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Il nuovo mostro techno di Perc e Truss

I due violentissimi produttori inglesi ci parlano del loro nuovo EP Two Hundred
25.7.14

Presi singolarmente sono due armi letali, ma, come ha dimostrato il loro debut EP Spiker, metti Perc e Truss insieme in studio con un carico di strumenti al tritolo e stai a osservare la devastazione che ne verrà fuori.

Spiker era sicuramente tra le release techno più dure in circolazione l'anno scorso, una landa desolata e destabilizzante, infettata di pesantissimi rombi acid-techno la cui forza corrosiva era raddoppiata, dato il doppio motore che li generava. Senza neanche farlo apposta, il sound di Spiker si è rivelato un mastodontico punto di riferimento per la risurrezione della noise-techno. Abbiamo riunito Perc e Truss per farci una chiacchierata sulla lavorazione del follow-up di Spiker, l'EP Two Hundred, contenente quattro tracce, che uscirà questo mese sull'etichetta Perc Trax.

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THUMP: Come siete arrivati a Spiker?

Perc: Ci conoscevamo da un sacco di tempo, dato che caso vuole che ci trovassimo spesso a suonare alle stesse serate, dopo un po' pensare a una collaborazione è diventato inevitabile, anche perché siamo diventati buoni amici. Certo, aiuta anche che stiamo entrambi a Londra, cosa che ci ha aiutato a collaborare in maniera più concreta, non online come succede ultimamente. Stare nella stessa stanza mentre si produce è una figata.

Truss: Questo, e poi chiaramente ritrovarci per far musica è un'alternativa salubre ai nostri soliti ritrovi, che erano al pub.

E cosa vi ha portato al vostro secondo EP?

Truss: Non solo il fatto che Spiker avesse ottenuto un ottimo successo—almeno credo—ma anche la semplice circostanza per cui, quando è uscito il primo, avevamo materiale in eccesso e altro materiale a cui stavamo lavorando. Questo perché il processo di creazione del nostro primo lavoro è stato davvero figo, ci siamo divertiti un sacco.

Perc: Non abbiamo nemmeno preso una pausa tra un lavoro e l'altro. Oltretutto, il materiale che è uscito era circa un terzo di quello che avevamo. Ci sono parecchie ragioni per cui abbiamo scelto di pubblicare una traccia piuttosto che un'altra, ma devo dire che la selezione che abbiamo operato per Two Hundred copre, secondo me, molto più terreno rispetto al primo EP. Alcune tracce sono più sperimentali, giochiamo con diverse fasi ritmiche, altre invece sono più da club, cassa dritta e via.