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Il nuovo disco di Lone tra reminescenze house e hiphop

Abbiamo parlato con Lone del percorso creativo che lo ha portato alla scrittura di Reality Testing.
10.6.14

All'inizio del 2012 Lone ha fatto uscire per la R&S Records Galaxy Garden. Il suo debutto per l'etichetta è stata una vera e propria esplosione di colore: ispirato dai ritrovamenti nella credenza del padre di un suo amico di scatole di audiocassette UK hardcore anni Novanta, Galaxy Garden mischia una certa nostalgia per la cultura rave con piacevoli progressioni di accordi, ritmi di derivazione jungle e armonie vocali trasognate, tutto materiale che, una volta messo in mano al maestro dell'animazione Knox-om-Pax, non può che diventare quel genere di cosa che ti fa perdere la testa immergendoti in una dimensione parallela. Un debutto intrigante, pieno di personalità, che gioca con la memoria con una leggerezza che sembrava mancare a tutto il resto della scena Inglese del momento.

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In questi giorni Lone è tornato con un nuovo disco: Reality Testing. A differenza di Galaxy Garden, che fu un prorompente ingresso nel mondo, in Reality Testing Lone sembra calcolare un punto preciso da cui guardarsi indietro per includere tutto ciò che è stato. e Le atmosfere rave lasciano spazio ad una forma di nostalgia più personale, una riscoperta dell'hip hop che non fa altro che aumentare lo spessore della figura di Lone e che fa di Reality Testing un album davvero godibile. Qui sotto potete ascoltare in streaming tutto il disco e leggere l'intervista che gli abbiamo fatto.

Noisey: È difficile da credere: il tuo album di debutto sia uscito solo due anni fa! Come è andata dopo l'uscita? Ti sei rimesso immediatamente a scrivere altra musica?

Lone: Sì, è pazzesco. Ho finito Galaxy Garden all'inizio del 2012 e subito dopo ho ricominciato a sguazzare nel processo di scrittura, ma mi sentivo bloccato. In Galaxy Garden avevo preso una direzione precisa, scintillante, sintetica, cristallina e colorata. Ho fatto un altro EP simile, che portava avanti lo stesso senso di chiarezza e alla fine mi sono ritrovato a decostruirlo completamente.

Come mai?

Principalmente perché suonava esattamente come Galaxy Garden. Non c'era cuore: dire che fai musica solo per te stesso è un po' un cliché, ma se quello che faccio mi annoia, non c'è davvero modo che a qualcun altro possa piacere. Semplicemente suonerà di merda, insomma, avevo l'esigenza di lavorare su un'altra idea.

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Pensi che la reazione positiva del pubblico a Galaxy Garden abbia avuto un ruolo nella tua scelta di ripensare la tua musica come qualcosa per te stesso tanto quanto qualcosa di creato per altri?

Non ho mai avuto una volontà chiara e conscia nel portare le persone ad apprezzare qualcosa, cerco più che altro di sorprendere me stesso, sono felice di aspettare se è per un'idea che mi farà appassionare in modo nuovo a ciò che sto facendo. Spesso mi ritrovo a guardare il mio progetto musicale dal di fuori, Lone è una specie di amico immaginario… ogni tanto mi chiedo: se fossi il mio fan numero uno, cosa vorrei sentire? Quale sarebbe la cosa più figa possibile che vorrei vedergli fare?

In Reality Testing percepisco sicuramente una fortissima componente hip hop.

Sì, c'è, assolutamente. Non ho usato nessun ritmo hardcore e nessun accordo tintinnante, niente del genere questa volta. Sapevo che per me quella cosa era finita, quindi, come andare avanti? Sono tornato ad ascoltare alcune cose di cui ero fan quando ero più giovane, specialmente video di skate che adoravo guardare per ore. Forse ho una crisi di mezza età, in ogni caso lo skateboard è stata la mia chiave d'accesso all'hip hop quando avevo 15 anni, e quei videoclip avevano sempre delle colonne sonore folli… Come le prime cose di WuTang e Gang Starr. A essere del tutto onesto, l'hip hop mi ha riportato alla produzione, ma volevo ancora avere del materiale che potesse essere suonato in un club, quindi alla fine ho inserito in Reality Testing anche un sacco di influenze house e techno. Affondare in pieno in entrambe le cose mi ha fatto pensare tantissimo alle connessioni che esistono nella costruzione dei due generi, anche la vecchia techno era basata sul campionamento di cose strumentali, tanto quanto l'hip hop.

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In che senso?

Beh prendi per esempio Theo Parrish: quella sua sonorità house è costruita su campionamenti di dischi soul e disco, e non è troppo distante da come i producer hip hop classici lavoravano ai groove a partire dagli stessi dischi. Le differenze sono principalmente sul peso della produzione, sulla grana dei suoni finali. Mi piace l'elettronica con quel gusto di "fatto in casa," mi piace sentirmi proiettato nella stanza di chi ha prodotto il pezzo attraverso il suo sound.

Quindi, che dire dell'aspetto emotivo che hai inserito in Reality Testing?

