamo che l’ho italianizzato molto. Poi mi piacciono tutte le canzoni, eh, a modo loro. Ci metto sempre del mio nei testi, ci sono i rapper che parlano di erba, io parlo di me. Tipo “Ci penso dopo” l’ho scritto dopo una serata particolare.

E “Cioccolata” com’è nata? Quella ti entra nel cervello, e parlo a nome di tutta Italia. Il modo in cui pronunci le parole…

Maru: La canta pure mia sorella. Per quanto riguarda le parole, ho fatto un po’ apposta a pronunciarle così. "Passa qua ci sta baraka”. È nata una volta che ero a casa mia, con una tipa. Le ho chiesto consiglio per un testo, non avevo idee. E le ho detto “Guarda che faccio una hit anche se uso la parola ‘Cioccolata’”. E lei “Ma ti pare? Chi la capisce?”. È andata a casa e la sera le ho mandato una prova della canzone. Il giorno dopo sono venuto qui in studio e l’ho registrata.

Federico: Io quando l’ho sentita sono impazzito. Non fare il Waka Flocka.

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Si ringrazia Karas aka 1/3 de Lo Swagghetto

Quindi mi pare di aver capito che voi 2nd Roof gli passavate le basi a cui avevate già lavorato per conto vostro.

Maru: Sì, dopo che li ho conosciuti mi hanno subito detto: “Guarda stasera ti mandiamo due o tre basi, tu quando hai tempo registra”. Io l’ho fatto quasi subito.

Federico: Per prime gli abbiamo mandato “Click Hallal” e “Cioccolata”.

Le più belle per me, insieme a “Che ne sai”.

Maru: Quella è nata qua in studio. Pietrino mi ha fatto sentire un pezzo, ovviamente bellissimo. Ci ha messo una base e io ho scritto il testo in mezz’ora massimo. Una roba molto veloce.

Mi piace moltissimo la parola “Kho”.

Maru: Kho è “fratello”. In marocchino fratello si dice “Khouya”, è l’abbreviazione. Tipo “Fra”.

Ho visto che su Facebook hai postato l’annuncio per eventuali collaborazioni. Ti stanno scrivendo in tanti?

Maru: Sì, minchia, mi stanno tartassando. Ci sono pure persone che mi fanno gli scherzi telefonici alle quattro di notte. Io vivo con mia mamma, cazzo, lei deve dormire e si sente il telefono che squilla, a quell’ora. Rispondo, chiedo chi è, e dall’altra parte si sente “E non lo saaai…”

Di Sonia Garcia che ne sai? Se vuoi seguila su Twitter: @acideyes