Ho trovato molta speranza, nel senso… innanzitutto ero partito con l'idea che tutto suonasse come suonasse, ma alla fine ho agito come un regista, selezionando le fonti e facendo ricerca. Il balzo in avanti è stata la visione dei videoclip degli skater, il ritorno ai dischi che ascoltavo all'epoca, anche se ho cercato di non inserire nessun riferimento a J Dilla. Queste cose si sono sentite tantissimo a LA, etichette come la Brainfeeder hanno fatto un ottimo lavoro, ma non volevo proprio che il mio disco suonasse come una versione fake di quella scena.

Va detto che l'album in molti sensi non è uscito come volevo sentirlo, volevo che l'hip hop fosse più diretto, senza filtri, senza glitch… ma siccome sono io… non è uscito così. Forse non ha troppo senso essere radicali al punto di far aderire le cose così tanto all'idea che ti sei fatto fino a spersonalizzarti e diventare tu stesso quell'idea.

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L'album mi sembra più ricco, con un suono meno pulito di quello di Galaxy Garden

Sì, non volevo davvero ottenere un suono pulito, non sono più su quelle cose, mi avevano annoiato. Non significa che non tornerò mai più su quel tipo di sound, sto già pensando che la prossima volta finirò per produrre un album jungle. Non è una coincidenza se nel periodo in cui stavo scrivendo Reality Testing mi sono messo ad ascoltare un sacco di nuova house della scena di Detroit: Funkineven, Kylie Hall, Jay Daniel, e anche parecchia techno, cose tipo L.I.E.S., il disco è stata una completa reazione a quel tipo di pulizia del suono.

Quindi, parlando del paradigma hip hop che ci hai detto di aver utilizzato, quanto campionamento c'è in Reality Testing?

Volevo che suonasse come se fosse completamente basato su campioni, ma in realtà non volevo campionare troppo… in generale posso dirti che mi sono concentrato molto su come rendere migliori i giri di accordi, è la parte di lavoro che preferisco. "Coincidences" è fatta semplicemente con l'emulazione VST di un Rhodes, ma sono molto soddisfatto perché suona davvero come un qualche tipo di campionamento da vecchi pezzi soul. Mi sono davvero sforzato a far uscire i suoni consumati, ci ho messo qualche botta di organo e qualche controtempo preso qui e là, ma al di là di questo sono solo cose mie, non credo si avvicini in nessun modo alle coloriture di Galaxy Garden.

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Beh, c'è comunque del colore dentro Reality Testing, è solo mutato.

Ah sì, questo assolutamente sì.

Puoi consolarti pensando che l'hip hop in fondo è un modus operandi ed una disposizione culturale prima ancora che un suono specifico.

Certo, tutte le tracce più house dell'album hanno un ritmo swing di tamburo. Volevo lavorare alle tracce house esattamente come a quelle hip hop. Le cose succedono nello stesso modo, ma in tempi differenti, così possono essere accostate, senza che si sentano anni luce di distanza sonora.

In che modo pensi di essere riuscito a mantenere il sound hip hop "fresco" sfuggendo da una qualche forma di noiosissimo revival?

Prendendo le distanze dalle scene e senza preoccuparmi del pubblico specifico dell'hip hop forse… Giravo per il Regno Unito perché lavoravo come DJ, in quel senso la mia connessione con la scena hip hop è molto naturale, anche se in realtà ho sempre preferito la scena newyorkese, è più filtrata, più morbida, sono stato in esplorazione a New York per la prima volta solo un paio di anni fa.

Il tuo live per Reality Testing è stato pensato insieme a Konx-om-Pax, senza forzarti a spoilerare troppo, puoi dirci qualcosa a riguardo? Che atmosfera avete creato?

Beh, volevo lavorare con lui di nuovo perché le sue animazioni per Galaxy Garden erano state perfette. Lo show è pensato come una specie di collaborazione alla pari, in cui il mio lavoro appare tanto quanto il suo: inizialmente volevo lasciarlo del tutto libero di ragionare sulle sue cose, poi però lui ha preferito comunque mantenere un'unica linea, quindi ha strutturato il suo lavoro sul mio e si parla solo dell'album. Ha compreso completamente il mio sound e la mia attitudine attuale, non sarà tutto super colorato e psichedelico quanto Galaxy Garden, ma più astratto. Ci sono un po' più di riprese e meno animazione, abbiamo girato recentemente alcune cose a Lisbona, lavorando molto sulle ottiche e le grane della pellicola, ci sono anche molti video di skate.

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C'è anche una qualche tua performance con lo skate?

Sì ci sono anche io! Però me la cavo parecchio male devo dire.

Mi ricordo dicesti che eri stato ispirato per Galaxy Garden da nastri recuperati di rave, ora invece dal tuo vecchio amore per l'hip hop e lo skate, Pensi che il tuo modo di lavorare alla produzione musicale sia se non nostalgico, almeno un po' fanciullesco?

Non l'avevo mai vista da questo punto di vista però in un certo senso hai ragione: i miei album sono tracce, documenti della mia vita, la musica è un po' il mio diario. Credo sia il mio modo di mantenere il controllo e la consapevolezza delle cose.

Reality Testing uscirà per R&S Records il 16 giugno.